Richard Lloyd, cofondatore e chitarrista dei Television, è morto all’età di 75 anni.
La famiglia ha comunicato che il chitarrista è morto questa mattina nella sua casa di Chattanooga, in Tennessee. «Al suo fianco c’erano la moglie Sheila e il suo cane Willie Mays», si legge nella dichiarazione condivisa a Rolling Stone. Lloyd è morto a causa di un colangiocarcinoma, una forma di tumore delle vie biliari.
La diagnosi era arrivata nel marzo 2026 e seconda una campagna GoFundMe, aperta per aiutarlo a sostenere le spese mediche e altri costi, il chitarrista aveva sviluppato diversi tumori al fegato. Uno di questi si trovava così vicino a un importante vaso sanguigno che i medici non sono stati in grado di intervenire chirurgicamente per rimuoverlo.
I Television sono stati tra i gruppi più innovativi della prima ondata punk, soprattutto grazie al lavoro delle due chitarre di Lloyd e del frontman Tom Verlaine, morto nel 2023. Mentre molti dei loro contemporanei puntavano su un suono aggressivo e veloce, Lloyd e Verlaine hanno sviluppato un dialogo chitarristico articolato, fatto di riff e fraseggi intrecciati. La loro musica non rinunciava inoltre a esplorazioni più complesse, influenzate dal jazz, dall’art rock e persino dalle jam band.
Negli ultimi anni, Lloyd aveva raccontato di avere avuto un rapporto complesso con Verlaine. Da una parte, sosteneva di volergli bene affermando che non avrebbe trascorso 35 anni in una band con lui se non fosse stato così. Dall’altra, lo descriveva come una persona difficile con cui lavorare. Lloyd non aveva mai nascosto il proprio risentimento per il fatto che Verlaine avesse mantenuto tutti i diritti dei Television, nonostante, a suo dire, avesse lui stesso contribuito in maniera significativa alla scrittura dei brani del gruppo.
Pur non facendosi problemi a esprimere queste critiche, Lloyd aveva sempre precisato di non provare rancore. Come aveva raccontato a The Stranger: «Non ho intrapreso questa strada per i soldi. Alcuni lo hanno fatto. Io volevo solo diventare un chitarrista affermato, capace di lasciare un segno indelebile nella storia del rock’n’roll».










