
Requiem for a Village
Steven Wilson 6 novembreLe vibrazioni sinistre di una piccola comunità immaginaria e molto British. Dietro all’apparente tranquillità si nasconde qualcosa di oscuro. Un disco tra rock e horror folk, con la voce dell’attore scozzese David Tennant che accompagna in una narrazione in cui i morti sembrano non aver mai davvero abbandonato il villaggio. E nemmeno i vivi. A questo link la nostra intervista.

The Soft Collapse
Jaberdarwin 6 novembreUn disco rock, anzi avant rock, ma anche un po’ ambient e metal, e pure jazz, e c’è anche della musica contemporanea. Non c’è nome per lo stile di questo gruppo (o supergruppo) dalla line-up originale che comprende chitarra (Eraldo Bernocchi), batteria (Tomas Järmyr), basso (Colin Edwin) e clarinetto basso (Gareth Davis). Sei strumentali possenti, articolati e cangianti, suonati come il dio della musica comanda e praticamente improvvisati in studio. Cliccate qui per ascoltarlo in anteprima.

O My Beloved
King of Leon 6 novembreDa speranze del rock a veterani. Anticipato da My Whole World, Cold Blue Dawn e Koysar (che sta per Kick Off Your Shoes And Run), il decimo album degli americani è una raccolta di canzoni dal tono riflessivo e dal suono elettro-acustico, una sorta di lettera d’amore alla famiglia contenente «storie della nostra infanzia, cose che magari all’epoca non sembravano significative, ma il modo in cui sono confluite in queste canzoni mi ha fatto capire quanto mi hanno influenzato», ha detto Caleb Followill.

I Killed a North American Songbird
Natalie Bergman 6 novembreÈ solo un EP, ma ogni occasione è buona per scoprire questa cantautrice americana che incide per la Third Man di Jack White dall’immaginario allo stesso tempo candido e inquietante, rétro e moderno. «Questa piccola raccolta di canzoni trae ispirazione dalla scomparsa del mondo naturale che ci circonda, in particolare dalle creature che mi circondavano mentre crescevo e dalla loro evidente estinzione», ha detto Bergman. «È un appello diretto a me stessa per continuare a prendermi cura della terra e di tutti i suoi abitanti».

Good Weather for Immaculate Conception
Alanis Morrissette 6 novembreAnche Alanis Morissette cede al fascino del disco di Natale, ma non aspettatevi solo campanellini, renne e buoni sentimenti. La cantautrice canadese rilegge alcuni classici delle feste, da Last Christmas a River di Joni Mitchell, passando per Happy Xmas (War Is Over). Tra gli ospiti, Brandi Carlile, Steve Martin e Martin Short. Perché anche il Natale può avere le sue complicazioni emotive.

Devagar que a vida é curta
Ana Lua Caiano 6 novembreDevagar que a vida é curta, piano che la vita è breve, le diceva il nonno. Lei, portoghese che mescola pop e folk, ha usato la frase come titolo del suo secondo album. Come suona? A questo link c’è Una vida a menos. Se vi piace, sarà a febbraio a Milano e Forlì.

How’s It Goin’
Bryan Adams 6 novembreBryan Adams è canadese. Anzi, è orgogliosamente canadese e scrivendo la canzone per il documentario Canada’s Wild Eastern Edge «mi è venuta l’ispirazione per scrivere altri pezzi sul Canada. Anche dal punto di vista musicale, questo progetto mi ha portato in una direzione un po’ diversa, il che ha reso l’intera esperienza entusiasmante». Un esempio: Lake Ontario contro Trump, “un bambino che lancia i giocattoli fuori dalla carrozzina”.

The 1976 Live Recordings
Bob Dylan & The Rolling Thunder Revue 6 novembreÈ il super box set dedicato alla seconda parte della Rolling Thunder Revue, con tutti i concerti: 39 CD (sì, trentanove), 381 tracce dal vivo di cui 371 mai pubblicate ufficialmente, con note di copertina di Mikal Gilmore. Su triplo vinile c’è anche a parte il concerto a Fort Collins, Texas del 23 maggio 1976, da cui è nato Hard Rain. «La Rolling Thunder Revue è stato il primo tour nazionale punk-rock», ha detto T Bone Burnett. «Ha aperto la porta all’esplosione di nuova musica furiosa: Clash, Elvis Costello, Ramones, Sex Pistols e molti altri. Dylan l’aveva fatto di nuovo. Sa come attraversare porte che nessun altro riesce nemmeno a vedere, porte che gli altri credono siano muri».

Origins 1971-1978
Tom Petty & The Heartbreakers 6 novembreI primi anni di carriera di Tom Petty and The Heartbreakers (e anche un po’ dei Mudcrutch) ripercorsi attraverso 51 brani, tra cui 27 inediti, versioni live, rarità. Ci sono anche le riedizioni con nuovi mix dei primi due album Tom Petty and The Heartbreakers del 1976 (quello di American Girl) e You’re Gonna Get It! del 1978.

Swallow!
Shygirl 6 novembreDall’esordio di Nymph, finito nel 2023 nella shortlist dei Mercury Prize, Shygirl è stata piuttosto attiva. Un tour come opening act di Charli XCX, il feat nella versione remix di 360 di Brat e un mix album per il dancefloor per Fabric. L’artista inglese definisce il nuovo lavoro Swallow! come una «reintroduzione», il cui suono mischia il suo amore per il club (già ampiamente esplorato in Club Shy) all’indie made in UK degli anni Zero.

The Fork and Knife
Skepta 6 novembrePrimo album solista in sette anni per Skepta, The Fork and Knife mescola grime, garage, jungle e cultura sound system. Il tema centrale è l’identità: cosa vuol dire essere britannico e figlio di immigrati nigeriani? L’immaginario pesca dalla Londra nigeriana degli anni ’80 e unisce la generazione Windrush alla città di oggi. Skepta ha raccontato che il disco è partito come una storia londinese ed è arrivato ad essere una riflessione sul patriarcato. Intrigante.

Giannagold
Gianna Nannini 6 novembreUna raccolta per festeggiare il mezzo secolo di carriera: i pezzi noti, dieci canzoni riarrangiate in versione sinfonica, America Inc con Marracash, gli inediti Meraviglioso errore scritto con Brunori Sas e Dimartino, Cani Sciolti e Ricominciassimo con Dardust e scritto con Federico Nardelli e Gazzelle. Dopo le date europee di quest’anno seguirà un tour nei palazzetti nel 2027.

The Album
Rocco Hunt & Clementino 6 novembreDue rapper, una città e parecchi anni di carriera alle spalle. Rocco Hunt e Clementino uniscono le forze per un album che celebra le loro radici e due modi differenti di interpretare il rap. Da una parte la vocazione melodica del primo, dall’altra l’attitudine da freestyle del secondo. Il risultato è un incontro generazionale che prova a parlare a tutti.

OLOturie...
Sofia Ara 6 novembre«Questo è il mio primo lavoro, viene fuori da una vita di dieci vite, mi sento piccola e grande al tempo stesso, mi sento all’inizio e alla fine nello stesso momento», dice Sofia Ara, producer, cantautrice, flautista e sassofonista romana. «Questo album per me è nuovo inizio ed è dedicato alle oloturie, organismi filtratori che assumono tutto quel che gli arriva e provano a espellerlo in modo pulito. Mi sento un po’ come loro, sento questo album come frutto di un vissuto pieno che è stato poi filtrato e riproposto pulito cristallino».

Cura
Tony Boy 6 novembreDieci mesi dopo Trauma, entrato al primo posto della classifica Fimi, Tony Boy cerca la propria Cura con una scommessa piuttosto controcorrente. Niente streaming, l’album uscirà solo in formato fisico. Nonostante questo, però, i primi due singoli estratti – Una bara per due e Sparisci – sono entrambi disponibili in streaming.

Pirouette
2hollis 11 novembre2hollis racconta Pirouette come il suo primo disco scritto da innamorata. La sua relazione con l’artista e modella Sirena Warren attraversa così tutto il disco che, come nei canoni dell’artista, si muove tra elettronica, sperimentazione e pop. Una chicca per i nerd: la copertina è disegnata a mano da Yoshitaka Amano, l’illustratore giapponese culto autore, tra i tanti, di opere Final Fantasy.

Un filo d’erba nel muro
Cristiano Godano 13 novembre«È un nuovo tratto del percorso che da qualche anno sto facendo con le mie canzoni, fuori dal perimetro dei Marlene Kuntz. Questa volta, però, nel viaggio ho ritrovato un compagno che appartiene a un pezzo importante della mia storia: Rob Ellis. Sono passati più di vent’anni da Senza peso, il disco dei Marlene che producemmo insieme nel 2003. Ritrovarsi oggi, con altra vita addosso, altre esperienze, altre urgenze, è stato eccitante. E ha condotto queste nuove canzoni verso territori sonori differenti da quelli che avevo attraversato nei miei precedenti lavori solisti: nuove stratificazioni, nuovi colori, un respiro diverso». È uscita Valori.

Carnaval De Luz
U2 13 novembreL’intento è doppio. Da una parte risognare tutto di nuovo, come hanno fatto quando hanno chiuso il ciclo The Joshua Tree/Rattle and Hum. Dall’altra fare un disco ostinatamente gioioso in tempi bui, una festa carnevalesca complementare agli EP usciti quest’anno. «Non significa nascondere la testa sotto la sabbia», ha detto Bono. «Significa dire che loro non devono poter controllare il nostro umore». A questo link la cover story di Rolling con la storia dell’album e qualche anticipazione.

20th Century Paddy: The Songs of Shane MacGowan
AA.VV. 13 novembrePer il tributo a Shane MacGowan si sono scomodati molti grandi, da Bruce Springsteen (A Rainy Night in Soho) agli U2 (Yeah, Yeah, Yeah, Yeah, Yeah) e Tom Waits (Summer in Siam), e artisti di varia natura, da Bob Geldof ai Jesus and Mary Chain passando per Libertines, Dropkick Murphys, Steve Earle. C’è anche un contributo a questo punto postumo di Glen Hansard, Bottle of Smoke.

Aldie
Beaks 13 novembreTra le nuove voci dell’universo alternative, Beaks porta avanti una ricerca musicale che si muove lontano dalle formule più prevedibili dell’indie contemporaneo. Aldie arriva dopo una serie di pubblicazioni che hanno contribuito a definire l’identità del progetto, tra cui Little Silver, Hit Me Back e TY (Robbed the Bank). Tenere d’occhio.

Dead Company
Royal Blood 13 novembrePassato l’hype, resta il dialogo musicale tra Mike Kerr, che canta e fa suonare il basso come una chitarra elettrica, e il batterista Ben Thatcher in un disco, il quinto, che ha il suono di una band che suona dal vivo. «L’idea» ha detto Kerr a NME «era: facciamo un disco che non dia tregua a chi ascolta? Faccio i miei complimenti a chiunque riuscirà ad arrivare fino alla fine, davvero. È brutale. Non dà modo di riprendere fiato. Per ogni canzone dell’album, immaginavamo di suonarla dal vivo. In fin dei conti è proprio questo il motivo per cui facciamo parte di una band: suonare dal vivo». A marzo 2027 all’Alcatraz di Milano.

Cool
Wiz Khalifa 13 novembreDopo un 2026 iperproduttivo, scandito da una serie di uscite su lungo formato come Khaotic, Girls Love Horses, la serie Roofless Records for Drop Tops con Curren$y e Blog Era Boyz con MGK, Wiz Khalifa ha ancora rime nella sua penna per 14 pezzi che formano Cool. Se il singolo The Calm, con il ritornello cantato da Jae Harp, dice qualcosa sulla direzione di questo lavoro, c’è da aspettarsi un flirt tra rap e indie rock. Potrebbe essere una via interessante.

My Own Shadow
Marcel Dettmann 13 novembre«My Own Shadow non è un’altra persona, sono io visto da un’altra prospettiva», racconta Marcel Dettmann del suo nuovo album. Il progetto era partito l’anno scorso con gli EP Approaching e Faultline e ora diventa un disco vero e proprio, con 19 tracce pubblicate su !K7 (la label casa dei mitici DJ-Kicks), anticipate da Resolution Vector e Gravitational Scar. Il punto di partenza resta il dancefloor, ma la techno di Dettmann qui è ridotta all’osso, pochi elementi che si smontano e si ricompongono traccia dopo traccia. «È un po’ come prendere una fotografia di un paesaggio, tagliarla, bruciarne alcune parti e rimettere insieme i frammenti», spiega. «Non mi interessa che l’album venga capito in un certo modo, mi basta che faccia provare qualcosa». Le foto che accompagnano l’album, manco a dirlo, sono di Sven Marquardt, fotografo e storico selector del Berghain.

Astro
Donato Dozzy 20 novembreSecondo album dell’anno dopo Exhale con Batu, un doppio LP per Tresor che riporta Donato Dozzy davanti alla tv di quando era bambino: i robottoni giapponesi doppiati in italiano e le loro sigle stampate su 45 giri, che gli hanno fatto amare il vinile. La title track campiona Astro Robot Contatto Ypsylon, la prima sigla che abbia mai posseduto, nonché primo campionamento diretto della sua carriera. Sette tracce e un breve documentario in uscita lo stesso giorno della pubblicazione.

Il fiore del futuro
Cosmo 20 novembreA pochi mesi da La fonte, Cosmo torna con un nuovo album che rappresenta idealmente il suo lato notturno. Se il precedente era più introspettivo e sentimentale, qui la direzione è quella del corpo, del desiderio e della pista da ballo. Quattordici tracce per continuare a esplorare quel territorio in cui elettronica, canzone italiana e sperimentazione convivono felicemente.

Natale con Ditony
Ditonellapiaga & TonyPitony 20 novembreDopo l’incontro sul palco di Sanremo, Ditonellapiaga e TonyPitony tornano insieme per un intero progetto natalizio. Il titolo è Natale con Ditony e, almeno sulla carta, promette delle feste tutt’altro che tradizionali. Michael Bublé e Mariah Carey: scansateve.

Un tripudio di pelle e di baci
Margherita Vicario 20 novembreDopo aver conquistato anche il cinema con Gloria!, Margherita Vicario torna alla musica. Il titolo del nuovo album è già una dichiarazione d’intenti: Un tripudio di pelle e di baci mette al centro il bisogno di contatto. Tredici canzoni che raccontano paure, solitudine e desiderio di rinascita, anticipate dal brano Ho chiesto aiuto.

All Ages
Lorenzo Senni 20 novembreSei anni dopo Scacco matto, Lorenzo Senni torna su Warp e rilegge la sua trance attraverso l’hardcore punk, lo skate e la cultura straight edge, background culturale dell’artista. Il titolo è un riferimento alle serate hardcore aperte a tutte le età mentre il primo brano estratto, Art Life & Skateboarding, vede la voce di due leggende dello skate americano, Chad Muska e Jamie Thomas. Tra i featuring, a stemperare quest’overdose di supersaw, c’è Jamie Stewart degli Xiu Xiu.

Le api dell’invisibile
Francesco Messina 27 novembreQuasi mezzo secolo dopo Prati bagnati del Monte Analogo, lo split con Raul Lovisoni uscito per Cramps nel 1979 e diventato un culto dell’ambient italiano, torna Francesco Messina, il grafico delle copertine di Battiato e produttore di più di dieci album di Alice. Sette nuovi brani che verranno pubblicata dalla label americana Superior Viaduct. È stato presentato in prima assoluta alla Biennale Musica di Venezia.

Kintsugi
Elisa 27 novembreKintsugi, come la tecnica che viene dal Giappone e che consiste nel riparare oggetti di ceramica rotti con l’oro che ridà loro vita mettendo in bella evidenza le fratture. Nel caso di Elisa sono interiori. Una è la separazione dal marito e chitarrista Andrea Rigonat. «Questo sovvertimento» ha detto al Corriere «mi ha portato a guardami dentro spietatamente, a farmi domande che non mi ero mai posta. E questo si è riversato in Kintsugi. So parlare solo di sentimenti veri, so scrivere solo quello che sento, le emozioni che mi attraversano». La crisi è stata talmente profonda da spingerla a pensare «di ritirarmi, di farmi una nicchia al riparo del mondo. Non riuscivo a scrivere cose nuove, perché non volevo toccare certe verità. Quando poi ho deciso di far cadere i recinti, tutto si è riaperto, ho ritrovato energia e libertà. Personale e creativa». È accompagnato dal film Kintsugi… e sono la mia opera.

Sangha
Mace 27 novembrePer Mace la musica è sempre stata anche una questione di incontri, contaminazioni e sperimentazione. Dopo MĀYĀ, il produttore continua a esplorare le possibilità di un linguaggio che attraversa hip hop, elettronica e psichedelia, senza preoccuparsi troppo dei confini tra generi. Al centro c’è ancora una volta la dimensione collettiva della creazione, con artisti e musicisti chiamati a costruire insieme un universo sonoro.

o\i
Peter Gabriel 27 novembreNon è ancora uscito, ma Peter Gabriel ha già pubblicato 10 pezzi su 13, uno al mese come ha fatto per il precedente i/o. «Mettono assieme pensieri e sentimenti», ha detto a proposito delle canzoni del disco. «Ho riflettuto sul futuro e su come potremmo reagire ad esso. Ci stiamo inoltrando in un periodo di transizione come mai prima d’ora, innescato probabilmente da tre ondate: l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico e l’interfaccia cervello-computer. Gli artisti hanno il compito di guardare nelle nebbie e, quando intravedono qualcosa, di tenere in mano uno specchio. Alcune di queste canzoni faranno parte del progetto sul cervello a sto lavorando da anni, e altre semplicemente mi rendono felice. Spero vi piacciano».

CH0 0:00:01
VS-55 27 novembreJonas Rönnberg, il producer svedese che conosciamo come Varg²™, ha registrato il nuovo album del suo progetto collettivo VS-55 in due mesi passati alla Foundry, uno spazio d’arte sperimentale ricavato da una fabbrica di armamenti dell’Ottocento ai piedi dei Pirenei francesi. A fondarlo è stato l’artista Andrei Molodkin (sì, quello che ha tenuto in ostaggio opere per oltre 45 milioni di dollari in cambio della vita di Julian Assange), che firma anche la copertina del disco, in uscita su Dais Records. Di strumenti ce ne sono pochissimi, qualche accenno di chitarra, pianoforte e voce. Tutto ruota attorno a un organo francese di quelli che un tempo accompagnavano i film muti nelle sale, smontato e collegato a compressori d’aria, a un dittafono a cassette Sony e a un enorme impianto da club. Dai feedback nascono melodie e linee di basso, come evocate. Detta così sembra roba pesantissima, e per molti lo è, ma non per Rönnberg. «Non è un album così serio, è una presa in giro della società, la commedia della sua tragedia assoluta. Come la mia versione della canzone di Benny Hill, quando la gente muore».














