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Stevie Wonder c’è

Avrà anche 76 anni, ma ieri sera alla O2 Arena di Londra ha dimostrato perché è uno dei più grandi di sempre. La recensione

Stevie Wonder c’è

Stevie Wonder

Foto: Getty Images

Prima ancora di vedere Stevie Wonder sul palco della O2 Arena di Londra sentiamo la sua voce chiedere ai 20mila presenti di chiudere gli occhi e lasciare che siano «gli occhi delle orecchie» a guidarci. Può sembrare un discorso retorico, ma parliamo di uno dei più grandi di sempre e comunque funziona come introduzione al suo mondo e a uno show di tre ore che lascia con la voglia di averne ancora.

L’occasione è la celebrazione del mezzo secolo di Songs in the Key of Life, il suo capolavoro, ma è soprattutto la dimostrazione in grande stile del valore di Wonder. Avrà anche 76 anni, ma la voce è intatta e il talento fuori dal comune non sembra aver risentito minimamente del passare del tempo. Accompagnato da una band di 25 elementi, apre con Love’s in Need of Love Today, prima di rifare i pezzi del disco di Songs in the Key of Life. Contusion è solo la prima delle tante canzoni che danno il via a lunghe jam session che mettono in mostra il talento fuori dal comune dei musicisti, mentre il travolgente jazz-funk di Sir Duke provoca la prima standing ovation e suona fresco e trascinante come quand’è uscito.

La qualità musicale è alta e la pausa di 20 minuti a metà concerto appare più che giustificata, oltre che meritata. Quando torna sul palco, Wonder si lancia in un appassionato discorso in cui invita i «leader del mondo a fare la differenza». È la sera in cui negli Stati Uniti si vota per le elezioni di metà mandato e si ha la sensazione che la nuova ondata blu che sta travolgendo il Paese possa dare la speranza che il messaggio venga finalmente ascoltato.

Nella seconda parte si ascoltano anche un’intensa Isn’t She Lovely, durante la quale Wonder rende omaggio ai suoi nove figli e lo fa anche proiettando le loro fotografie. È facile commentare in modo cinico uscite del genere, ma le migliaia di persone dagli occhi lucidi all’interno della O2 avrebbero qualcosa da ridire. E mentre si avvicina il coprifuoco delle 23, Wonder regala una gioiosa versione del classico disco As, un medley mozzafiato che comprende My Cherie Amour e I Just Called to Say I Love You, prima di congedare i fan con Superstition, un’esecuzione che dimostra perché potrebbe essere semplicemente la canzone più cool mai incisa su vinile.

Nel corso della serata è difficile tenere il conto delle volte in cui qualcuno grida «I love you!» in direzione del palco. La performance dà l’idea che la cosa sia reciproca. È una di quelle serate che ti fanno pensare che la musica potrebbe davvero guarire il mondo.

STEVIE WONDER Sir Duke o2 London 2026

Da Rolling Stone UK.