Bitcoin scansate: è arrivato il momento di investire in alcolici premium | Rolling Stone Italia
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Bitcoin scansate: è arrivato il momento di investire in alcolici premium

Sono i cosiddetti ‘pleasure asset’, beni fruibili, monetizzabili, che rendono la vita più piacevole e garantiscono ritorni elevati: guida definitiva agli investimenti in vino, whisky, rum e tequila che (forse) riempiranno di soldi Millennial e Gen Z

Bitcoin scansate: è arrivato il momento di investire in alcolici premium

Foto: Marcus Brandt/picture alliance via Getty Images

Non occorre essere Warren Buffet per sapere che nascondere contanti sotto il materasso è stata un’idea sbagliata ieri e lo è ancor di più oggi. L’inflazione attuale nell’Eurozona è stimata al 5,8%, il che in poche parole significa che i nostri risparmi ancora non erosi da aperitivi e food delivery perdono di valore ogni mese che passa. La soluzione? Diversificare il proprio ‘portafoglio’ – termine che abbiamo imparato quando la finanza è diventata à la page – con asset che non perdano il proprio valore neanche a seguito di un incremento del livello generale dei prezzi. Beni rifugio, così vengono chiamati, il cui valore è meno intaccato del denaro durante una crisi economica o finanziaria, e meno volatile di una criptovaluta. E che magari nel corso degli anni garantiscano ritorni elevati. È qui che entrano in gioco i vini pregiati e i distillati premium, che rientrano nella categoria dei pleasure asset: beni fruibili, monetizzabili, e in grado di rendere la vita più piacevole. Un mercato in espansione, sia in termini di copertura geografica, che per quanto riguarda il monitoraggio e l’analisi dei prezzi. Se i Baby Boomer e la Generazione X hanno sempre investito in maniera tradizionale, nel mattone o in titoli di borsa, le generazioni a seguire, i Millennial e la Gen Z, hanno un nuovo approccio all’investimento, dove tutto diventa, potenzialmente, asset. Pensate, traslando un attimo il focus sul mondo della moda, alle Nike Air Force 1, diventate un feticcio esclusivo e battute in un’asta online di Sotheby’s a 352mila dollari, nella versione disegnata da Virgil Abloh.

La ricetta per rendere un bene qualsiasi un asset (cioè monetizzabile) è semplice: domanda che supera l’offerta, cui si aggiunge un cucchiaio di storia, un pizzico di prestigio elitario, e nel caso degli alcolici la loro capacità di essere destinati prima o poi al consumo e la loro capacità di migliorare nel tempo. Si stima che nei prossimi venticinque anni, e guardando solamente agli Stati Uniti, circa 70 trilioni di patrimonio verranno trasferiti dai Baby Boomer ai Millennial e alla Gen Z, il che significa che le generazioni più giovani avranno molti soldi da investire in ciò che vogliono. Che si tratti di cercare asset che rispondano alle proprie passioni o di una copertura contro le inevitabili correzioni dei mercati finanziari tradizionali, gli investitori di oggi e di domani stanno optando per beni non tradizionali come gli alcolici premium, facilitati anche dalla semplificazione degli strumenti finanziari, oggi per lo più accessibili dallo schermo dei telefoni.

I rischi? Secondo Marco Degiorgis, consulente finanziario e financial coach, «come con tutti gli investimenti in beni reali, le caratteristiche che bisogna considerare sono tre: la qualità di quello che si compra, la scarsità del prodotto e la tendenza del mercato. Il rischio è legato al cambiamento delle tendenze del mercato nel tempo, perché io acquisto una partita che oggi ha valore per il mercato, e magari domani non è più richiesto e non riesco a rivenderlo. L’altro rischio è legato alla conservazione di questi beni, che non sono come lingotti d’oro che si possono conservare dove si vuole. Bisogna avere particolari attenzioni».

Vini pregiati

Un vecchio adagio recita «sei come il vino: più invecchi, più migliori». E infatti certi tipi di vini,non solo migliorano con il tempo se conservati correttamente, ma guadagnano anche valore. Questo rende il vino da collezione un bene rifugio sempre più allettante per un mercato di neofiti, che vedono nelle bottiglie preziose un mix perfetto tra passione e investimento. Il mercato dei vini pregiati ha registrato una crescita significativa, con una flessione nel 2022 seguito da una rapida correzione agli inizi dell’anno corrente. Il settore sembra avviato a una forte espansione, dato che molte aziende e esperti di investimenti, dopo aver osservato diversi anni di rendimenti interessanti, stanno aumentando le loro partecipazioni. Secondo il report di Knight Frank Luxury Investment Index, che tiene traccia del valore di 10 pleasure asset, il settore del fine wine ha registrato una crescita del 10% nel 2022, e del 162% considerando gli ultimi dieci anni.

 

 
 
 
 
 
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Già nel 2020 Forbes scriveva «Se avessi investito 100 dollari nel mercato dei vini pregiati nel 1952, il tuo investimento ne varrebbe ora 420.000. Invece, 100 dollari investiti nel mercato azionario ora ne varrebbero solo 100.000». Numeri che fanno effetto, ma da considerare al netto dei costi di conservazione – condizione necessaria per poter continuare a parlare di valore di una bottiglia. Grazie al rinnovato interesse per la raccolta e l’investimento di vino stimolato dalla pandemia, alcune varietà e annate hanno visto i propri valori salire alle stelle, guidati da Borgogna e Bordeaux. Con un exploit molto recente dello Champagne, che ha superato addirittura l’oro nell’indice S&P 500 come performance di investimento. Questo secondo Liv-ex, cioè il London International Vintners Exchange, punto di riferimento globale per gli investimenti in vini di pregio. Alcune annate hanno addirittura visto i loro prezzi più che triplicati: una cassa di tutto Chardonnay Salon Le Mesnil 2012 è passata da 4.670 a 15.485 dollari tra gennaio e settembre 2022, con un aumento del 232%.

«Si parla di aumenti percentuali molto importanti, ma in media una bottiglia anche estremamente costosa di Champagne rimane sempre molto meno cara di certi vini fermi. C’è ancora spazio di crescita», commenta Pietro Pellegrini, vicepresidente di Società Excellence, realtà che riunisce tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza e che organizza ogni anno la fiera Modena Champagne Experience, unica manifestazione italiana dedicata allo Champagne. «Anche con lo Champagne ci stiamo agganciando al trend, perché sta dimostrando una longevità che fino a poco tempo fa era poco considerata ed era relegata ai grandi rossi. Un grande Champagne può invecchiare e anche bene, perché l’anidride carbonica, facendo pressione, è un aiuto in più per la sua longevità. Inoltre, se prima c’era abitudine al consumo in determinate occasioni, oggi si parla di ‘vino di Champagne’, la percezione del prodotto è molto cambiata. La zona stessa è cambiata, e si è in un certo senso ‘Borgognizzata’».

Tra i vini pregiati più scambiati dell’ultimo anno, sempre secondo Liv-ex che riporta tutti gli indici finanziari dei vini scambiati sul mercato, sono inclusi Lafite Rothschild, Petrus, Screaming Eagle, Mouton Rothschild, Sassicaia e Taittinger. Si ritiene che una parte della crescente domanda dei migliori vini del mondo sia influenzata dai disastri causati dal cambiamento climatico, che ha portato intenditori e investitori che desiderano acquistare finché sono in tempo i vini con l’assemblaggio classico per cui sono rinomati, poiché alcune caratteristiche dell’annata potrebbero scomparire per sempre.

 

 
 
 
 
 
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«Diciamo che storicamente è sempre stato così: ci sono cicli di anni con produzione più alta, seguiti da altri con produzione più bassa che rendono più scarsa l’offerta» mi spiega Edoardo Maria Lamacchia, CEO della startup eWibe, marketplace italiano di trading di vino pregiato, «però oggi c’è il tema dell’incertezza climatica e la maggiore frequenza di fenomeni ambientali anonimi che hanno un impatto più significativo sul mercato». eWibe è una realtà innovativa nel panorama degli investimenti nell’asset alternativo dei vini di pregio. Inserendosi in un mondo ancora riservato a esperti e addetti ai lavori, la piattaforma apre «a chiunque voglia entrare in questa opportunità, facendo anche formazione e offrendo più strumenti possibili per aiutare gli interessati a operare autonomamente» racconta Edoardo. «Non abbiamo alcuna barriera d’ingresso, con l’obiettivo di democratizzare questo mondo rendendolo accessibile a tutti». Da un lato l’informazione, supportata dagli indici eWibe (elaborati attraverso l’algoritmo proprietario che analizza tutte le informazioni relative alle etichette più rappresentative del mercato dei vini da investimento Italia-Francia); dall’altro il mercato live 24h/24 e 7gg/7.

Gli utenti possono affidarsi al loro servizio di storage delle bottiglie e servirsi di un wine advisor per differenziare il proprio portafoglio di investimento, il cui reddito ha una plusvalenza netta, senza imposte, a differenza di tanti altri asset volatili su cui la gente ha puntato durante la pandemia.

Whisky

Hackstons è un’agenzia di intermediazione multi-asset che aiuta i propri clienti ad acquisire beni di lusso e tangibili di qualità elevata. Ha sede a Londra, nel grattacielo a forma di cetriolo sottaceto (battezzato infatti Gherkin) e tra i beni per i quali offre consulenza e acquisizione ci sono li barili di scotch whisky (chiamati, in gergo, cask). «Ci sono pochi oggetti al mondo che evocano un tale peso di prestigio come i barili di whisky. Quella sensazione di proprietà assoluta ed esaltante, di vivere un oggetto che ha un forte valore culturale e finanziario» affermano sul loro sito web.

 

 
 
 
 
 
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Assicurarsi un barile di whisky di pregio non è cosa facile, anche per i più ricchi: il processo di acquisto e vendita di barili è ancora molto elitario, ci sono poche informazioni pubbliche sul loro mercato e l’acquisto richiede conoscenze specialistiche e accesso a una rete di contatti all’interno dell’industria, che agenzie come Hackstons cercano di offrire. Un settore in rapida crescita, che secondo la società di investimento in whisky scozzese WhiskyInvestDirect ha ottenuto rendimenti annuali del 15,4% nell’ultimo decennio.

Una botte di whisky scozzese single-malt Macallan del valore di 3.200 sterline e una botte di Tobermory del valore di 1.500 sterline, acquistati come investimento nel 1994, hanno generato un profitto tale da essere vendute al prezzo record di 225.000 sterline nel 2021. Record, questo, confermato dal report di Knight Frank Luxury Investment Index già citato in merito ai vini di pregio, che segna una performance relativamente bassa del settore nel 2022 (+3%) ma il primato assoluto tra tutti i pleasure assets negli ultimi dieci anni (+373%).

 

 
 
 
 
 
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Il whisky scozzese ha visto un’impennata a partire dalla fine degli anni ’90: il catalizzatore è stato indubbiamente l’aumento della ricchezza globale e del consumo di lusso, circostanza applicata a un mercato dove c’è un profondo deficit di offerta (a causa del tempo necessario per maturare e diventare un prodotto raffinato e prestigioso) rispetto a una crescente domanda. Ciò, secondo il Bordeaux Index, il più grande commerciante di alcolici pregiati al mondo, ha contribuito a elevarne il prezzo a un tasso composto del 20% annuo. E mentre tradizionalmente l’opportunità di acquistare barili era disponibile solo a distillatori e produttori, ora esistono gruppi di investimento e grossisti che li acquistano, li fanno invecchiare nei magazzini dei distillatori e vendono le quote al pubblico.

Inizialmente, il distillato fresco rappresenta semplicemente un costo per i produttori di whisky: deve maturare per tre anni prima di poter ottenere la designazione legale di “whisky”, e poi per almeno altri due anni per sviluppare sapori più complessi. Il processo di maturazione richiede molte risorse e il barile non fornirà alcun reddito per il produttore fino a quando non sarà imbottigliato e venduto. Per coprire i costi operativi durante questo periodo, i produttori di solito cercano due strategie: prestiti bancari o vendita di botti a grossisti come Whiskey & Wealth Club, i cui CEO Jay Bradley e Scott Sciberras sono stati tra i primi a offrire ai clienti privati l’opportunità di acquistarle. I fondatori hanno instaurato relazioni con alcuni dei migliori distillatori in Scozia e Irlanda, hanno creato un modello adatto ai clienti in patria e all’estero e hanno curato tutti i dettagli come assicurazione e sicurezza dello stoccaggio – tutto questo per offrire ai clienti l’esperienza di possedere un cask di whisky di prima qualità.

Possedere barili di whisky è ritenuto ancora uno strumento valido per costruire la propria ricchezza grazie a rarità, scarsità, brand ed età, che sono i maggiori fattori nel determinare il valore delle botti. Tale valore è però influenzato dalla domanda e dall’offerta sul mercato e dal fatto che si tratta di un prodotto di consumo, a differenza di dipinti o gioielli, dunque il suo andamento futuro è abbastanza imprevedibile.

Rum

Passando dalla Scozia ai Caraibi, ecco il cosiddetto distillato dei pirati. Il rum, ottenuto dalla melassa o dal succo della canna da zucchero, ha al momento i riflettori puntati addosso come successe una ventina d’anni fa al whisky, perché visto dagli investitori come un bene tangibile con il potenziale di generare profitti a breve termine. In particolare, i rum “inglesi” come Caroni, Foursquare e altri rum di Demerara stanno diventando molto ricercati e i loro prezzi stanno salendo alle stelle. Non si sa se questa tendenza sia destinata a durare o se sia solo una moda passeggera, ma rispetto al whisky, che ha prezzi più stabili, può garantire trend di crescita molto rapidi e aumentare di valore anche in pochi anni.

 

 
 
 
 
 
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L’acquisto delle bottiglie di rum avviene soprattutto attraverso le aste specializzate, in cui si attende che il loro prezzo aumenti per poi rivenderle. Un commercio online che si sta espandendo, con siti dedicati alle rum auctions come la casa d’aste RumTrades, con sede a Roma, che opera anche sul mercato internazionale (specialmente Asia e America). RumTrades organizza mensilmente aste di rum online, dove clienti provenienti da tutto il mondo possono sfogliare il catalogo e fare offerte per aggiudicarsi alcune delle bottiglie più esclusive e rare. Proprio il 25 aprile scorso, sulla piattaforma, un Rum Old Demerara Skeldon del 1978 è stato battuto a 22.000 euro.

Il consiglio per chi vuole iniziare ad esplorare il mondo degli investimenti in rum è come sempre quello di appassionarsi, affidarsi agli esperti e iniziare ad acquistare bottiglie rare, di formati meno diffusi rispetto al classico 70 cl e prodotto in Paesi che utilizzano canna da zucchero di altissima qualità, secondo tradizione secolare.

Tequila

Negli ultimi anni, la tequila ha visto un notevole aumento di popolarità. Ottenuta dalla fermentazione e successiva distillazione dell’agave blu, ha una storia molto antica che risale a duemila anni fa: gli Aztechi, nel territorio che ora è il Messico, fermentavano il succo della pianta autoctona come bevanda cerimoniale e religiosa per confortare le anime di coloro che avevano perso qualcuno a cui erano molto legati. Un po’ com’è successo al gin, che però in media è rimasto notevolmente più economico, la domanda di tequila è aumentata esponenzialmente e i produttori faticano a stare al passo.

Gli investitori non sono rimasti indifferenti, fiutando un trend di domanda in crescita e lo sviluppo di una fascia sempre più premium legata alla produzione. Quello della tequila è un settore relativamente nuovo sul mercato delle bevande alcoliche e il suo futuro è incerto, ma sempre più celeb – come Kendall Jenner – stanno iniziando a produrla.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da 818 Tequila | Eight Reserve by 818 (@drink818)

La bottiglia più costosa di tequila è al momento la Tequila Ley .925 Diamante, venduta al prezzo di 3,5 milioni di dollari: prodotta dalla distilleria Hacienda La Capilla nello stato di Jalisco, Messico, è stata invecchiata per sette anni ed è contenuta in una bottiglia unica nel suo genere, realizzata utilizzando circa due chilogrammi di platino e decorata con più di quattromila diamanti bianchi. Per investire in tequila, si possono scegliere tre strade: bottiglie di pregio, barili o azioni.

Se si intende acquistare bottiglie di tequila di pregio, è possibile esplorare le tante piattaforme di compravendita dedicate come Rare Tequilas e Old New Tequila. Per fare i soldi veri, però, è necessario fare grandi investimenti: è qui che entrano in gioco aziende come House of Rare, che permette al cliente di investire nelle botti e ottenere, in cambio, la loro conservazione e il loro invecchiamento. Dopo tre anni verrà proposta una strategia di uscita (esportare le botti, rivenderle ai produttori o imbottigliarle come tequila), insieme alla restituzione dei profitti ottenuti.

Infine, si può indirettamente investire nelle multinazionali che hanno al loro interno aziende produttrici di tequila, come il colosso inglese Diageo Plc, che nel 2017 ha rilevato la Casamigos (quella che fu di George Clooney, per intenderci) e ora ha un valore di mercato di 81 miliardi di sterline, pari a 93 miliardi di euro. Vedi che alla fine era un investimento migliore di Villa Oleandra.