Il cambiamento politico epocale avvenuto martedì sera in Texas ha trovato la sua colonna sonora. È la canzone che si è ascoltata non appena il neoeletto senatore James Talarico ha chiuso il discorso post vittoria a Austin. La ritroviamo in un video pubblicato dalla neogovernatrice Gina Hinojosa, che festeggia la vittoria con Talarico in un Whataburger. Si è sentita prima del discorso di Talarico davanti al Campidoglio e durante per la festa organizzata dal suo comitato alla vigilia del voto. La canzone è ovviamente Choosin’ Texas di Ella Langley.
Non è che l’ultima evoluzione di un pezzo già entrato nella cultura popolare americana grazie a un successo di dimensioni gigantesche, spingendosi ben oltre qualsiasi tentativo da parte di Langley, del suo entourage o persino dell’industria della musica country di contenerne, controllarne o determinarne il significato. E per il momento almeno la canzone sembra essere diventata l’inno del cambiamento politico senza precedenti avvenuto in Texas.
We did it @jamestalarico https://t.co/hKNEOhXO6K
— Gina Hinojosa (@GinaHinojosaTX) November 4, 2026
Ci sono varie, possibili spiegazioni. La prima è che Choosin’ Texas è per l’appunto la canzone più popolare al momento negli Stati Uniti ed è comprensibile che qualsiasi politico o anche semplice elettore associ un brano che ha la parola Texas nel titolo a quanto accaduto martedì sera. Parliamo poi di un Stato in cui il country è profondamente intrecciato alla cultura locale. Non sorprende che Talarico durante la campagna elettorale si sia fatto vedere spesso ai concerti di quel tipo di musica e continui a fare appello agli elettori attraverso la canzone di Langley.
C’è probabilmente una ragione ancora più semplice dietro al cambiamento di significato di Choosin’ Texas: la parola “room” che chiude il verso “two-stepping around the room” fa quasi rima con “blue”, il colore associato ai Democratici. Come recita una delle tante riscritture del ritornello diventate virali, “è del Texas, lo capisco da come ha trasformato tutto in blu”.
Choosin’ Texas, però, non è soltanto una canzone legata al Lone Star State. È la colonna sonora di un momento cruciale per l’intero Paese dopo che alle elezioni di metà mandato gli americani hanno scelto in larga maggioranza il cambiamento. A un migliaio e passa di chilometri da Austin, i Fuerza Regida hanno modificato la scaletta delconcerto della notte elettorale al Red Rocks Amphitheatre, Colorado, e lo hanno aperto con Es De Tejas, cover in spagnolo di Choosin’ Texas. Nelle 24 ore successive alla diffusione dei risultati elettorali, Internet si è riempito di meme, battute, ritornelli riscritti e instant reactions al nuovo significato della canzone. C’è anche una versione rivisitata, sicuramente la prima di molte, intitolata Choosin’ Blexas, e su TikTok i creator scherzano dicendo che la hit di Langley è «ufficialmente la canzone più liberal di sempre».
Non si sa che ne pensa Langley e forse non vale nemmeno la pena fare congetture. Quest’anno anche i conservatori, da Matt Walsh a Kristi Noem, hanno cercato di trasformare Choosin’ Texas in un simbolo MAGA. Meno di un mese fa, dopo che Talarico è apparso a sorpresa a un concerto di Kacey Musgraves, Noem ha cercato di portare la cantante nel campo dei repubblicani. «Preferisco Ella Langley a Kacey Musgraves tutta la vita», ha scritto su X. «E se scelgo il Texas, meglio Ken Paxton di James Talarico».
In tutta risposta, Langley, o il suo team social, ha rimosso il tag contenuto in quel tweet che rimandava al suo account X. A giudicare da questa reazione, la cantante non desidera essere coinvolta.
Forse però non c’è modo di farlo. Non importa che Langley sia nata in Alabama e abbia pubblicato una hit destinata a segnare un’epoca su uno Stato in cui non ha mai vissuto. Né contano i suoi tentativi di tenere la canzone fuori dalla battaglia politica mentre i due schieramenti cercano disperatamente di appropriarsene. Che le piaccia o meno, Choosin’ Texas è ormai l’inno di una rivoluzione politica.








