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Abbiamo visto Valorant, il nuovo di gioco di RIOT Games

La casa di League of Legends entra a gamba tesa nel settore degli sparatutto tattici, minacciando la supremazia di CSGO, Overwatch e Rainbow Six Siege

Sviluppare un gioco partendo dai problemi della concorrenza è il modo ideale per attirare l’attenzione delle community. E Riot Games ne è ben consapevole.

Riot Games ci ha contattato per condividere alcune informazioni di Valorant, lo sparatutto tattico a squadre con cui la compagnia si appresta a invadere un settore da tempo saldamente in mano a Valve, Blizzard e Ubisoft. Qual è il modo migliore per inserirsi in un settore dominato da colossi apparentemente intoccabili come Counter-Strike: Global Offensive, Overwatch e Rainbow Six Siege? Dimostrare alle rispettive community di poter risolvere i problemi di cui si lamentano da anni. È con questo spirito che Riot Games ha lavorato a Valorant, un progetto che sulla carta sembrerebbe in grado di stravolgere gli equilibri del genere, sognando un posto in prima fila nei palazzetti degli esports.

Riot si muove con i piedi di piombo e sta pianificando un lancio dai contenuti limitati. Una strategia intelligente, per prevenire problemi indesiderati!

Un’operazione coraggiosa

A differenza di Legends of Runeterra, gioco di carte che condivide l’universo con League of Legends, Valorant è una Proprietà Intellettuale inedita, una nuova avventura che Riot Games si appresta ad affrontare forte delle solide fondamenta costruite sul successo decennale di LoL. Precedentemente conosciuto come Project A, questo sparatutto tattico 5 vs 5 non ospiterà gli innumerevoli campioni che abbiamo imparato a conoscere in anni di schermaglie esportive, ma un set di personaggi inediti chiamati Agenti, a cui verrà affidato l’arduo compito di convincere un pubblico molto eterogeneo. Gli Agenti saranno originari di tante nazioni differenti, seguendo l’approccio inclusivo già adottato in altri esponenti di questo genere competitivo. Seguendo la tradizione di League of Legends, Valorant sarà free-to-play e avrà un modello di business molto simile a quello del celebre MOBA, apportando le dovute modifiche per adattarsi alle esigenze del genere dei tactical shooter. Per emergere nelle sparatorie di Valorant i giocatori non dovranno affinare solo le proprie capacità, ma anche puntare su un approccio creativo inedito per il genere.

Valorant potrà girare senza problemi su PC di vari livelli, da quelli di fascia alta agli entry level meno dotati. Questo permetterà a un numero altissimo di utenti di avvicinarsi al gioco.

L’eredità degli errori altrui

Riot Games ha lavorato a Valorant partendo dalle richieste inascoltate delle community di Overwatch, CSGO e Rainbow Six Siege. Le sparatorie saranno l’elemento chiave del gioco, ma gli sviluppatori vogliono assicurarsi che un’eventuale vittoria non venga decretata da elementi esterni che non hanno a che fare con l’abilità dei singoli utenti. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza il più possibile libera da agenti esterni potenzialmente in grado di alterarla o rovinarla. Uno degli elementi più interessanti della presentazione è stato quello legato ai server del gioco. Gli sviluppatori hanno infatti confermato che Valorant metterà a disposizione di tutti gli utenti dei server dedicati gratuiti 128-tick. In questo modo, anche trovandosi di fronte a eventuali avversari con una connessione scadente i server porteranno automaticamente i movimenti a 128 FPS, garantendo a tutti la massima fluidità possibile. Naturalmente verrà sfruttato anche il sistema Riot Direct, nato nel 2014 per League of Legends e destinato a espandersi ulteriormente nei prossimi anni. Grazie al Riot Direct la stragrande maggioranza dei giocatori dovrebbe godere di un ping molto basso. L’altro elemento chiave su cui gli sviluppatori si stanno concentrando è la gestione dei cheater. Valorant si appoggerà sulla stessa piattaforma anti-tamper di League of Legends, affiancandola a un sistema anti-cheater inedito. Nelle partite in cui verranno individuate irregolarità, i giocatori scorretti verranno cacciati all’istante, mentre gli altri utenti non subiranno alcun tipo di penalizzazione. Visto che tutti i calcoli del gioco verranno gestiti dai server, inoltre, non sarà possibile individuare la posizione degli avversari sulla mappa nemmeno affidandosi ad applicazioni esterne, perché il gioco stesso non avrà a disposizione le informazioni fino al contatto visivo tra gli utenti.

La struttura online all’avanguardia a cui Riot Games ha lavorato nel corso degli anni potrebbe rivelarsi la carta vincente per sbaragliare l’agguerrita concorrenza.

La valorizzazione delle capacità individuali

Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, Valorant sarà molto vicino all’approccio di CSGO e premierà gli utenti più abili e precisi. Allo stesso tempo, però, racchiuderà al suo interno alcuni elementi già sperimentati in Overwatch. Gli Agenti avranno accesso a tutte le armi presenti nel gioco e a differenziarli ci penseranno le abilità speciali che gli permetteranno di affrontare ogni situazione in modo unico. Queste abilità, però, non interverranno direttamente nelle sparatorie, ma aggiungeranno opzioni all’attacco e alla difesa di zone specifiche. Le mappe sono state progettate per offrire un gran numero di approcci diversi, garantendo così tante ore di gioco prima di cadere nella ripetitività. Per assicurarsi di creare l’esperienza più vicina possibile alle esigenze delle community, Riot ha accolto nel team di sviluppo di Valorant professionisti leggendari con anni di esperienza nel genere degli sparatutto tattici. Tra questi, per esempio, c’è Salvatore “Volcano” Garozzo, giocatore storico di Counter-Strike: Global Offensive che ha creato mappe come Cache, tra le più apprezzate dall’intera scena competitiva.

Per il momento gli sviluppatori non puntano apertamente al mercato degli esports, ma in Riot sono tutti consapevoli delle enormi potenzialità di Valorant in quel settore specifico.

Esperienza e umiltà, al servizio delle community

Lavorando per anni a quel successo ludico e commerciale chiamato League of Legends, Riot ha accumulato competenze e strutture preziose, che possono essere riutilizzate in ogni altro progetto della compagnia. Valorant trarrà beneficio dalla gestione dei server e dall’evoluzione del ciclo vitale di LoL. Anche se non è ancora chiaro se lo sparatutto tattico Riot avrà una struttura a Stagioni come alcuni dei suoi diretti concorrenti, ci è stato confermato che il gioco non potrà mai essere considerato “finito”, perché gli sviluppatori continueranno a lavorarci senza interruzione esattamente com’è accaduto con LoL. Al lancio, previsto per l’estate del 2020, sarà disponibile solo la classica modalità 5 vs 5, ma in seguito verranno aggiunte nuove sfide. Al momento il PC è l’unica piattaforma presa in considerazione, ma questo non esclude l’arrivo su console o sui dispositivi mobili negli anni a venire. Per il momento in Riot vogliono assicurarsi di lanciare Valorant nel miglior modo possibile e di garantire ai giocatori un’esperienza curata e rifinita. Il resto, eventualmente, arriverà con calma. Riot Games sembrerebbe avere tutte le carte in regola per creare l’esperienza che molti appassionati di sparatutto tattici chiedono a gran voce da anni. La scelta di accogliere nel team di sviluppo veterani del genere, per individuare eventuali criticità e trovare soluzioni convincenti, dimostra che il progetto è in mano a persone che sanno esattamente cosa stanno facendo. Una cosa tutt’altro che scontata, nel mercato attuale dei videogiochi.

Valorant è una grossa scommessa per Riot Games. A questo punto, possiamo aspettarci un approccio simile anche per il picchiaduro di League of Legends!