Stuart Price ci porta dentro ‘Confessions II’ di Madonna | Rolling Stone Italia
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Stuart Price ci porta dentro ‘Confessions II’ di Madonna

«‘Confessions I’ parlava del ballo come forma di libertà, ‘Confessions II’ di accettazione». Le session, il duetto con la figlia Lola Leon, la crisi e la morte del fratello, le canzoni che non abbiamo (ancora) ascoltato

Stuart Price ci porta dentro ‘Confessions II’ di Madonna

Madonna

Foto: Rafael Pavarotti/Warner

Ambiziosa come sempre, per Confessions II Madonna è tornata a lavorare col produttore di Confessions on a Dance Floor Stuart Price dando vita a un disco che somiglia a un dj set e allo stesso tempo contiene canzoni particolarmente intime come il duetto con la figlia Lola The Test, il pezzo dedicato alla matrigna scomparsa Betrayal e quello sul fratello Christopher Fragile.

Nel nuovo episodio di Rolling Stone Music Now, Price racconta la genesi del disco e le storie dietro alcune canzoni, spiega lo spirito dell’album, parla della collaborazione con Madonna ormai ultradecennale. Ecco alcuni dei passaggi più interessanti.

L’inizio delle session

«A Londra nel mio studio ci siamo detti: lavoriamo una settimana e vediamo che succede. Il primo giorno è nata subito una canzone, credo fosse Good for the Soul. Non abbiamo pensato che fosse notevole come cosa, ci siamo semplicemente lasciati trasportare dal flusso e abbiamo fatto la musica che ci sembrava giusta». Il pezzo, spiega, «è nato come una canzone piuttosto semplice su quanto sia bello il contatto fisico, su quanto faccia stare bene sentirsi in sintonia con gli altri, su quanto sia bello lasciarsi andare. E questo credo abbia aperto una nuova fase nella scrittura basata molto di più sulla psiche di Madonna in questo preciso momento della sua vita. Trovo che la sua musica sia più potente quando parla in modo diretto della sua vita».

Madonna - Good For The Soul (Official Audio)

Il titolo Confessions II

«È sembrato naturale riprendere il lavoro da dove lo avevamo lasciato, come se non fosse passato troppo tempo. Mi piaceva il modo in cui lei scriveva, il modo in cui le canzoni suonavano, come prendevano forma, quant’era divertente lavorare insieme. Fin dall’inizio, forse già nella seconda settimana, è stato chiaro che il suono di Confessions è il nostro suono. Fare musica è un’attività in gran parte non verbale. Non ti metti a parlare di quel che farai prima di farlo, lo fai e basta. E avere questo linguaggio condiviso, quest’intesa che non ha bisogno di parole ci permette di passare rapidamente da un’idea all’altra».

Niente nostalgia

«Il primo Confessions è del 2005, ma guardare al passato aiuta solo fino a un certo punto. Devi trovare un modo nuovo di reinterpretare quella formula e questo è un disco che guarda al futuro con decisione. Se Confessions I parla soprattutto del ballo come forma di libertà, Confessions II ha a che fare col confronto e con l’accettazione, suggerisce l’idea che la vulnerabilità può essere una forza. La confessione è solitamente associata alla vergogna, con Confessions II abbiamo riformulato il concetto che ora ha a che fare col potere, la forza e il coraggio, con l’audacia di mettersi a nudo e condividere».

Il ruolo dei mixtape

Durante il Celebration Tour, racconta il produttore, «le preparavo dei mixtape per i party oppure da ascoltare facendo palestra. Dentro c’erano i riferimenti da cui siamo partiti. C’erano i pezzi e gli artisti house che amo, Kevin Saunderson, DJ Pierre, Frankie Knuckles, Mr. Fingers… Siamo andati a New York e Madonna aveva ascoltato un mixtape con dentro French Kiss di Lil Louis. L’ha portato e mi ha detto: “La voce mi piace tantissimo”». Quell’idea è stata poi usata per I Feel So Free unita a una traccia «che avevamo costruito a Londra e che aveva una specie di effetto ipnotico. A New York abbiamo messo insieme quei due elementi. È proprio il modo tipico in cui Madonna sviluppa le idee: fa scontrare tra loro cose che ama, suggestioni diverse, elementi in grado di creare una certa atmosfera. Poi ha detto: “Accendi il microfono. Voglio cominciare a registrare” ed è entrata in uno stato mentale in cui ha cominciato a esplorare quello che la musica dance le fa provare: il senso di sicurezza che nasce dallo stare in mezzo agli altri, il modo in cui la pista da ballo può diventare una sorta di rifugio. È da lì che hanno cominciato a prendere forma quelle idee».

Madonna - Betrayal (Official Audio)

La citazione di Satie in Betrayal

«Prima di Bad Girl, durante il Celebration Tour, c’era un momento in cui la figlia di Madonna, Mercy, suonava il piano. Tra le possibilità avevamo preso in considerazione un brano di Satie, ma non era adatto all’atmosfera che cercavamo. La passione per quel pezzo è rimasta, è diventato il punto di partenza di una canzone. Abbiamo tagliato il brano in piccoli frammenti, lo abbiamo riarrangiato, abbiamo seguito un approccio simile a quello di Hung Up: non basta appoggiarsi a un campionamento, devi chiederti come svilupparlo ulteriormente. Lei ne ha affrontate di cose mentre faceva il disco. Ha detto che la musica fa bene all’anima, giusto? Sentiva che fare musica aveva un effetto terapeutico. Ha affrontato delle perdite e viene fuori in Betrayal. Aveva perso una sua familiare e dall’esperienza è nato il testo. Uno dei grandi doni di Madonna è la capacità di essere molto specifica e allo stesso tempo universale».

Fragile è stata scritta mentre le condizioni di Christopher peggioravano

«Credo che l’idea di Fragile sia nata durante una settimana in cui Madonna ha affrontato un’altra perdita. Penso che per chi scrive, per gli artisti presentarsi in studio e mettersi al lavoro significa onorare un impegno: qualunque cosa stia succedendo, io entrerò in studio. Ci sono giorni in cui non ne hai proprio voglia e invece è importante presentarsi comunque, perché il motivo per cui non te la senti potrebbe essere proprio la ragione più importante per cui dovresti andare in studio quel giorno… Quando le condizioni del fratello malato sono peggiorate stavamo scrivendo una canzone. All’inizio, credo che in Fragile parlasse soprattutto di sé, poi però è stato come se le stelle si fossero allineate e quello che stava succedendo in quella settimana è diventato un argomento più centrato».

Madonna & Lola Leon - The Test (Official Audio)

Il duetto con Lola

«Lola aveva detto alla madre che le sarebbe piaciuto fare una canzone insieme. L’hanno vista come un’opportunità per stare meglio, un momento da trascorrere insieme. Lola aveva preparato dei versi da portare in studio, Madonna aveva fatto lo stesso, ma è stato solo quando abbiamo acceso il microfono e registrato che quelle parole hanno preso vita. Tra tutti pezzi presenti sul disco, The Test è probabilmente quello che mi fa venire i brividi anche solo a pensarci, perché è una delle cose più belle a cui ho assistito in vita mia. Anch’io ho dei figli e pensare alla forza di questi legami, di queste connessioni e poterli osservare da fuori è stato emozionante». E poi Lola, aggiunge, «è un’artista eccezionale di suo».

Gli inediti

Madonna ha registrato qualcosa come otto canzoni che non sono state pubblicate su Confessions II. Usciranno mai? «Chi lo sa. Le belle canzoni non muoiono mai, trovano semplicemente il modo di riaffiorare al momento giusto. Se sono vago è perché credo che ci piaccia l’idea di continuità: Confessions è una cosa che si sviluppa nel tempo e può assumere forme diverse sul piano dell’esecuzione».

Madonna - Confessions II Studio Sessions: Stuart Price

Da Rolling Stone US.