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5 canzoni famose che hanno reso grandi dei videogame

Canzoni e videogiochi: quando un brano hai il potere di migliorare una sequenza, rendendola ancora più epica

Una canzone adatta può migliorare una scena, amplificandone le emozioni e le sensazioni che genera.

La giusta canzone nel momento giusto. Ecco cosa può rendere una scena ancora più epica, emozionante, unica e leggendaria. È un discorso che vale nel cinema, ma non solo. Può essere infatti esteso anche ai videogiochi. Che sia durante una fase di gioco oppure in una sequenza di intermezzo, un brano musicale può aiutare a descrivere stati d’animo e sensazioni meglio delle semplici parole. Il risultato è un incontro tra immagini e suoni che, se realizzato a dovere, non può lasciare indifferenti. Qualche esempio? Eccovi accontentati…

Call Of Duty Black Ops (Sympathy For The Devil – Rolling Stones)

11 Febbraio 1968. Ore 13:00. Una PBR (Patrol Boat, River) si appresta a salpare. Gli uomini a bordo si dividono i compiti. Uno al timone, uno all’M60. Un paio imbracciano un M202 Flash, conosciuto anche con il nome di “Grim Reaper”. La barca si stacca docilmente dalla riva e, proprio mentre inizia a dirigersi verso le linee nemiche, una voce dalla radio annuncia una canzone. È dedicata al Sergente Blundell. Parte un ritmo tribale di percussioni intervallato da brevi urletti. Woo Woo. Woo Woo… e poi, “Please allow me, to introduce myself”… è l’inizio di Sympathy for the Devil. Uno dei capolavori dei Rolling Stones accompagna una scena spettacolare, fungendo da sottofondo musicale a una sequenza in cui grida ed esplosioni si susseguono senza un attimo di sosta. Un uso perfetto di un grande classico, che nasconde però un enorme falso storico. Il brano di Jagger & soci è stato infatti registrato nel giugno del 1968, quattro mesi dopo la missione di Black Ops, quindi non poteva essere certo trasmesso da una stazione radio. Questo anacronismo è reso ancora più evidente dalla frase “who shot the Kennedys”, al plurale. Nel febbraio del 1968, Robert Kennedy era ancora vivo, e stava affrontando la campagna elettorale per ottenere il ruolo di candidato democratico alla Presidenza degli Stati Uniti.

Guardians Of The Galaxy (Stone Cold Crazy – Queen)

Definire insoliti i personaggi che compongono i Guardiani della Galassia è un garbato eufemismo. È però proprio nella loro unicità e nella loro diversità rispetto a qualunque altro supergruppo che i Guardiani hanno trovato una dimensione particolare, che li caratterizza e che li fa emergere. Le due pellicole scritte e dirette da James Gunn ci hanno regalato momenti emozionanti, un abbondante utilizzo di effetti speciali super fighi, dialoghi sempre azzeccati e… una colonna sonora da paura! Le cassettine di Star-Lord, oltre a riportare al passato (momento nostalgia per gli ultraquarantenni), sono dei piccoli capolavori con una selezione di brani di assoluto livello. Stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda l’avventura realizzata da Telltale, che conferma lo stretto rapporto tra i guardiani e la musica sin dai titoli dei singoli episodi (Tangled Up In Blue, Under Pressure, More Than A Feeling, Who Needs You e Don’t Sto Believin’). Non mancano poi le scene in cui le canzoni si fondono all’azione, sia a sottolineare momenti di pace e di serenità che situazioni più intense. Come la rocambolesca fuga in astronave da una gigantesca creatura aliena, con una sequenza di quick time events coreografati al frenetico ritmo di Stone Cold Crazy dei Queen.

Bioshock Infinite (God Only Knows – Barbershop Quartet)

I primi due capitoli della saga di BioShock sono due capolavori. Sono fantastici da giocare, e sono splendidi da vedere. Emanano stile da ogni poro, e sono caratterizzati da atmosfere cupe e tetre, che contribuiscono a instillare sensazioni di paura e terrore. Per questo motivo il contatto con la città fluttuante di Columbia, teatro di BioShock Infinite, è accompagnato da un senso di sorpresa e di stupore. C’è la luce. Tanta luce. E non solo. C’è un mondo ricco di colori, circondato da un cielo azzurro e illuminato da un sole splendente. Appena messo piede a terra, si viene avvolti in un ambiente vitale, nel quale sembrano regnare pace e tranquillità. Camminando per le strade si sentono campane suonare e, all’improvviso, delle voci. Provengono da strana macchina volante, sulla quale si sta esibendo un quartetto vocale. È il Barbershop Quartet, che propone una spettacolare versione a cappella di God Only Knows. Un assoluto colpo di genio oltre che una vera primizia dato che, considerando la linea temporale degli eventi, questa performance ha luogo oltre cinquant’anni prima che il brano venisse scritto dal duo Wilson/Asher e interpretato dai Beach Boys (1912 vs. 1966). Magia delle realtà alternative…

Life Is Strange (Obstacles – Syd Matters)

Life Is Strange è una delle migliori avventure narrative mai realizzate. Pur con una componente sovrannaturale che aleggia costantemente su Arcadia Bay, il titolo di Dontnod Entertainment riesce a immergere i giocatori in un mondo reale e, fatto ancora più importante, credibile. Grazie a un sapiente lavoro di scrittura la trama principale si intreccia con tutta una serie di storie secondarie che costringono a prendere decisioni importanti, con notevoli implicazioni di carattere morale. È facile affezionarsi non solo alla figura di Max Caulfield, ma anche a tutti i personaggi secondari che girano intorno a lei e che si trovano a fare i conti con argomenti quali il suicidio, il bullismo e l’eutanasia. Sono numerose le situazioni che generano forti emozioni, rese ancora più intense dalla presenza di una colonna sonora azzeccata in ogni sua composizione. Esempio lampante è la sequenza finale del primo episodio, con una carrellata che riassume diversi sentimenti accompagnata dalla delicatezza di Obstacles, brano del 2005 dei francesi Syd Matters.

Metal Gear Solid (Here’s To You – Ennio Morricone/Joan Baez)

Terminiamo con una doppietta. Una doppietta di grande, grandissima qualità. Una doppietta che costituisce una soluzione insolita, che probabilmente non ha eguali nel mondo dei videogiochi. D’altronde, considerando che c’è di mezzo Hideo Kojima, aspettarsi qualcosa di particolare è lecito, se non addirittura doveroso. Di cosa si tratta? Andiamo con ordine e partiamo dal primo brano. Fine di Metal Gear Solid 4: Guns Of The Patriots. Partono i titoli di coda, e come spesso accade in momenti del genere, lo scorrere di centinaia di nomi è accompagnato da una canzone. Qualche secondo orchestrale, e poi una voce femminile ci accompagna in un pezzo lento e struggente. Bastano pochi attimi e poche parole per riconoscere la canzone. È Here’s To You, composta da Ennio Morricone e Joan Baez (e interpretata dalla stessa Baez) per la colonna sonora di Sacco e Vanzetti, in una versione riarrangiata da Harry Gregson-Williams e cantata da Lisbeth Scott. Fin qui tutto normale. Una cover è sempre una cover. Per arrivare al secondo brano trascorrono otto anni, fino all’entrata in scena Metal Gear Solid V: Ground Zeroes. Nella sequenza introduttiva il giovane Chico, rinchiuso in una gabbia, riceve il suo prezioso walkman. Lo collega alle cuffie e preme play. Una melodia riempie l’aria. Quale? Quella di Here’s To You, questa volta nella sua versione originale. Una vera sorpresa, e un cerchio che si chiude.

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