Marracash risponde alle critiche: «Esistono molte forme di violenza» | Rolling Stone Italia
Rap e rabbia

Marracash risponde alle critiche: «Esistono molte forme di violenza»

Dopo un post sulle proteste replica alle accuse di giustificare la violenza. Intanto intervengono anche Guè, Ghali, Kid Yugi, Sayf, Artie 5ive, Nayt, 22simba e Fedez. Ecco come hanno reagito i rapper italiani alle manifestazioni

Marracash risponde alle critiche: «Esistono molte forme di violenza»

Marracash

Foto: Stefano Bella

«A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista». Marracash risponde così alle critiche ricevute dopo il suo post sulle proteste che negli ultimi giorni hanno attraversato l’Italia, dagli scontri di Milano ai blocchi stradali di agricoltori e autotrasportatori nel Sud. Il rapper aveva espresso sostegno alle ragioni dei manifestanti, scatenando una discussione soprattutto intorno agli episodi di violenza e ai saccheggi. La replica è arrivata nei commenti: «A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista. La violenza va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale. Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci , messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente. Esistono molte forme di violenza».

Foto: Screenshot Instagram

Marracash, nel post, aveva premesso: «Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente». Ma in seguito aveva rivendicato la coerenza del proprio percorso artistico: «Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita». E concluso: «Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose». Non è stato però l’unico rapper a intervenire. Guè ha sostenuto pubblicamente la posizione di Marracash, mentre Kid Yugi ha raccontato la situazione nella sua Puglia, tra blocchi stradali, difficoltà negli approvvigionamenti e assenza di risposte istituzionali. In un messaggio molto duro ha scritto: «Lo stato italiano è ormai uno stato fallito. Il patto sociale è stato infranto». E ancora: «La Puglia non merita questo, il meridione non merita questo».

Sayf ha contestato il modo in cui gli scontri di Milano hanno finito per oscurare le ragioni delle manifestazioni. Il rapper ha richiamato le divisioni economiche e sociali con una frase: «Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto». Artie 5ive ha parlato del costo della vita, delle bollette e delle difficoltà di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, invitando a guardare alle cause della rabbia prima di fermarsi alle sue conseguenze. «Abbiamo insegnato a questi ragazzi a distruggere piuttosto che creare». Nayt ha puntato il dito contro l’indifferenza e la rincorsa al benessere materiale: «Tutto questo finto benessere materiale ha reso borghesi anche i più poveri». 22simba ha difeso il diritto di sciopero e le ragioni dei lavoratori, distinguendo però la protesta dalla violenza: «Non confondete la vendetta con la libertà».

Anche Nerone ha preso posizione, distinguendo chi «protesta pacificamente» dai responsabili dei saccheggi e dei danneggiamenti nel centro di Milano. Ha parlato di «400 clown minorenni» che avrebbero «sfondato negozi e auto come le peggiori delle bestie», ma ha anche criticato la strumentalizzazione politica degli scontri, che finirebbe «a favore di chi continua a gettare fumo negli occhi alla povera gente». E sulla possibilità di trovare una soluzione ai problemi sociali ha concluso: «Nessuno sa risolvere […] manco io. Ma almeno promesse non ne faccio».

Ghali, invece, ha condiviso un messaggio di incoraggiamento ai giovani in piazza, invitandoli a continuare a lottare. Luchè ha pubblicato una storia Instagram accompagnata dal suo brano Se non ci fosse la rabbia, con la scritta: «Non voglio unione / Voglio divisione / Combatto con chi ha / La mia stessa missione». Infine Fedez ha rilanciato nelle storie Instagram alcuni contenuti di Pulp Podcast. Uno denunciava la disparità di attenzione mediatica tra le proteste nel Sud e gli scontri di Milano: «Al Sud è apocalisse da giorni nel silenzio dei media. Un giorno di scontri a Milano ed è emergenza nazionale». Un altro mostrava i trattori e lo striscione «Stato assente», accompagnati dalla scritta: «Il Sud è rimasto senza spesa. E senza risposte dalla politica». Ma ha anche promosso una puntata con ospite il presidente del Senato, Ignazio La Russa.