Imperdibili e insoliti: cosa ci portiamo a casa da Lucca 60 | Rolling Stone Italia
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Imperdibili e insoliti: cosa ci portiamo a casa da Lucca 60

L’edizione dei sessant’anni di Lucca Comics & Games a tema Legacy: da ‘Dexter’ a Gō Nagai, cinque chicche di questi giorni tra mangaka, cosplayer e cultura pop

Imperdibili e insoliti: cosa ci portiamo a casa da Lucca 60

Michael C. Hall nella seconda stagione di ‘Dexter: Resurrection’

Foto: Matt Infante/Paramount+

345mila visitatori, oltre sessantamila in più rispetto al 2025: tasto off all’edizione numero sessanta di Lucca Comics & Games, che dichiaratamente guardava al futuro e all’idea di eredità come proposito per sé e per la sua gente. Oltre i numeri ufficiali, è interessante provare a cerchiare in rosso i tratti distintivi dei giorni della kermesse lucchese e affidarne il racconto ad altrettanti momenti o luoghi: cinque souvenir di Lucca 60 da consegnare alla memoria.

Fuori concorso l’apparizione del Mandaloriano di tutti i nostri cuori, incredibile nella forma e nella sostanza: è già leggenda Alberto Angela in incognito alla parata di Star Wars, una bonus track diventata immediatamente virale, che entra di diritto nella storia della manifestazione. Per il resto, ecco un piccolo album di polaroid di LC&G di quest’anno.

 

 
 
 
 
 
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Il tornado Gō Nagai

 

 
 
 
 
 
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Accoglienza gigantesca come le sue icone di cibernetica, in suo onore anche una grande mostra con l’installazione Sole, cuore e acciaio ospitata al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Lucca. Sorrisi e strette di mano nelle strade, il calco delle sue mani per la Walk of Fame di LC&G, Gō Nagai è stata la stella più brillante di questa edizione.

Travolgente la sua presenza nei primi giorni di kermesse: nei bar, in treno, nei giorni lucchesi del Sensei di Mazinga, Goldrake e Devilman non si parla davvero d’altro. Focus particolare anche sul suo adattamento in manga della Divina Commedia, ispirato alle illustrazioni di Gustave Doré all’opus magnum dantesco. Alla vigilia del Lucca Comics Gō Nagai è stato anche ospite della Galleria degli Uffizi, che ha esposto le sue tavole della Commedia a fianco alle rappresentazioni dei maestri del Cinquecento. Monumentale.

Dexter e la sua festa di sangue

Dexter: Resurrection | Stagione 2 Trailer Ufficiale | Paramount+

Le candeline dei vent’anni su un donut celebrativo, ovviamente grondante sangue. Il padiglione di Paramount+, nella sempre prestigiosa location di Piazza Anfiteatro, ha accolto così le frotte di visitatori dello stand per il lancio della stagione 2 di Dexter: Resurrection, sulla piattaforma dal 30 ottobre, e presentata in call anche da Dexter Morgan in persona, Michael C. Hall, con anteprima del primo episodio.

All’interno, dopo una delle file più impegnative dell’edizione, l’inquietante esperienza immersiva nella mente (e nelle lame) dell’ematologo forense della scientifica di Miami di giorno, killer di killer di notte. Vetrini di campioni ematici, poi litri di emoglobina, sezioni anatomiche, fino allo step mozzafiato: la sinistra killer room di Dexter, asettica e terrificante come nella serie. Che all’esterno ci fosse il sole oppure già buio, nessuna differenza: come nell’indimenticabile catchphrase, nello stand più cupo della città è stata sempre «la notte giusta». Sanguigno.

Il viaggio nel tempo di LEGO

Chiusa alla fine di Lucca 60, verrà aperta tra altri sessant’anni: rispondendo alla parola d’ordine di Legacy, l’idea è totalmente nello spirito di eredità e di lascito da una generazione a un’altra. La capsula del tempo di LEGO, sigillata con all’interno i cinque set in mattoncini più votati dai visitatori, sarà poi trasferita a Palazzo Guinigi, dove rimarrà esposta all’interno della mostra sulla storia di LC&C fino al 24 settembre 2027, per poi essere conservata fino al fatidico 2086.

«La capsula del tempo è il nostro modo per rendere tangibile il concetto di eredità», ha detto al taglio del nastro Anne Grably Besson, general manager di LEGO Italia. «I mattoncini sono un ponte naturale tra le generazioni, perché in fondo non smettiamo mai di giocare. Con quest’opera chiediamo ai costruttori di oggi di scegliere la creatività che lasceremo ai costruttori del 2086».

I set più rappresentativi del presente per i bambini e gli adulti del futuro, giocare oggi e costruire il domani: saranno quattro i custodi che conserveranno per i prossimi sessant’anni le chiavi della capsula. All’interno le migliori costruzioni del 2026, ma anche un messaggio più profondo. Transtemporale.

Grand Guinigi Art House

 

 
 
 
 
 
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Storie & Storia: a proposito della trecentesca location nel cuore di Lucca, Palazzo Guinigi non è stato solo il luogo della sopraccitata mostra in omaggio a Gō Nagai, ma ha rappresentato un più grande polo espositivo per i giorni della fiera. A cominciare dalla mostra Lucca Legacy – A Comics & Games Story: un percorso immersivo e interattivo realizzato da Lucca Crea in collaborazione con POLI.design, centro del Politecnico di Milano. Non soltanto la narrazione di quello che è stato, ma di quello che verrà, con un concept partecipativo e la possibilità per i visitatori di lasciare tracce di sé, letteralmente, e contribuire alla storia di Lucca Comics, a partire dai sessant’anni e un giorno. Un ponte verso il futuro Museo del Fumetto.

Sempre al secondo piano del palazzo all’ombra della celebre torre, anche l’esposizione Valentina: tre decenni di Milano nello sguardo di un’icona sul personaggio creato da Guido Crepax, con i materiali dell’archivio tra i quali una selezione di rare tavole originali. Tra arte, erotismo e femminilità il racconto di una stagione irripetibile, coeva degli inizi del Lucca Comics, e celebrata all’interno del suo patrimonio storico e artistico. Ancora, tra le altre esposizioni nel mese del festival, quella per gli ottant’anni di Lucky Luke con tavole originali del personaggio di Morris. Palazzo Guinigi nei giorni del Comics è stato insomma la scena di una digressione culturale per tutti i gusti, mentre fuori il festival si muoveva brulicante come sempre. Esagerato.

La Williams sulla strada del manga

Una strana coppia tra cultura anime e motorsport: a Lucca la concept car di Atlassian Williams Racing ha fatto la sua comparsa per la prima volta in Europa a Piazzale Giuseppe Verdi, ospite d’onore nel padiglione dedicato alla serie tratta dal manga di Yukinobu Tatsu DanDaDan. «Nel team Williams F1 non ci accontentiamo di seguire la massa, cerchiamo sempre di superare i confini, sperimentare novità e trovare modi creativi per coinvolgere i fan nel nostro percorso», aveva detto Luke Timmins, merchandise and licensing director di Atlassian Williams F1 Team ai tempi del lancio della show car e della capsule collection, in occasione dell’ultimo GP del Giappone.

Stile Lucca e livrea a tema per un incontro inconsueto tra universo anime e rombo dei motori: uno dei casi di contaminazione e dialogo tra codici visivi a cui LC&G ci ha abituato negli ultimi anni. Questa volta l’idea porta il linguaggio della cultura pop giapponese nel mondo della Formula 1. Una monoposto gloriosa interpretata come un’opera di design capace di unire appassionati di motori, manga e contemporaneità: velocità che incontra immaginazione. Postmodernista.