Tom Morello: «È stata una bocciatura del trumpismo» | Rolling Stone Italia
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Tom Morello: «È stata una bocciatura del trumpismo»

Il chitarrista dei Rage Against the Machine commenta le elezioni americane sui social e attacca il presidente degli Stati Uniti, il razzismo, l'ICE e le guerre all'estero. Ma avverte: «Il vero lavoro comincia adesso»

Tom Morello: «È stata una bocciatura del trumpismo»

Tom Morello

Foto: Ollie Millington/WireImage

«I risultati delle elezioni di ieri sera sono stati soltanto l’inizio». Tom Morello ha commentato con un video pubblicato su Instagram i risultati delle elezioni americane del 3 novembre, interpretandoli come una sconfitta politica di Donald Trump e del movimento che lo sostiene. Il chitarrista dei Rage Against the Machine ha accolto con entusiasmo il risultato, ma ha chiarito che la vittoria elettorale non basta e che la mobilitazione deve continuare.

«Certo, è stata una bocciatura della classe dirigente, dell’oligarchia, del razzismo, dell’ICE e delle guerre all’estero», ha dichiarato. Morello ha poi attaccato le priorità della spesa pubblica americana: «È stata una bocciatura dell’uso dei soldi delle nostre tasse per massacrare bambini all’estero, anziché destinarli alle nostre comunità, ai nostri ospedali, alle nostre scuole e alle persone bisognose del nostro Paese». Il musicista non ha risparmiato un’invettiva rivolta anche ai sostenitori del presidente: «È stata una bocciatura di tutti quegli stronzi aspiranti nazisti al seguito di Trump. È stata una bocciatura del trumpismo in generale, ed è una cosa positiva».

Ma ora cosa succederà? Se lo è chiesto e si è dato una risposta: «Il vero lavoro comincia adesso. Le votazioni sono finite, ma dal giorno dopo spetta a ciascuno di noi continuare a lottare per il mondo che vogliamo davvero, senza compromessi, senza doverci giustificare». E ancora: «Non dobbiamo lasciarla passare liscia a quei figli di puttana, a quelli che stanno a Washington e a quelli con cui abbiamo a che fare ogni giorno, nelle nostre vite, nelle nostre scuole, nei nostri luoghi di lavoro». Morello ha quindi concluso il suo intervento con un invito a proseguire la mobilitazione: «Dobbiamo continuare a impegnarci, a lottare e a organizzarci per un mondo più giusto, più pacifico, più equo. Questo è il compito che abbiamo davanti». Infine, lo slogan: «Power of the people».

 

 
 
 
 
 
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