Tormento ci racconta i segreti del rap in un podcast | Rolling Stone Italia
Rapciclopedia

Tormento ci racconta i segreti del rap in un podcast

'Sotto effetto podcast', l'ex Sottotono e il giornalista Matteo Politanò esplorano tutti i grandi temi legati al mondo del rap, dal fascino della violenza alla storia del Gangsta rap, fino all’ambizione al denaro. Lo abbiamo intervistato per provare a capire com'è cambiato l'hip hop italiano negli ultimi anni

Tormento ci racconta i segreti del rap in un podcast

Perché ci affascina la violenza? Cosa significa “fare i soldi”? Come si conserva il successo? Meglio essere mainstream o underground? Come si gestisce la rabbia? Come si diventa cittadini del mondo? Le grandi domande legate al mondo del rap game e dell’industria musicale sono al centro del racconto di Sotto effetto podcast di Tormento, autore del podcast insieme a Matteo Politanò: un viaggio nel sottobosco della musica, guidato da uno dei pionieri del rap italiano, per scoprirne i suoi segreti e le sue leggi non scritte, disponibile da oggi su OnePodcast e su tutte le principali piattaforme di streaming audio.

Partendo dalla sua storia e attingendo alle sue tante esperienze on e off stage, Tormento, come un moderno guru metropolitano, ci accompagna su una macchina del tempo in un racconto inedito ed appassionante arricchito dalle musiche originali di Roofio e dai contributi di tanti amici e colleghi del mondo del rap e non solo: da Guè a Shablo, da Big Fish a Luché, da Giorgia a Tiziano Ferro, da J-AX a Coez, e ancora Ensi, Raige, Izi, Inoki, Ciro Buccolieri, Antonio Macko Todisco, Esa, Max Brigante, Giovanni Valle, Danno, Matteo Gracis, Simon De Jano, Al Castellana.

In ogni puntata del podcast, che prende il titolo da una sua celebre hit, il rapper e produttore discografico esplora un grande tema legato al mondo del rap, con le sue regole e le sue contraddizioni, capaci di restituire un quadro anche delle dinamiche e delle problematiche della società contemporanea: il fascino della violenza e la storia del Gangsta rap, l’ambizione al denaro, terribile padrone ma anche servo eccellente, il grande bivio dell’industria musicale tra mainstream e underground, l’arma segreta del corpo e della voce, la rabbia interiore con il suo potere distruttivo e salvifico allo stesso tempo, l’ispirazione e il viaggio, sono le tappe di questo percorso in sei episodi, una discesa agli Inferi di un moderno Dante urbano per arrivare a fare luce su un universo artistico complesso, tanto discusso quanto affascinante ed enigmatico.

Tormento (nome d’arte di Massimiliano Cellamaro), è un rapper e produttore discografico. Precursore del rap in Italia, ha portato per primo il genere in televisione negli anni 90, insieme ai Sottotono, e con il singolo La mia coccinella ha dato vita a un mercato che in Italia non esisteva. Considerato tra i fondatori di un genere musicale troppo spesso vittima dei propri dettami, è tuttora un riferimento fondamentale per le nuove generazioni del rap e della trap e ha contribuito alla crescita di molti artisti. Dopo un 2019 che lo ha visto prendere parte a numerose collaborazioni musicali e a una rinnovata collaborazione con Big Fish, nel 2021 pubblica con i Sottotono Originali, un album che segna un grande ritorno al suono degli anni ’90 e a cui partecipano alcuni tra i nomi più importanti della scena musicale italiana: Tiziano Ferro, Guè, Marracash, Elodie, Coez, Fabri Fibra, Primo Brown, Mahmood, Stash, Jake La Furia, Emis Killa, Luché e Coco. L’anno successivo esce la sua autobiografia Rapciclopedia – La mia storia (Baldini & Castoldi, 2022), scritta in collaborazione con il giornalista Matteo Politanò nella quale, ripercorrendo la sua vita, racconta in parallelo la nascita e l’esplosione del movimento hip hop in Italia.

Lo abbiamo intervistato per farci raccontare che evoluzione ha vissuto il rap italiano negli ultimi anni, quale traiettorie seguirà e quale idea di base ha stimolato la realizzazione di Sotto effetto podcast.

Perché c’è bisogno di raccontare queste storie? Quando hai deciso che avevi questa esigenza di metterti a raccontare quello che hai capito in questi anni?
Negli ultimi anni ho sentito l’esigenza di raccontare la mia storia. Grazie al prezioso aiuto di Matteo Politanò, giornalista e scrittore da sempre dedicato all’hip hop Italiano, è nata Rapciclopedia, la mia biografia edita da Baldini+Castoldi. Durante la stesura del libro ci siamo resi conto che attraverso la mia storia stavamo raccontando uno spaccato della società italiana. Ne è nato un racconto intimo e profondo che offre infiniti spunti di riflessione. La musica racconta la società e il rap, in particolare, è il reporter della strada. Intercetta nuovi trend, è diretto, spudorato e affascinante allo stesso tempo, non usa mezzi termini. È uno strumento efficace per comprendere le emozioni che si respirano nei quartieri italiani. Gli argomenti che tratteremo in Sotto effetto podcast sono riflessioni attuali e aggiungerei urgenti, a meno che non vogliamo continuare a rotolare giù dalla collina like a Rolling Stone. È la strada che parla. Lo fa attraverso la musica prodotta dai più giovani e ci racconta un disagio che attraversa tutti gli strati della nostra società. Non ho risposte in tasca da offrire, ma spunti di riflessione che aprano un dialogo. Un sentimento, oggi comune a molti, che urla a gran voce di essere ascoltato.

Come vivi questi temi ora che sei cresciuto? Che effetto ti fa rivivere il passato attraverso gli aneddoti che racconterete nel podcast?
Da adolescente adoravo il gangsta rap di Tupac e gli N.W.A. Oggi rivedo le stesse tematiche affrontate con una crescente violenza nella musica Trap. Le vivo in maniera totalmente differente. Da padre. Inutile nascondere la preoccupazione perché la situazione c’è davvero sfuggita di mano. I nostri giovani vengono investiti da una quantità spropositata di input ed è davvero fondamentale cercare di star loro vicini il più possibile. In questo periodo vivo un cortocircuito di emozioni, rivivere il passato, raccontarlo e vedere che alcuni temi sono più attuali che mai fa uno strano effetto. Sorrido quando mio figlio mi dice che non posso capire. Ho vissuto gli ambienti più underground dell’hip hop Italiano e le cime del mainstream più sfrenato, raccontare il mio vissuto spero sia di aiuto, o quantomeno da supporto, a chi oggi sente di vivere sensazioni simili alle mie.

Perché le persone che vogliono fare il tuo lavoro o comunque lavorare nel mondo della musica dovrebbero ascoltare questo podcast? E perché dovrebbero gli altri?
Sotto Effetto Podcast nasce dall’intenzione di raccontare la società moderna partendo dagli spunti di riflessione che ci offre la musica. È un club aperto a tutti. Oggi più che mai è importante saper pensare fuori dagli schemi. Molti lavori del passato non esistono più ed è una tendenza in crescita. Il mondo digitale sta offrendo un nuovo ventaglio di possibilità ed è importante avere le chiavi per comprenderle e poterle cogliere. Inutile dire che per chi vuole lavorare nel mondo della musica questo podcast è un must. Oltre alla mia esperienza troverete preziosi consigli da parte dei pesi massimi dell’industria musicale. Vedo i nuovi artisti avere successo e ritrovarsi negli stessi labirinti in cui mi muovevo alla loro età. Ho imparato molto leggendo le biografie dei miei artisti preferiti e l’unico modo per sopravvivere al proprio successo (o insuccesso) è comprendere le dinamiche che muovono questo ambiente. La musica, e l’arte in generale, sondano il nostro animo più profondo. Ed è da lì che affiorano le risposte se ci poniamo le domande giuste.