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Abbiamo provato la nuova Switch Lite: per molti, ma non per tutti

Abbiamo messo le nostre mani in anteprima su Switch Lite, nuova colorata revisione della console Nintendo pensata per chi predilige l’esperienza portatile. Esce oggi: vale la pena comprarla?

Switch Lite, incredibile a dirsi, riesce a ricavarsi una propria nicchia di mercato anche al cospetto della sorella maggiore.

Nintendo ormai ci ha abituato alle revisioni impossibili delle sue console. Insomma, dopo essere riuscita a vendere un versione senza 3D di una console che faceva della visualizzazione in 3D dei giochi il suo punto forza, ci si può aspettare di tutto, no? Tipo una versione di Switch che non “switcha”: ventilata, sussurrata, anticipata e infine rivelata, Switch Lite sarà infine disponibile sugli scaffali a partire da oggi. Cosa aspettarsi?

La console giusta per l’uomo, o il bambino, moderno

Per fugare tutti possibili dubbi su questa nuova incarnazione di Switch, abbiamo passato qualche ora nella sede brianzola di Nintendo, maneggiando in prima persona l’oggetto del desiderio che costringerà a frenetiche ricerche migliaia di genitori nell’imminente periodo natalizio. Non è un mistero, infatti, che il pubblico più giovane sia il principale destinatario di questa nuova versione di Switch. I segnali che pountano in questa direzione sono tanti. A partire dal costo, più basso di un centinaio di euro rispetto alla versione classica, e dalle colorazioni proposte. Oltre al classico grigio, su cui spiccano i tasti bianchi, Switch Lite è disponibile anche in giallo e turchese, entrambi caratterizzati da toni piuttosto accesi e vivaci. Ma non bisogna tralasciare quella fetta di uetnza, per nulla contenuta, che usa da sempre Switch come fosse solo una console portatile, sia all’esterno che in casa, magari per evitare estenuanti discussioni sul controllo del telecomando. Se inquadrata in quest’ottica, Switch Lite si rivela una scelta ottimale. Il peso ridotto la rende più maneggevole rispetto al fratello maggiore e una batteria leggermente più potente (4-8 ore di durata stimata rispetto alle 3-7 di Switch) diminuisce il rischio di essere abbandonati sul più bello. Al di là dei dati tecnici, una volta impugnata tra le mani Lite si è rivelata davvero comoda da sorreggere giocando, per merito soprattutto del peso contenuto, benché le dimensioni non siano di molto inferiori alla prima incarnazione di Switch. Discorso a parte merita l’ergonomicità, difficile da valutare durante un test così breve: la nostra sensazione è stata quella di un’impugnatura comoda, al netto di qualche fastidio percepito alla mano destra, ma va detto che già Switch ci procurava dolori e formicolii assortiti, quindi si può considerare un passo avanti. Certo è che su quello schermino un po’ più piccolo, senza perdita di risoluzione, la grafica di Zelda BOTW, Mario Kart 8 o Mario Odissey appare ancora più irreale.

Per quanto ci è stato possibile verificare, anche Switch Lite raggiunge temperature altine quando messo alla prova da titoli impegnativi come Zelda BOTW.

Cosa sei disposto a perdere?

L’arrivo di Switch Lite mira ad ampliare la famiglia di Switch e non a sostituire il design originale della console, tuttora presentato dalla stessa Nintendo come il top di gamma per la versatilità delle opzioni proposte. L’impossibilità di estrarre i joycon dal corpo di Switch Lite, ad esempio, rende più macchinosa l’esperienza di condivisione di una medesima console tra più giocatori. Per una sfida rapida con un amico bisogna dunque munirsi dei classici joycon rimovibili, ma il loro acquisto fa lievitare il costo totale del bundle, avvicinando l’esborso totale richiesto a quello necessario per portarsi a casa la versione standard. Inoltre Switch Lite è sprovvista dello stand posteriore e farla stare in equilibrio in posizione di semi-verticalità non è stata impresa semplice. Qualche piccola confusione potrebbe poi generarsi intorno alla compatibilità dei giochi: Switch Lite supporta tutti i titoli giocabili in modalità portatile, secondo le indicazioni riportate sul retro delle confezioni. Siamo lontani dalle incomprensioni che hanno rovinato i regali di un’infinità di nonni e nipoti durante il periodo Wii/WiiU, ma se persino Mario Odissey ci ha suggerito di utilizzare i joycon separati all’avvio qualche problemino non è da escludersi, almeno fino all’arrivo di aggiornamenti software vari. Sembrerebbe invece possibile, contro ogni aspettativa, l’utilizzo su Switch Lite del proprio account già registrato in precedenza su un’altra Switch, di modo da condividere la libreria digitale sulle due console: si tratta tuttavia di una possibilità che non ci è stato possibile verificare di persone e il cui funzionamento dipenderebbe moltissimo dal comportamento dei salvataggi in cloud di Nintendo.

Lo schermo ha perso qualche centimetro, ma ha mantenuto la stessa risoluzione. L’effetto finale è impressionante per qualità.

La console di chi sa cosa vuole

Oltre alla grande e imprevista voglia di portarne a casa un esemplare (giallo, o turchese, nell’ordine), il ritorno dalla sede Nintendo ci ha lasciato la consapevolezza di aver avuto in mano una console pensata con un target ben preciso in testa, sulla base del quale sono state definite caratteristiche e limitazioni. Mettendola nel modo più semplice possibile, Switch Lite non fa tutto quello che fa Switch, ma costa 100 euro meno e si porta in giro con maggiore comodità. Se non avete intenzione di collegarla a una tv (gli adattatori USB-C/HDMI non funzionano, ve lo diciamo subito) né di giocarci fianco a fianco con qualcun altro, questa è la console Nintendo che fa per voi. Gialla, possibilmente.

Non sappiamo immaginare un gioco migliore di Zelda: Link’s Awakening per inaugurare uno Switch Lite. A proposito, avete letto la nostra recensione?

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