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Ti sposeresti da McDonald’s?

Per tutti quelli che amano viaggiare e muoiono dalla voglia di dire il fatidico si in mezzo a vassoi di plastica e menù large, ecco un elenco delle catene che organizzano fast matrimoni con vero fast food. Prego

Foto di Ed Jones/AFP via Getty Images

L’Istat parla chiaro: se il matrimonio è un’istituzione in crisi, come sentiamo dire da anni, non lo si deve più di tanto a fattori demografici o alla deflagrazione dei valori tradizionali della famiglia quanto a una questione molto più semplice e terra terra: i piccioli. Sposarsi infatti costa sempre di più. In Italia rispetto allo scorso anno la spesa per un matrimonio è aumentata del 30%, portando il costo medio di una cerimonia a circa 25mila euro per un centinaio di invitati. Ovviamente questa cifra sale vertiginosamente (si arriva fino a 100mila e oltre) se includiamo tra le variabili un catering di un certo livello, intrattenimento per gli ospiti, una location particolarmente suggestiva e abiti e accessori di qualità sartoriale.

Chi scrive nella sua risibile esperienza di essere umano e autore televisivo di programmi incentrati sul matrimonio ne ha visti una quantità tale (includo anche quello a cui ho partecipato in veste di sposo) da poter candidamente affermare che il catering è un pò la battaglia delle Midway di ogni cerimonia: il ristorante a picco sul mare è sicuramente scenografico, la band che reinterpreta in chiave afro-jazz i più grandi successi di Shakira, Van Halen e Adele è un bel tocco ma quando dai agli invitati isole di fritti, mozzarelle fatte al momento, crudo di pesce, specialità del territorio rivisitate in chiave stellata e una rispettabile serie di vini e cocktail e hai ottime possibilità di portare a casa un evento che sarà ricordato da amici e parenti come “un giorno speciale”. Sfortunatamente la voce di bilancio che incide di più sulla spesa, secondo una recente ricerca è proprio quella per il cibo: per sfamare un singolo ospite, anche “l’odiata zia Giovanna che però cheffai, non la inviti?” Si spendono dai 60 euro per un menù semplice fino a 200 euro a invitato per una percorso enograstronomico di alta qualità con preparazioni espresse.

Che fare quindi? Oltre alla scelta più drastica (non sposarsi affatto) qualche coppia temeraria ha deciso di contenere i costi senza però rinunciare a una festa con personalità rivolgendosi alla nemesi riconosciuta della ristorazione di alto livello: le catene di fast food.

Pochi giorni or sono ha fatto notizia la scelta di Thomas Billadeau e Ophelie Billadeau, due neosposi giovani e belli che nella città di Beauvais (a nord di Parigi) dove risiedono hanno scelto come catering del loro matrimonio (avvenuto questo 16 settembre) il cibo del loro guilty pleasure, McDonalds, servendo agli invitati 300 tra hamburger, wraps e confezioni di nuggets. “Abbiamo servito esclusivamente cibo di McDonald’s comprese tutte le tipologie di hamburger. Abbiamo evitato le patate fritte perché sarebbero state troppo fredde e dure. […] All’inizio avevamo qualche timore su come avrebbero reagito nonni e zii, all’inizio c’è stato un pò di scetticismo ma poi hanno mangiato tutti”. Come prevedibile, in un paese che di fatto ha inventato il concetto di haute cuisine e vanta il maggior numero di ristoranti stellati del mondo, la coppia è stata massacrata sui social. Ma i Billadeau non sono soli. Nell’Unione Europea la pratica di sposarsi al fast food sarà ancora vista come una specie di performance di arte situazionista ma negli USA la pratica è da diversi anni una realtà che sta registrando una lenta ma costante espansione e in UK inizia a fare i primi timidi tentativi. Costa poco e lascia tutti contenti. “Non è salutare”, obiettano giustamente gli amanti del km zero, e hanno ragione. Ma da quando andare a una festa lo è? In Italia per ora dobbiamo accontentarci di soluzioni tradizionali ma chissà che in futuro anche da noi non si possa convolare a nozze da Spontini o a La Piada di Una Volta.

Comunque, per tutti quelli che amano viaggiare e muoiono dalla voglia di dire il fatidico si in mezzo a vassoi di plastica e menù large, ecco un elenco delle catene che organizzano fast matrimoni con vero fast food. Prego.

Burger King

Quando, nel 2015, Ashley King accettò la proposta di Joel Burger era scritto nel destino che la coppia dovesse celebrare le proprie nozze nella “casa del whopper”. Quello che non si aspettavano quando andarono nella loro filiale locale chiedendo il permesso di usare il logo per la festa era che Burger King decidesse di sponsorizzare l’intero evento battezzandolo estemporaneamente “Whopper of a wedding”. Oltre alle celeberrime pietanze ingrassanti e panini da infarto, Bunger King creò per l’occasione tazze, magliette, corone customizzate oltre a regalare a tutti gli invitati un buono da 10 dollari da spendere in un qualunque ristorante della catena: un cuore large come i loro menù. Non esiste ad oggi un “pacchetto matrimoniale” specifico ma il reparto marketing di Burger King ha reso noto nel 2019 che “se qualcuno volesse sposarsi in uno dei nostri ristoranti lo renderemo possibile”. All the sigle ladies put an onion ring on it.

Taco Bell

Nonostante non sia presente in Italia, tutti sanno che Taco Bell è un’istituzione multimiliardaria che ha reso l’iconografico comfort food messicano famoso quasi in tutto il mondo. Quello che si sa meno è che la catena è anche stata una pioniera nell’offerta di servizio di cui ci occupiamo specificatamente in questo articolo. Esiste addirittura un sito dedicato ai matrimoni da organizzare nella Cantina del Taco Bell di Las Vegas: qui potrete organizzare la cerimonia dei vostri sogni scegliendo il “Wedding Package” che comprende magliette, papillon, flutes di champagne, una torta cinnamon roll e ovviamente tacos come se piovesse. Il rito, della durata di mezz’ora, si celebra nella cappella del ristorante addobbata da Flora Pop, c’è un’esclusiva reception area per 25 invitati, al secondo piano della cantina con vista sulla suggestiva Las Vegas Strip, e anche un bouquet personalizzato. Il tutto per l’irrisoria cifra di 777 dollari! Ci sono insomma tutti gli ingredienti per trasformare il matrimonio nel giorno più Bell della vostra vita (ehm…).

Dunkin' Dounuts

Se è vero che non tutti i matrimoni riescono col buco, organizzarne uno da Dunkin’ Donuts se non altro potrebbe diminuire le probabilità di insuccesso. Il colosso mondiale delle ciambelle glassate consente agli sposi più esigenti in fatto di caffè e zuccheri raffinati di organizzare i propri matrimoni nei suoi punti vendita. Dunkin’ ha realizzato anche una colazione di merch matrimoniale che comprende un velo da sposa, un papillon per lo sposo (entrambi nei sobri colori sociali del brand), magliette, tazze e anche – tocco di classe – il cuscino portafede. Chi ha fretta può celebrarlo senza nemmeno scendere dalla macchina, ovviamente con la scritta just married e le lattine appese dietro, nel Dunkin’ Donuts drivethrough di New York.

KFC

La catena del Colonnello Sanders non offre servizi matrimoniali su base regolare ma dal 2019 al 2020 i ristoranti delle filiali australiane indissero un concorso mettendo in palio 6 matrimoni interamente offerti da KFC. Le cerimonie vantavano decorazioni a tema “pollo fritto”, un food truck in grado di servire 200 invitati, un officiante, il photo booth, i classici secchi di pollo ciustomizzati per l’occasione e intrattenimento musicale fornito da un DJ vestito come il Colonnello. Non è bellissimo? Come per altri fast food, i singoli punti vendita possono prendersi carico dell’organizzazione del matrimonio in casi particolari, come successe a una coppia sudafricana tre anni fa: dopo che la proposta di matrimonio di Hector Mkansi, 37 anni e Nonhlanhla Soldaat, 28, in un ristorante sudafricano diventò virale, KFC si offrì di pagare alla coppia abiti, torta nuziale, catering e location. All the single ladies put a wing on it (scusate, non ho resistito).

Popeyes

Restiamo in tema di carve avicola in pastella con Popeyes, una catena da noi ancora relativamente sconosciuta ma che esiste sin dal 1972 negli USA. Il suo status è talmente consolidato che per il proprio matrimonio con Jay Z Beyoncè scelse proprio il pollo fritto di Popeyes (se ve lo steste chiedendo, il nome non è un omaggio a Braccio di Ferro ma al protagonista del film “Il Braccio Violento Della Legge”, Popeye Doyle: una correlazione altrettanto inspiegabile). Nel 2021, il Louisiana Fried Chicken è approdato anche in UK, diventando subito un punto di riferimento per gli amanti del colesterolo britannici. L’entusiasmo è stato tale che quest’anno, tramite sito dedicato la catena ha preso prenotazioni per organizzare matrimoni fino al dicembre 2024 (le prenotazioni hanno chiuso a Settembre). Una coppia fortunata vincerà un matrimonio completamente pagato da Popeyes, che significa chicken sandwich, hot wings e southern biscuit per 150 invitati. Non finisce qui: la coppia vincerà anche chickens sandwich gratis per un anno (nello specifico: tre chicken sandwich alla settimana per 52 settimane). Finché infarto non vi separi.

Mc Donald's

Poteva mancare a questa carrellata di fast food da cerimonia il grande arco dorato? I ristoranti McDonalds di Hong Kong sono stati primi a organizzare matrimoni brandizzati, con un servizio lanciato già nel 2011 ma le richieste sono esplose solo quattro anni fa, quando la YouTuber Safiya Nygaard (quasi 10 milioni di iscritti al suo canale) ha deciso di provare l’ebbrezza di sposarsi al McDonalds di Hong Kong col suo fidanzato Tyler (potete vedere il video qui:

C’è tutto quello che potreste aspettarvi da un catering di McDonalds ma siccome qui siamo a Hong Kong, potrete scegliere tra un menù occidentale o uno cinese. Oltre a bouquet personalizzato, palloncini, gadgets vari va segnalata una wedding cake realizzata esclusivamente da confezioni di Apple Pie. L’intero matrimonio costa circa 380 dollari.
Se avete voglia di risparmiare senza rinunciare però al classico gusto ipercalorico della grande M dovrete spostarvi in Indonesia. In tutti i ristoranti del paese, dal 5 luglio potete acquistare il “Wedding Mekdi Package”. Non è possibile sposarsi fisicamente in un punto vendita ma al prezzo ultracompetitivo di 200 dollari vi portate a casa 100 chicken sandwich e 100 confezioni da 4 chicken nuggets. Sono disponibili svariati extra, food stall etc, purchè ci sia un ordine minimo di 200 pezzi. Che gli vuoi dire? “Si lo voglio (ovviamente parlo del menù con bibita e patatine large).

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