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10 giochi horror per farsela davvero sotto

State cercando un modo per movimentare le torride serate estive? Datevi all’horror! Ecco a voi dieci giochi memorabili, fonte inesauribile di puro terrore

La nostra classifica dei 10 giochi più horror di sempre.

Di recente il genere horror ha subito un’impennata dovuta in parte al tentativo di risollevare la realtà virtuale, ma anche alla costante attrazione per l’ignoto tipica del genere umano. L’orrore con cui siamo stati messi in contatto negli ultimi anni si distingue per una certa varietà, passando dallo slasher più brutale all’horror psicologico. Per questo tipo di esperienze la visuale in prima persona è spesso la più gettonata, in parte perché garantisce una maggiore immedesimazione, ma anche perché restringe a tal punto il campo visivo da alimentare l’immaginazione degli orrori nascosti nell’oscurità. Abbiamo deciso di consigliarvi dieci concentrati di puro terrore con cui arricchire le vostre serate estive. Siete pronti a dormire con la luce accesa?

10. Remothered: Tormented Fathers (Stormind Games)

In una classifica del genere non poteva certo mancare l’intrigante opera di Darril Arts e Stormind Games, da una parte per via delle origini italiane del progetto, dall’altra per le sue indiscutibili qualità. Remothered è il primo tassello di una trilogia che omaggia i giochi horror della vecchia scuola, in particolare l’indimenticabile saga di Clock Tower tristemente abbandonata da CAPCOM. Pur basandosi su meccaniche di gioco antiche, questo titolo riesce a tenere incollati al controller grazie a un’atmosfera angosciante e a una sceneggiatura coerente e ben scritta. Vagare in un’ambientazione opprimente come quella proposta dal gioco, senza una mappa e senza la possibilità di salvare a comando, pompa adrenalina nelle vene e garantisce la giusta dose di tensione con cui bilanciare l’eccesso di relax delle vacanze estive. Peccato solo per l’inopportuno cambio di ritmo della seconda parte dell’avventura!

Il comparto audio del gioco è eccellente. Cercare di sfuggire a un pazzo omicida in una casa dai pavimenti scricchiolanti è un vero incubo!

 09. Amnesia: The Dark Descent (Frictional Games)

Possibile che un team composto da appena cinque persone abbia realizzato uno dei giochi horror più riusciti degli ultimi anni? Se non ci credete, scaricate Amnesia. Gli sviluppatori di Frictional Games hanno creato la loro opera attorno al concetto primordiale di paura, spesso senza dover mostrare nulla al giocatore. L’uso magistrale della visuale in prima persona e lo sfruttamento delle dinamiche care al gioco di ruolo cartaceo di Call of Cthulhu permettono ad Amnesia di manipolare l’utente, costringendolo a scegliere se soddisfare la propria curiosità o sopravvivere agli orrori che infestano il castello di Brennenberg. Il costante senso di terrore nato dall’impossibilità di difendersi dalle minacce in agguato e l’ansia provocata da tutto ciò che può alimentare il panico insito nell’animo umano, rendono ogni partita con Amnesia un’esperienza indimenticabile.

La gestione della sanità mentale è l’elemento chiave del gioco e ricorda alcune meccaniche storiche di Eternal Darkness.

08. Resident Evil 7 (CAPCOM)

Quando CAPCOM ha annunciato che il settimo capitolo della saga di Resident Evil avrebbe avuto la visuale in prima persona, buona parte della community storica ha reagito con cocente indignazione. All’uscita del gioco, tuttavia, è stato difficile non ammettere la bontà della nuova impostazione. L’idea del brusco cambio di rotta non va certo attribuita agli sviluppatori, visto che prima di Resident Evil 7 di titoli horror con l’approccio in soggettiva ne erano già usciti diversi. CAPCOM scelse questo approccio dopo aver visto il successo riscosso da PT, la demo di Silent Hill sviluppata da Kojima in collaborazione con il regista Del Toro. A questo si è aggiunta la volontà di rendere l’intera esperienza compatibile con la Realtà Virtuale, per avanzare di diversi gradini alla scala di terrore che caratterizza il gioco.

L’esperienza di Resident Evil 7 in Realtà Virtuale è così potente da essere sconsigliata ai giocatori più impressionabili. Tutti gli altri, invece, dovrebbero provarla almeno una volta nella vita.

07. Lone Survivor The Director’s Cut (Superflat Games)

Un sopravvissuto anonimo, una misteriosa pandemia e una vagonata di creature mostruose a cui sfuggire. Sono queste le premesse dell’appassionante horror Indie sviluppato da Jasper Byrne, che gioca costantemente con il dubbio tra la realtà e le fantasie partorite da una mente in difficoltà. L’intera avventura è rappresentata con un’atipica visuale 2d a scorrimento orizzontale, scelta piuttosto rara in questo genere di giochi. L’orrore di una situazione disperata è affiancato dal bisogno di sopravvivere procurandosi cibo e altri generi di prima necessità, cercando al tempo stesso di fare qualcosa per non scivolare nella follia. Nonostante la durata ridotta, questa piccola perla offre finali multipli e una gran quantità di idee, più di quante se ne possano trovare nella maggior parte dei survival horror degli ultimi 10 anni.

Lone Survivor è un gioco piccolo, ma questo non lo rende meno importante per il genere a cui appartiene. Se amate le esperienze forti, recuperatelo assolutamente.

06. Bloodborne (From Software)

Quando From Software ha abbandonato il medioevo decadente dei Souls tradizionali, ha dato vita a una nuova IP capace di toccare le corde giuste degli amanti del genere horror. Le atmosfere vittoriane distorte e sanguinose che caratterizzano Bloodborne basterebbero già a suscitare l’interesse di chi sguazza nell’orrore più puro. Il fatto che a un design perfetto vadano ad affiancarsi innumerevoli elementi lovecraftiani, aumenta ulteriormente l’impatto del gioco sulla mente degli appassionati a caccia di emozioni forti. Miyazaki e il suo team di sviluppatori hanno creato un mix di meccaniche capace di amalgamare il meglio di Dark Souls con spunti narrativi visionari, impreziosendo il tutto con una gestione perfetta della sanità mentale. Il sottile equilibrio tra conoscenza del sovrannaturale e follia è stato rappresentato in modo impeccabile, lasciando ai giocatori la libertà di sperimentare e di esplorare a fondo tutto ciò che il gioco può offrire.

Per far entrare di diritto Bloodborne nell’Olimpo del genere horror basterebbe l’incredibile design delle sue creature. Per fortuna, oltre a questo c’è anche molto altro!

05. Alien Isolation (Creative Assembly)

Nel corso degli anni in molti hanno cercato di comprimere l’anima di Alien nelle meccaniche di un videogioco. In passato è stata più volte scelta la strada del gioco d’azione a scorrimento orizzontale. Poi è arrivato il turno degli sparatutto in prima persona. Con Alien Isolation il team di Creative Assembly ha cercato di recuperare l’elemento caratterizzante della prima pellicola della serie: l’orrore. Non a caso, Alien Isolation è considerato da molti uno dei giochi più spaventosi degli ultimi anni, complice un’Intelligenza Artificiale particolarmente sadica e difficile da arginare. I tentativi di sfuggire al letale alieno che scorrazza nei corridoi metallici di una stazione spaziale generano una tensione tale che molti giocatori hanno abbandonato la partita prima di arrivare ai titoli di coda. La gestione dei ritmi dell’avventura è impeccabile, complice l’uso chirurgico di un sound design da applausi e di un level design sempre sul pezzo. Giocatelo al buio e con le cuffie, ma non prima di aver fatto testamento!

La stazione spaziale del gioco è stata ricreata riproponendo il design tipico della tecnologia degli anni ’80. Giocando ad Alien Isolation vi sembrerà di salire su una macchina del tempo!

04. Little Nightmare Complete Edition (Tarsier Studios)

Chi ha detto che i giochi horror devono essere per forza indirizzati a un pubblico adulto? Così come esistono film dell’orrore dedicati a spettatori più giovani, si possono trovare videogiochi spaventosi pensati per gli utenti più piccoli. Con Little Nightmare gli svedesi di Tarsier Studios hanno realizzato un’esperienza inquietante che permette ai giocatori più giovani di entrare in contatto con le proprie paure più recondite. La struttura pensata per questo tipo di esperienza è ancora diversa da quelle presentate finora nella classifica. A sezioni platform lente e ragionate si affianca una direzione artistica che strizza più volte l’occhio alle opere di Tim Burton. Alle fasi esplorative si alternano enigmi ambientali semplici ma divertenti, perfetti per coinvolgere la fascia d’età a cui è rivolto il gioco. Forse Little Nightmares non tormenterà voi adulti con incubi ricorrenti per i prossimi 10 anni, ma giocandolo proverete sensazioni da tempo sopite, riscoprendo il fascino delle paure irrazionali di quando eravate bambini.

L’impermeabile giallo che avvolge la piccola protagonista dell’avventura è un evidente riferimento a IT di Stephen King. Un’altra opera che racconta le paure dei bambini, riviste con gli occhi degli adulti.

03. Prey (Arkane Studios)

Se Alien Isolation è il miglior gioco horror ispirato alla celebre pellicola di Ridley Scott, a Prey spetta la palma di miglior horror fantascientifico moderno. Il capolavoro di Arkane Studios riesce a coinvolgere grazie a una scrittura eccellente e a un level design studiato per suscitare orrore e insicurezza nel giocatore. Invece di puntare tutto su un’Intelligenza Artificiale terribile e letale, Prey fa leva sull’insicurezza causata da una fastidiosa amnesia. Esplorare la stazione spaziale in rovina senza avere la minima idea di chi fidarsi, mentre grottesche creature aliene strisciano negli angoli più oscuri pronte a farci fuori, genera un’ansia costante difficile da tenere a bada. L’evoluzione narrativa a cui va incontro il gioco dopo le prime ore riporta più volte alla mente pietre miliari come Half-Life, System Shock e Bioshock, con una sospensione d’incredulità in continua evoluzione. Forse non sarà il titolo più spaventoso di questa classifica, ma quella di Prey è un’esperienza che non dovete perdervi per nulla al mondo.

Oltre a essere un ottimo gioco horror, Prey è un titolo eccellente a 360 gradi. Non commettete l’errore di ignorare questa fantastica avventura. Ormai costa una manciata di euro!

02. Dead Space (Visceral Games)

In un periodo storico in cui gli amanti dell’horror erano orfani di videogiochi all’altezza delle loro aspettative, nel momento di massimo splendore creativo di Electronic Arts è uscito Dead Space, titolo in cui Visceral Games ha riunito il meglio di Resident Evil 4 con le atmosfere ansiogene di Alien. Senza mai negare gli evidenti richiami alle pietre miliari del genere, Dead Space è riuscito col tempo a conquistare una vasta fetta di pubblico, al punto da trasformarsi in una trilogia nonostante le scarse vendite iniziali. Visceral Games ha fatto un ottimo lavoro nella creazione di un’esperienza di puro terrore a tema spaziale, dando vita ad ambientazioni cupe e claustrofobiche invase da alieni capaci di generare un genuino senso di disgusto. Dopo anni di giochi troppo facili, inoltre, Dead Space costringeva finalmente a gestire con attenzione le risorse a disposizione e a sfruttare al meglio le caratteristiche di ogni arma.

Il secondo e il terzo capitolo della saga di Dead Space hanno virato verso l’azione, allontanandosi molto dalle atmosfere che hanno decretato il successo del primo episodio.

01. Silent Hill 2 (Konami Computer Entertainment Tokyo)

Quando si parla di giochi horror, il primo nome che viene in mente ai giocatori con qualche anno sulle spalle è Silent Hill 2. L’indimenticabile capolavoro di Konami si distingue ancora oggi per una sceneggiatura incredibile e per la capacità di terrorizzare anche i giocatori più coraggiosi. Nonostante una veste grafica ormai datata, Silent Hill 2 può coinvolgere ancora oggi grazie alle sue creature grottesche e agli espedienti che usa per far scattare il terrore in chiunque affronti l’avventura. Il suono della radio che reagisce alla prossimità dei mostri, la fitta nebbia che avvolge ogni angolo della cittadina dove si svolge l’avventura, l’ansia di sentirsi sempre braccati e a corto di risorse per difendersi, non lasciano mai un attimo di tregua. A questo si aggiunge una colonna sonora indimenticabile, da molti considerata uno dei punti più alti toccati da Akira Yamaoka.

Purtroppo il codice sorgente di Silent Hill 2 è andato irrimediabilmente perduto. Konami ha a disposizione solo una versione incompleta, da cui ha estrapolato una rimasterizzazione HD piena di bug.

 

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