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10 giochi per vivere in prima persona una pandemia

Trovarsi impotenti di fronte all’avanzata di una malattia letale è una delle più grandi paure dell’essere umano. Ecco 10 giochi che aiutano a esorcizzarla!

Tra le pandemie più rappresentate nel mondo dei videogiochi c’è quella che trasforma le vittime in zombie. La non-morte, ci spaventa più della morte stessa?

Essendo in cima alla catena alimentare, l’uomo non teme predatori naturali. Sebbene alcune creature siano in grado di ucciderlo senza fatica, grazie all’uso dell’intelletto l’essere umano può trovare soluzioni con cui affrontare ogni genere di minaccia. Ecco perché capita spesso di imbattersi in opere di fantasia che ipotizzano l’arrivo di qualcosa in grado di sterminare la razza umana. Sotto sotto, temiamo tutti di perdere la nostra posizione privilegiata nel mondo, che sia a causa di un virus letale o di un misterioso agente esterno in grado di ucciderci o di metterci gli uni contro gli altri. Volete scoprire quali sono i videogiochi che trasmettono al meglio il panico e le emozioni forti legate all’arrivo di una pandemia? Continuate a leggere!

10. Tom Clancy’s The Division (Ubisoft)

Con l’annuncio del primo capitolo di The Division, Ubisoft sorprese tutti grazie alla propria personale interpretazione di una minaccia globale legata a una violenta epidemia di vaiolo. Tra terrorismo, lotte politiche, carenza di beni di prima necessità e altri elementi cari alla narrativa del defunto Tom Clancy, la compagnia ha dato vita a un’esperienza capace di mostrare in maniera convincente ciò che potrebbe accadere in una grande metropoli come New York, dopo un evento pandemico in grado di stravolgere la società in cui viviamo. Tra gli immancabili sciacalli, le bande di individui felici di poter finalmente vivere al di sopra delle vecchie leggi, la quarantena e i rischi legati all’accesso senza precauzioni alle zone contaminate, c’è abbastanza materiale per far salire l’ansia alle stelle.

The Division 2, il secondo capitolo della saga Ubisoft, è ancora molto supportato dagli sviluppatori e dalla rispettiva community.

9. Sunset Overdrive (Insomniac Games)

A volte il modo migliore per affrontare le paure è sdrammatizzare, ed è proprio quello che hanno fatto i ragazzi di Insomniac Games con Sunset Overdrive. Il gioco parte dalla più classica delle pandemie fantasy, per giustificare rocambolesche e coloratissime sparatorie a base di armi fuori di testa. In questo caso, l’emergenza viene scatenata dalla commercializzazione di un energy drink in grado di trasformare chiunque lo assuma in un mutante deforme e violento. Per coprire la propria negligenza nell’applicazione dei protocolli sanitari, l’azienda produttrice della bevanda mette in quarantena l’intera città, inviando un suo agente a risolvere il disastro. Pur soffrendo di una certa monotonia di fondo, Sunset Overdrive è un modo piacevole per staccare il cervello ed esorcizzare al tempo stesso una delle più grandi paure del genere umano.

Le sparatorie esagerate di Sunset Overdrive sono divertenti, ma la ripetitività dell’azione fa scemare presto l’interesse. Nonostante questo, è un titolo che merita di essere provato.

8. A Plague Tale: Innocence (Asobo Studio)

La peste del XIV secolo ha lasciato un segno indelebile nella storia del genere umano, sottolineando quanto basti poco per spazzare via milioni di persone. La piccola produzione di Asobo Studio è ambientata in quel periodo storico oscuro e pericoloso e lungo la sua intera durata riesce più volte a trasmettere tutta l’ansia di una pandemia. Certo, l’avventura non ruota solo attorno alla peste e ci sono molti altri elementi che catturano l’attenzione del giocatore. Il risultato finale è indubbiamente appagante, complice anche una riproduzione cruda e relativamente realistica dell’ambientazione e del periodo storico presi in esame. Al netto di alcuni dettagli soprannaturali che caratterizzano l’avventura di Amicia e del piccolo Hugo, sono molti gli elementi crudi e verosimili trasmessi dal gioco.

In A Plague Tale realismo e soprannaturale si mescolano con maestria, dando vita a un’esperienza davvero sorprendente per una realtà piccola come quella di Asobo Studio.

7. The Walking Dead (Telltale)

La serie che ha dato vita alla distribuzione a episodi nei videogiochi mostra le reazioni dell’essere umano di fronte all’apocalisse zombie (la madre di tutte le pandemie horror), osservando la situazione da diversi punti di vista. Giocando l’intera serie, compresi gli episodi dedicati alla piccola Clem, ci si imbatte in reazioni diverse a situazioni analoghe, dettaglio che rende l’intera esperienza ancor più interessante. Il fatto di dover prendere decisioni, anche importanti, coinvolge ulteriormente il giocatore, permettendo di sentirsi davvero parte dell’inferno in Terra vissuto dai protagonisti della storia. Rispetto a molti altri titoli legati alla tematica di questa classifica, The Walking Dead di Telltale sacrifica l’azione per approfondire l’aspetto narrativo e quello psicologico. Un motivo in più per provarlo!

La prima serie di The Walking Dead sviluppata da Telltale ha conquistato un gran numero di giocatori e merita ancora oggi di essere presa in considerazione.

6. Dead Rising (Capcom)

Titolo ormai datato, Dead Rising può essere comunque recuperato grazie alla versione rimasterizzata uscita alcuni mesi fa sulle piattaforme dell’attuale generazione. Si tratta dell’ennesimo gioco che permette di vivere da vicino un’apocalisse zombie, ma nonostante la forte componente umoristica rappresenta una sfida ardua. A differenza di molti altri titoli di questo tipo, infatti, l’avventura di Frank West costringe il protagonista a tener conto di un fattore estremamente importante: il tempo. Per salvare i pochi superstiti dall’inesorabile avanzata degli zombie all’interno del centro commerciale è fondamentale pianificare ogni singola mossa e imparare a muoversi con sicurezza nella struttura in cui si è scatenato il contagio. Nelle fasi finali, inoltre, la corsa contro il tempo diventa più ansiogena e costringe a impegnarsi ancora di più per portare a casa la pelle.

Dietro al sistema di salvataggio crudele e alla struttura di gioco spietata di Dead Rising, si nasconde un’esperienza dannatamente divertente.

5. Dishonored (Arkane Studios)

Pur non essendo propriamente basato su una pandemia o sulla diffusione di un virus, Dishonored contiene alcuni elementi che rimandano con decisione alla peste nera. Nel corso dell’avventura, infatti, capita spesso di imbattersi in gruppi più o meno grandi di ratti, che oltre a rappresentare una minaccia per la salute dei cittadini si dimostrano letali per i giocatori così incauti da attraversarli. I ratti non sono stati aggiunti nel gioco per un capriccio dei programmatori. Tra le tante abilità che possono essere acquisite dal protagonista, infatti, c’è quella di possedere un topo per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, o quella di controllare orde di roditori affamati da aizzare contro i propri bersagli, per condannarli a una fine orribile.

L’atmosfera creata da Arkane Studios con Dishonored è potente e affascinante grazie anche alla presenza dei ratti. Il loro numero aumenta con il conto delle vittime uccise dal giocatore!

4. Bloodborne (From Software)

L’oscuro e decadente gioiello di Miyazaki è uno dei titoli più inquietanti degli ultimi anni e, tanto per cambiare, parte dallo spunto di una malattia capace di mettere in ginocchio il genere umano. L’intero viaggio nell’antica città di Yharnam viene affrontato per mettere le mani sul leggendario sangue curativo, una vera e propria panacea con cui curare qualsiasi male. Peccato, però, che il luogo sia tormentato dalla malattia del sangue, che ne trasforma gli abitanti in creature orrende e pericolose. Tra i continui rimandi all’orrore cosmico lovecraftiano e i frequenti riferimenti alle situazioni da incubo causate dalle pandemie, il titolo di From Software merita di essere affrontato da tutti coloro che vogliono scoprire fin dove possono spingersi le paure dell’essere umano.

Il fascino malato e contorto di Bloodborne ha conquistato milioni di giocatori. La collaborazione tra Sony e From Software ha dato vita a un vero gioiello.

3. Resident Evil: Rebirth (Capcom)

Quando si parla di pandemie e di agenti patogeni fuori controllo è impossibile non citare Resident Evil. Il remake del primo capitolo della saga horror Capcom è ancora oggi il picco più alto toccato dalla serie, grazie anche alla sottile vena “comica” che rimanda ai b-movie americani che hanno ispirato l’idea originale. Il primo contatto di Chris Redfield e Jill Valentine con la Umbrella Corporation e con il famigerato T-Virus ha lasciato un segno indelebile nel mercato dei videogiochi, sfruttando in modo impeccabile una delle paure più radicate nel cuore dell’essere umano: quella di perdere il controllo di uno dei tanti esperimenti fatti per sentirsi onnipotenti. In realtà, è con Resident Evil 2 che il T-Virus abbandona Villa Spencer per diffondersi nella ridente Raccoon City, trasformando un incidente circoscritto in qualcosa di molto più grande. Ma questa è un’altra storia.

Dopo anni di sbandamento, con Resident Evil VII e con il remake del secondo capitolo Capcom ha finalmente ridato dignità a questa fantastica serie.

2. Plague Inc: Evolved (Ndemic Creations)

Perché accontentarsi dei giochi in cui si deve sopravvivere a una pandemia, quando si possono vestire i panni della pandemia stessa? Il primo Plague Inc. ha contagiato milioni di persone, ma con Evolved la situazione è sfuggita ulteriormente di mano, dando vita a un fenomeno virale incontenibile. Il merito va alla grande attenzione ai dettagli, all’umorismo sottile e alla brutale accuratezza mostrata da molte delle simulazioni nate all’interno del gioco. Con questo titolo vi renderete conto di quanto sia rischioso vivere in un pianeta sempre più piccolo e connesso, dove un virus nato in Oceania può facilmente raggiungere l’America o l’Europa in una manciata d’ore. Con Plague Inc: Evolved vi divertirete un mondo, ma darete alla vostra ansia tanto materiale di qualità con cui tormentarvi la notte.

Se i rischi di una pandemia vi terrorizzano, questo gioco vi aiuterà a conoscere il vostro nemico. Attenti, però! Si tratta di una droga da cui è difficile disintossicarsi!

1. The Last of Us (Naughty Dog)

Nonostante il gameplay rivedibile, The Last of Us è ancora oggi il gioco che trasmette meglio l’angoscia che si prova quando si perde il controllo della propria vita per cause esterne. I primi minuti di gioco sono devastanti e comunicano con forza inarrestabile la devastazione che si scatena quando le cose degenerano all’improvviso. Le vite si spezzano, le famiglie vengono fatte a pezzi e le persone cambiano per sempre in un istante. Ciò che accade dopo è ancor più traumatico. Nell’arco di un’unica avventura Naughty Dog distrugge la società umana e dimostra quanto l’uomo, nonostante tutto, resti sempre e comunque una creatura terribilmente egoista. Non a caso, anche in un nuovo mondo in cui l’essere umano non occupa più il gradino più alto della catena alimentare, il suo nemico numero uno è l’essere umano stesso.

Un’esperienza narrativamente dirompente, da recuperare a ogni costo. Fra l’altro, manca sempre meno all’uscita del secondo capitolo!

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