Power to the People, report dell'evento | Rolling Stone Italia
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Ecco che cos’è successo al Power to the People Festival di Tom Morello

Il 3 ottobre, Columbia si è trasformata in un raduno di leggende della musica, da Bruce Springsteen a Joan Baez. Un'occasione di attivismo, solidarietà e sensibilizzazione politica. Con il debutto live dei Suns of Soundgarden

Ecco che cos’è successo al Power to the People Festival di Tom Morello

Tom Morello

Foto press

Manca poco ormai alle elezioni di metà mandato statunitensi, e non è probabilmente un caso che il Power to the People Festival sia caduto proprio ieri, 3 ottobre 2026. Siamo al Merriweather Post Pavilion di Columbia, nel Maryland. Il festival di un giorno e due palchi, curato da Tom Morello e annunciato nel maggio di quest’anno come un’occasione per celebrare i valori dell’attivismo, della speranza e della creatività, ha riservato alcune sorprese ed è stato la conferma del messaggio anche o forse soprattutto politico che la musica può assumere.

 

 
 
 
 
 
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Cominciamo dalla fine. A chiudere la giornata è stato Bruce Springsteen, indicato nel programma come ospite speciale. Davanti a un pubblico sold out, ha aperto il suo set da solo con Streets of Minneapolis, scritta (lo ricordiamo) in risposta all’uccisione di Renée Good e Alex Pretti da parte di agenti dell’ICE statunitense. «La forza e la solidarietà della gente di Minneapolis e del Minnesota sono un’ispirazione per l’intero Paese», ha detto dal palco.

Il set si è poi trasformato in un avvicendarsi di ospiti. Per il secondo brano Springsteen ha invitato Joan Baez, con cui ha cantato Chimes of Freedom di Bob Dylan. È arrivato quindi Morello, per Clampdown dei Clash e The Ghost of Tom Joad. Con Dave Matthews e Nathaniel Rateliff hanno eseguito Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival, mentre a Dave Grohl è toccata Rockin’ in the Free World di Neil Young. Nel finale tutti gli artisti della giornata sono tornati sul palco per This Land Is Your Land di Woody Guthrie, cantata con tutte le strofe originali, e naturalmente l’immancabile Power to the People di John Lennon.

Il resto (cioè l’inizio) della giornata lo ricostruisce l’Associated Press. Poco dopo le 15 Jack Black è salito sul palco come “Jack Sabbath” (e una maglia con scritto “Ozzy”) per eseguire, appunto, alcune cover dei Black Sabbath. Un omaggio a Ozzy Osbourne, con Geezer Butler sul palco per War Pigs.

 

 
 
 
 
 
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Nel set di Morello, a inizio serata, Serj Tankian ha cantato con lui Like a Stone degli Audioslave in ricordo di Chris Cornell.

 

 
 
 
 
 
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Poi sono arrivati per altre cover Chuck D e Flavor Flav dei Public Enemy, e Darryl «DMC» McDaniels. Morello ha inoltre suonato con Dave Grohl Rock and Roll All Nite dei Kiss. Baez, Rateliff e Matthews hanno cantato Deportees di Woody Guthrie e (Ain’t Gonna Let Nobody) Turn Me Around, e all’uscita di scena è arrivato Stephen Stills con For What It’s Worth. Baez, che alla vigilia del Power to the People aveva scritto su Rolling Stone che «agire è l’unico rimedio alla disperazione», ha definito il festival un «magnifico antidoto».

Non sono mancati i messaggi politici. Grandson, artista a cavallo tra rap e rock, ha cantato un brano che nel ritornello recitava “my president’s a felon” (“il mio Presidente è un criminale”) e ha poi interpretato cover di Masters of War di Bob Dylan. Sempre secondo quanto riporta l’AP, una diretta streaming del festival si è interrotta mentre lo stesso Grandson accompagnava sul palco due attori travestiti da Jeffrey Epstein e Donald Trump, collegati l’uno all’altro da un guinzaglio – la testata non fornisce spiegazioni ufficiali per l’interruzione temporanea della trasmissione. La quota politica è stata rincarata da Taylor Momsen, tra i performer della line-up, che all’Associated Press ha dichiarato di non voler dire a nessuno cosa pensare o come votare, ma di sperare che il pubblico se ne vada con il senso di far parte di una comunità, e con la sensibilità sufficiente per presentarsi alle urne alle elezioni di Midterm.

Last but not least, proprio Momsen è stata tra i protagonisti di uno dei momenti più rilevanti del Power of the People. La frontwoman dei Pretty Reckless è salita sul palco insieme a Tom Morello, Mike McCready (chitarra dei Pearl Jam), Matt Cameron (ex Soundgarden, ex batterista dei Pearl Jam) e Robbie Mangano (bassista session e collaboratore di lungo corso di Tom Morello) in qualità di Suns of Soundgarden, nuova super-formazione che ha debuttato proprio il 3 ottobre sul palco del festival. Il gruppo nasce proprio per rendere omaggio ai Soundgarden, e durante il Power to the People ha eseguito tre cover del gruppo di Chris Cornell: Loud Love, Outshined e Spoonman. Morello ha commentato così l’occasione: «I Soundgarden hanno riscattato l’hard rock e il metal. Hanno abbracciato senza compromessi i riff poderosi di quei generi, e li hanno uniti a una poesia profonda, oscura, spirituale. Quello che hanno fatto ha spalancato la porta a generazioni di artisti: ora sapevano di poter usare sia il loro cervello che la loro stamina musicale».

In un’intervista pubblicata il 3 ottobre da Rolling Stone US, Tom Morello aveva descritto l’evento come un festival di pace, amore, giustizia e musica, ma anche come un’occasione per raccogliere fondi a favore di organizzazioni che favoriscono l’accessibilità al voto negli Stati Uniti, e un momento per registrarsi per votare alle elezioni.

Il Power to the People era stato annunciato durante la tappa al Nationals Park del tour di Springsteen e della E Street Band, a cui Morello ha preso parte. La collaborazione tra i due risale almeno al 2008. A gennaio, al First Avenue di Minneapolis, Springsteen era salito a sorpresa sul palco del concerto di solidarietà di Morello, eseguendo per la prima volta dal vivo Streets of Minneapolis. Il chitarrista si è poi unito al suo tour.