Pete Townshend sui Led Zeppelin: «All’epoca pensavo che stessero cercando di rubarci il pubblico» | Rolling Stone Italia
I padri dell’hard

Pete Townshend sui Led Zeppelin: «All’epoca pensavo che stessero cercando di rubarci il pubblico»

«Ci ero già passato con Jimi Hendrix… Ma sto cercando di convincere Jimmy Page a venire a pranzo con me. L’unico gruppo heavy che ascoltavo erano gli AC/DC»

Pete Townshend sui Led Zeppelin: «All’epoca pensavo che stessero cercando di rubarci il pubblico»

Pete Townshend nel 1972, i Led Zeppelin nel 1970

Foto: Jack Kay/Daily Express/Hulton Archive/Getty Images (1), Art Zelin/Getty Images (2)

All’epoca Pete Townshend non amava i Led Zeppelin perché pensava che «stessero cercando di rubarci il pubblico». L’ha detto in un video della serie Classic Album Review quando l’intervistatore Barry Robinson gli chiede se pensa che gli Who più «heavy & loud» siano tra i progenitori del metal.

«In un certo senso sì», risponde Townshend tracciando una «differenza tra i Black Sabbath o le altre band heavy metal e i Led Zeppelin, che hanno combinato l’heavy metal con cose più soft, con le ballate, eccetera. L’heavy metal era quasi una filosofia, una religione. Era radicato in un senso di oscurità, spesso in modo ironico credo, e il livello dei musicisti era notevole. Molti musicisti heavy citano Live at Leeds come il disco che ha dato loro il permesso, per così dire, di esagerare e fare jam. Ma sai, non penso che sia necessariamente così. Live at Leeds è probabilmente il picco per quanto è esplosivo». Nel frattempo, aggiunge, gli Who facevano anche musica diversa. «Ad esempio a Woodstock abbiamo suonato sia una parte di Tommy, sia roba heavy. Facevamo entrambe le cose».

«L’unico gruppo heavy metal che ascoltavo erano gli AC/DC e non mi sono mai appassionato ai Led Zeppelin, il che è strano perché ultimamente sto cercando di convincere Jimmy Page a venire a pranzo con me», continua Townshend (anche se gli AC/DC non sono propriamente heavy metal). «Gli ho mandato un messaggio proprio di recente dicendogli semplicemente: “Sto riascoltando tutti gli album dei Led Zeppelin”, ho pensato che fosse giusto farlo. Ci sono dei pezzi davvero fantastici lì dentro, cazzo».

«È solo che all’epoca non mi piaceva il fatto che, in un certo senso, cercassero di rubarci il pubblico», aggiunge ridendo. «Ci ero già passato con Jimi Hendrix, che era arrivato coi suoi grandi amplificatori, la distorsione, il pedale wah-wah e tutto il resto, e avevo dovuto ammettere: questo è un genio della chitarra. Eric Clapton era un amico, anche Jeff Beck era amico, conoscevo molto bene Jimi. Sapevo che, se avesse voluto, sarebbe stato un grande shredder. E quindi sono rimasto piuttosto sorpreso quando ho iniziato ad ascoltare i Led Zeppelin».

Oltre a ribadire di sentirsi diverso dai “padri” dell’hard & heavy tra cui i Black Sabbath, «non so nulla di quelle band perché non le ascoltavo, nonostante fossero molto divertenti», Townshend aggiunge che «adoro quando nel mondo della musica non ci si prende troppo sul serio. A inizio carriera il mio problema era che mi sentivo addosso una grande responsabilità, come se dovessi portare avanti una sorta di manifesto del rock’n’roll. Sentivo che era importante trasmettere quel messaggio» (nella stessa chiacchierata Townshend dice che la figlia Emma «sta combattendo con un cancro», come la moglie dell’intervistatore).

Nel 2019 Townshend ha detto al Toronto Sun che «in un certo senso abbiamo inventato l’heavy metal con Live at Leeds. Siamo stati imitati da tantissime band, soprattutto dai Led Zeppelin: sai, batteria potente, basso potente, chitarra solista potente… e alcune di quelle band, come quella di Jimi Hendrix per esempio, lo hanno fatto molto meglio di noi. I Cream, con Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker, sono arrivati nel ’67, lo stesso anno di Jimi Hendrix, e in un certo senso hanno preso il nostro posto».

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