Alice Cooper: «Non siete più musicisti, siete politici» | Rolling Stone Italia
Devil on My Shoulder

Alice Cooper: «Non siete più musicisti, siete politici»

Dalle discussioni con John Lennon al caso Ed Sheeran-Macklemore, il rocker spiega perché non vuole indicare chi votare. Cita Springsteen, Bono e Sting e nella nuova autobiografia racconta la paura dopo l'assassinio dell'ex Beatle

Alice Cooper: «Non siete più musicisti, siete politici»

Alice Cooper

Foto: Jenny Risher

«Nel momento in cui si arriva a dire per chi votare e perché, e “facciamo questo e quello”, allora comincio a pensare: “D’accordo, ragazzi, adesso non siete più musicisti, siete politici”». Alice Cooper parla del rapporto tra rock e politica in un’intervista a Rolling Stone Us in occasione dell’uscita della sua nuova autobiografia, Devil on My Shoulder.

Interpellato sul caso Ed Sheeran–Macklemore, cita Springsteen, Sting e Bono e precisa: «È ancora più o meno la stessa cosa. Ho sempre considerato Springsteen, Sting e Bono persone impegnate sul piano umanitario. Nel momento in cui si arriva a dire per chi votare e perché, e “facciamo questo e quello”, allora comincio a pensare: “D’accordo, ragazzi, adesso non siete più musicisti, siete politici”. E per quanto mi riguarda, non userò mai quella piattaforma per dire a qualcuno cosa fare. Ma io voto».». Spiega che anche John Lennon lo incoraggiava a esprimere pubblicamente le proprie convinzioni politiche e Cooper gli rispondeva: «Tu cerchi di salvare il mondo. Io cerco soltanto di intrattenere la gente». Dell’assassinio dell’ex Beatle ricorda poi la paura che ha provocato tra i musicisti: «So che tutti i miei amici hanno cominciato a portare armi. Anch’io ho cominciato allora, perché all’improvviso era diventata una minaccia per tutti noi».

Parla poi della fede ritrovata dopo le dipendenze, come quando ha detto al pastore di pensare di dover abbandonare il personaggio di Alice Cooper, si è sentito rispondere: «Fai tutto il rock & roll che vuoi, ma vivi come il Signore vuole che tu viva». E aggiunge: «Credo completamente nella Bibbia, in ogni sua parola, ma non posso dire lo stesso del Libro di Mormon (uno dei testi sacri del mormonismo, ndr)».

Nell’autobiografia Cooper torna anche sul celebre episodio del pollo lanciato al pubblico nel 1969: «Ho la tendenza, diciamo, ad “abbellire” una storia». E ricorda la reazione della stampa: «Il pollo è stato lanciato e il giorno dopo sul giornale c’era scritto: “Alice Cooper uccide un pollo”. È stato allora che ho capito che il pubblico voleva un cattivo». Ammette inoltre di aver scoperto due o tre inesattezze persino nella nuova autobiografia. Una riguarda Elton John e il paragone con Liberace: «Mi sono messo in contatto con Elton e gli ho chiarito: “Non è questo che è stato detto”». Insomma, a 78 anni Cooper continua a esibirsi (siamo stati testimoni a settembre del live con gli Hollywood Vampire a Milano, ndr) e guarda alla propria vita senza rimpianti: «Si impara dai propri errori. Non sono mai stato così felice».