Sex Pistols, uomo nel pogo per sole donne. Carter: «Misogini» | Rolling Stone Italia
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Sex Pistols, uomo nel pogo per sole donne. Carter: «Misogini»

Durante lo show a Denver, il cantante affronta uno spettatore che contesta uno spazio sicuro riservato al pubblico femminile. Poi su Instagram denuncia i rischi del mosh pit tradizionale e difende l'inclusione delle persone trans

Sex Pistols, uomo nel pogo per sole donne. Carter: «Misogini»

Frank Carter

Foto: Lucy North/PA Images/Getty Images

Un uomo contesta lo spazio riservato al pubblico femminile durante un concerto dei Sex Pistols e Frank Carter lo fa allontanare dalla sicurezza. È successo il 9 ottobre all’Ogden Theatre di Denver, dove la band si è esibita con il cantante britannico al posto di Johnny Rotten.

Carter aveva invitato le spettatrici a partecipare a un mosh pit per sole donne: un’area dedicata al pogo, la “danza” tipica dei concerti punk e hardcore in cui ci si spinge e ci si urta a vicenda. L’obiettivo è permettere anche a chi teme la maggiore aggressività fisica del pogo misto di partecipare senza sentirsi intimidita. Ma qualcosa è andato storto.

«Ogni volta c’è sempre un cazzo di uomo che mi dice: “Le donne possono farlo quando cazzo vogliono”. Ma non è vero. Non possono, cazzo. Sapete perché? Perché entrano nel mosh pit e si prendono una cazzo di gomitata in testa da qualche coglione!», ha gridato Carter dal palco. Quando lo spettatore ha scosso la testa in segno di disapprovazione, il cantante ha replicato: «Non è un’esperienza che hai vissuto tu, quindi chiudi quella cazzo di bocca!». Poi lo ha invitato ad andarsene scortato dalla sicurezza.

La polemica è proseguita su Instagram, infatti nelle storie Carter ha aggiunto: «Se sei un uomo che si offende perché una band fa spazio a un mosh pit riservato soltanto alle donne, allora sei parte del problema». Il cantante ha quindi rincarato la dose: «Incel, omofobi, misogini, razzisti, fascisti: non siete i benvenuti». Infine ha chiarito che l’iniziativa comprende anche le persone trans: «È uno spazio per persone che normalmente non si sentono al sicuro», dove divertirsi senza temere «violenza fisica, sessuale o psicologica». E ha concluso: «Non lasciate che ci dividano».