Brian May e i Queen: «Diciotto mesi fa ho deciso di non andare più in tour» | Rolling Stone Italia
Fine della storia?

Brian May e i Queen: «Diciotto mesi fa ho deciso di non andare più in tour»

Ma se riuscisse a realizzare lo show che ha in mente per lo Sphere di Las Vegas…

Queen + Adam Lambert in tour

Queen + Adam Lambert in concerto a Londra nel 2022

Foto: Jim Dyson / Getty Images

Brian May ha tolto ogni speranza a chi sperava di rivedere i Queen fare altri concerti in giro per il mondo con Adam Lambert: «Diciotto mesi fa ho deciso che non volevo più andare in tour», racconta May, 79 anni, in un’intervista rilasciata al Times. «Un caro amico di famiglia è morto mentre eravamo negli Stati Uniti, così ho detto alla mia tour manager: “Faccio un salto a casa per qualche giorno e poi torno”. Lei mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto: “Sai bene che non puoi farlo”. Mi piace suonare, mi piace viaggiare, ma il prezzo da pagare è la tua libertà, che finisci per sacrificare. Ho una moglie (l’attrice Anita Dobson nota per EastEnders, ndr), dei nipoti e l’astrofisica a cui vorrei dedicarmi, quindi penso che forse 50 anni siano sufficienti».

I Queen + Adam Lambert hanno chiuso il loro tour più recente nel 2024. A questo punto il futuro del gruppo, con o senza Lambert, potrebbe somigliare a quello degli ABBA e di altre band, vedi i Kiss, che hanno deciso di non fare più concerti, ma vogliono comunque essere “presenti”. «Vogliamo fare qualcosa di rivoluzionario, non esattamente come hanno fatto gli Abba, ma su quella stessa linea», dice nella stessa intervista il batterista Roger Taylor, che ha da poco pubblicato l’album solista Violence Instane in a Beautiful World.

Il luogo potrebbe essere lo Sphere di Las Vegas, dove si stanno esibendo in queste settimane i Metallica. May ci è andato l’anno scorso «e mi è venuta l’ispirazione, ho abbozzato un intero show dei Queen. Penso che un’esperienza immersiva sia ancora possibile e che potrebbe superare i limiti del tempo e dello spazio, ma al momento non si può realizzare senza l’intelligenza artificiale e ho seri dubbi al riguardo».

«I data center sono un male enorme e vanno combattuti. Il mio messaggio ad Andy Burnham (l’attuale primo ministro del Regno Unito, ndr) è chiaro: ferma tutto prima che sia troppo tardi. Stanno distruggendo il futuro. L’intelligenza artificiale piace a tutti. Ci aiuta a scrivere e-mail. Ha persino salvato qualche vita. Ma il danno che sta causando al mondo è immenso». E ancora: «Ci troviamo di fronte a un dilemma morale: non non si può ignorare questa cosa, ma sta cambiando la nostra civiltà e la cosa mi terrorizza. I tech billionaires non hanno a cuore i nostri interessi».

Nella stessa intervista May parla della depressione. «Mi è stata diagnosticata. La depressione è una bestia che vive dentro di te, devi trovare la felicità nei momenti in cui la depressione si nasconde in un angolo. È allora che vivi la vita appieno, nonostante tutto, o forse proprio grazie a tutto questo». E in quanto rockstar, «vivi tanti momenti fantastici del genere».

A proposito di Queen, da mercoledì 7 a domenica 11 ottobre arriverà anche nei cinema italiani il film Queen Budapest, il concerto del 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest nel corso del Magic Tour.

«Per anni, i fan che vivevano oltre la Cortina di ferro avevano potuto ascoltare la musica dei Queen soltanto attraverso cassette illegali», dice May in un comunicato stampa. «Ascoltare gruppi rock come il nostro era proibito, quindi vederci esibire dal vivo sarebbe stato impensabile. Questo concerto, durante il quale poterono finalmente venire a vederci di persona e interagire con noi, fu per loro un momento di enorme intensità emotiva, e lo fu anche per noi. Avevamo la sensazione che fosse qualcosa di davvero importante: si percepiva un’energia incredibile. Non ci sarà mai più un evento simile. Forse il momento più memorabile di tutti fu l’esecuzione di quella bellissima canzone popolare ungherese, che Freddie e io avevamo imparato per l’occasione. Non c’era un solo occhio asciutto».

Il restauro in 4K, partendo dalle riprese originali in 35 mm, è curato dal team di Peter Jackson. «Ha svolto un lavoro magnifico nel restaurare le riprese originali nella più alta risoluzione mai raggiunta: le immagini sono perfette e la qualità è mozzafiato. Credo che vi piacerà moltissimo. Anche sul fronte del suono abbiamo potuto realizzare un lavoro di restauro di altissimo livello. Ora, nelle sale IMAX e nei cinema, sarà in assoluto l’esperienza più realistica dei Queen nel pieno dei nostri anni d’oro mai realizzata. Credo che il pubblico si lascerà completamente trasportare, fino quasi a dimenticare di stare guardando un film».