X Factor 2026, le pagelle dei primi Bootcamp, tra solisti all’antica e gin tonic estivi | Rolling Stone Italia
Nun vir!?

X Factor 2026, le pagelle dei primi Bootcamp, tra solisti all’antica e gin tonic estivi


Dichiarazioni d’amore dal pubblico per Paola, duetti trash-pop su Julio Iglesias, band mature e belle voci, tutto sotto la guida di Giorgia La Divina. Aspettando la seconda parte

X Factor 2026, le pagelle dei primi Bootcamp, tra solisti all’antica e gin tonic estivi

Klem e Napoli sotterranea

Foto: Virgina Bettoja/Sky

Che belli che sono i giudici bipolari. Generosi, di manica larghissima alle Audition, severi fino all’abbaglio a questi Bootcamp, come saranno alle Last Call? Scherzi a parte, rimpiangeremo un paio di concorrenti eliminati, ne passano un paio abbastanza incomprensibilmente, un altro paio fanno scelte demenziali e si suicidano. Sulle Last Call in un paio di “categorie” ci sarà una strage.

  • VOTO 10

    Patrizia Napolano e Giacomo Calò

    Lei è una bomba. Tiene qualsiasi nota, se continua così diventa la Modugno donna. La naturalezza con cui ti colonizza i timpani, il cuore, lo stomaco è quasi criminale. Papà Napolano, ti vogliamo bene ma di musica capisci il giusto, lo sai vero?

    Giacomo è più Mia Martini di Mia Martini. Ogni volta lo vedi là e ti dici che non può esserci in tutta quella apparente normalità un talento così eccezionale. Invece è il Clark Kent di questo X Factor. Gabbani, volpone, se lo accaparra con l’X Pass e un balzo felino che quasi gli costa il menisco.

  • VOTO 10

    Il cartellone dal pubblico per Paola

    “Paola sei bella come un gin tonic d’estate” è il nuovo “Ti amo, sposami”. Come fa la dottoressa Iezzi a resistere a una dichiarazione così? Mettete l’autore (o l’autrice) di questo capolavoro, questo poeta dell’ammore, questo Neruda dell’Allianz Cloud a fare i bigliettini dei Baci Perugina. E 10 anche a Paola che ricorda il lavoro di Komen contro il tumore al seno, per la prevenzione. Nastro rosa per tutti! Chi non se lo mette, niente gin tonic (siamo d’accordo tutti che è il nettare degli dèi vero? Questa è dedicata a te, Filippo Dini, uno dei miei più cari amici e mago del pilates, praticamente l’uomo perfetto). Ah, Paola Iezzi è Marcello Cesena che fa il Conte Uguccione: li avete mai visti insieme? No, Madreeee!

  • VOTO 9,5

    Vito Costanzo e Veronica Bruganelli

    La volta scorsa me lo sono dimenticato. Il 9,5 vale per oggi e per allora. Quasi fai fatica a credere che il suo sia un inedito tanto è maturo, classico e ben fatto. Ed eseguito alla grande, anche se ti immagini come pubblico di questo mini Claudio Villa quella meravigliosa coppia di genitori che si ritrova e i loro amici, con tour nelle bocciofile. Però è bravo da far paura e si meriterebbe qualcuno che ci lavorasse tanto. Jake sa che in così pochi live è davvero difficile plasmarlo ma vale la pena provarci. Quel «minchia lo sapevo» Jake però dovrebbe valere tutto. Quel ragazzo, dietro il suo sorriso, ha garra.

    Di Veronica ormai sono perdutamente innamorato. Questa Amy Winehouse con il sorriso di una bimba al luna park è qualcosa di clamoroso e probabilmente inconsapevole, perché si trasforma così tanto quando parte la musica che secondo me non si riconosce neanche lei. Se impara a divertirsi e mantiene questa “purezza”, sarà una bomba.

  • VOTO 9

    Klem & Napoli sotterranea e Giorgia Cappelletti

    Tanta carne al fuoco, forse persino troppa: Pino Daniele, Mozart e Billie Eilish io insieme prima li avevo sentiti solo sotto stupefacenti. Loro sono proprio da X Pass, devi aderire al loro progetto, amarlo, ballarlo, esserne posseduto. Sono artisti di livello: hanno una capacità di rischiare, di fare spettacolo, di spiazzarti notevole. Sanno mettersi in scena. Qui probabilmente non hanno fatto tutte le scelte giuste, ma evviva chi rischia e si mette in gioco. Il loro è proprio un progetto clamoroso, ci sta che tre giudici li boccino, perché per portarli alle Last Call e poi ai Live serve uno che creda loro in tutto e per tutto. Sanno fare tutto, se riescono a metterlo in ordine e farsi guidare, come sempre succede a Napoli, saranno pionieri di qualcosa che non abbiamo visto arrivare. Purtroppo non sarà qui e ora.

    Giorgia Cappelletti è incredibile: quell’innamoramento per Irama adolescenziale, la goffaggine dolce e sbadata, poi su un pezzo difficile come quello di Nutini diventa come Gigi La Trottola: scombinato mentre vive, perfetto ed emozionante quando gioca (o nel suo caso, canta). Forse la performance migliore della serata solo che, come dice Giorgia (la divina), deve credere di più in se stessa.

  • VOTO 8,5

    Il duetto Jake-Paola su Julio Iglesias

    Registrate subito la vostra versione di Pensami. Trash pop di altissimo livello, la sentirei senza sosta, quasi più bella di Amore amorissimo di Elio. Vito Costanzo merita un applauso perché passa nonostante il confronto impari. Così come la Cappelletti che passa alla grande dopo di lui. Domino X Factor.

  • VOTO 8

    Neyja

    Ecco una band bella matura. Irama dice loro alle Audition che li vuole vedere sul melodico, loro prendono gli Alabama Shakes e senza tradirsi dimostrano che sanno fare tutto e a un livello interpretativo originale e studiato. La voce della cantante ha uno spettro insospettabile e potente, quasi su ogni scala di qualità e ampiezza, siamo dalle parti del “fenomeno”. La band questa volta si nasconde di più, risulta timida in alcuni passaggi, ma sono davvero bravi. Ed eclettici. Qualcuno faccia il loro merchandising perché sento di essere già una bimba dei Neyja.

  • VOTO 7,5

    Lorena Luca e Mad-Dog

    Gran voce, grande esecutrice, anche bellissima (ma conta poco). Il voto è per la performance canora. Però abbiamo anche un problema se sei bella ma non balli. Se canti e rimani ferma, dando leggeri scatti al viso come se ci fosse una mosca che ti disturba. Il problema è sempre uno: di cantanti così, donne, ne abbiamo viste troppe. E se alle Last Call non si smarca dall’archetipo che incarna andrà eliminata provando dolore. Sii punk, Lorena, conquistaci. E non incollare le scarpe al pavimento, mi raccomando.

    I Mad-Dog sono quasi perfetti. Quasi, perché la loro è una performance troppo rotonda e centrata, quasi non abbastanza rock per come escono da studio di registrazione. Ma, come dico sempre a mia moglie, la perfezione non può essere una colpa.

  • VOTO 7

    Angelo Caianiello e Angela Cotterle

    Ma nun vir!? l’ho messo nella mia playlist su Spotify. Però. Però c’è un però. Anzi, due. Da una parte provare a fare lo Stromae senza avere il coraggio di spezzarti e spezzarci dentro, è pericoloso, sembra quasi un vezzo. Questo inedito è troppo prodotto per una canzone sul lutto e la consolazione, ma forse mi mette in crisi anche una cosa di cui Caianiello non ha colpa: nel frattempo è arrivato Battista e ha un po’ sparigliato tutto. L’Alain Delon di San Giovanni a Teduccio – genio Jake – sa stare in scena, ma è l’eroe di cui ora abbiamo bisogno? Dall’altra parte la new wave partenopea è potentissima e in lui si vede che scorre la forza e pure la paraculaggine. E per fare questo suo genere neomelodico(t)rap servono entrambe le cose.

    Cotterle sbaglia a scegliere Hotel California. I giudici a non capire che non finire cappottati sotto gli Eagles è già un grande merito. Il problema è che già ci fai e non ci sei, se poi fai una scelta troppo ragionata e la sbagli, paghi. Peccato, perché è una voce femminile che poteva essere altra e alternativa. E ricordo a tutti che dal prossimo anno mi candido come collaudatore: voi prima di entrare mi cantate il pezzo che avete scelto e io vi dico se dovete scegliere altro. In alternativa, dovete farvi amici più coraggiosi nel darvi il loro parere.

  • VOTO 6,5

    Davide De Luca e Matteo Marcus Bok

    La canzone di Davide De Luca, per essere un inedito, non è affatto male. Il problema grosso è che una scelta come la sua, una sorta di soul pop indie, è tanto coraggiosa quanto finisce per mettere in gioco i limiti dei giudici. Se porti una melodia articolata con un pop così spensierato, sai che guarderai solo a Paola e Gabbani, e infatti solo quest’ultimo lo difende. Dispiace perché i cantanti maschi sono spesso molto conformi e conformisti, mentre qui si poteva andare altrove. Vero è che ha risacche di ingenuità sia la scrittura che l’esecuzione, ma un passo in più forse lo meritava.

    A Bok invidio tantissimo il labbro mozzicato di due avversarie dopo la sua “mossa”. Ma più lo vedo più penso che come cantante in Grease smetterei di essere eterosessuale per lui, ma a X Factor rischia di essere bello e zimbello. La verità però è che se lo spettini e rimane forte, allora può fare le buche per terra. Le Last Call le ha ottenute sulla fiducia, però alla prossima voglio gli AC/DC. Altrimenti abbiamo comunque il nuovo Simon Le Bon.

  • VOTO 6

    Chiara Giannella e Stefano Camuffo

    Forse ai Bootcamp prendere “solo” 6 è peggio di un voto basso, perché pur con il tuo timbro, ritmo, incedere perfetto, non vedi l’ora che finisca il pezzo. Ed essendo Lady Gaga, è doppiamente drammatico come effetto. Quando sei troppo sicura di te, Chiara, delle tue doti, del tuo studio di anni, a volte vai troppo sul sicuro. Come quando sorridi sentendo del voto unanime, sicura che non possa essere un no.

    Sul bravo Stefano che dire? Ha capacità, talento, attenzione. Ma non ti scalda neanche un po’. E poi se arrivi a giocare questo campionato, devi pensare che devi essere il più bravo nel genere. Quindi, nel suo caso, abbiamo già Vito Costanzo. Dispiace, ma è la dura legge di X Factor. E dispiace perché ha portato Alex Baroni e il suo premio è l’abbraccio sincero e grato di Giorgia. A volte è meglio essere meno incoscienti, soprattutto se hai la sensibilità di rispettare (troppo) un genio.

  • VOTO 5,5

    Maria Sara Costanzo e Hey Darling!

    Brava come produttrice, tecnicamente Maria Sara. Brava come esecutrice. Però l’arrangiamento era fondamentalmente sbagliato, scarico e inefficace e lei non “sente” Calcutta abbastanza. Giorgia, mi dispiace tanto, sai che per me sei una divinità che ha sempre ragione, ma al suo autore questa versione non piacerà. Non c’è nulla di peggio che galleggiare quando fai questo tipo di It pop.

    Sulle Hey Darling! al di là del voto all’imprecisa rappata di questi Bootcamp, va detto che è un abbaglio dei giudici quel poker di cartellini rossi. Perché proprio sbagliando hanno mostrato talento, un flow (mentale, anche se impreciso) di livello, grinta e voglia di scommettere su sé stesse. Ragazze voglio venire ai vostri concerti e poi stringere forte la cantante che se me la fate piangere ancora non so se saprò trattenermi. La amo e faccio un casino.

  • VOTO 5

    Alice Fregoso e Myriam Belfiore

    Se non mi avete insultato per i Klem – so che lo avete fatto – mi ricoprirete di sterco per questo voto a Alice che qui non guarda abbastanza bene i gatti. Bravissima, bellissima, suona alla grande. Ma lo sapete che quel timbro, che già di suo a me risulta antipatico al limite del cacofonico, è un modo per piacere alla gente che piace senza un guizzo, senza un momento di emozione vera. Troppo brava per essere eliminata, ma a un concerto suo non ci andrei. A un evento per una multinazionale però la chiamerei.

    Ora, su Myriam invece va detta una cosa: il pregiudizio musical c’è anche qui che se ne spoglia completamente. Però la follia è prendere un testo sacro come Quando di Pino Daniele, cambiarlo senza il coraggio di farlo davvero né di lasciarlo intonso. E soprattutto senza la teatralità perde più di quello che acquista nella sobrietà ritrovata.

  • VOTO 4,5

    Rawstrings

    Non male, ma in questa edizione ci sono troppi gruppi bravi. E anche se il cantante assomiglia a uno dei personaggi più simpatici di Stranger Things va detto che a questi Bootcamp tutte le band erano più brave di loro. Soprattutto di loro visti in questa puntata. Fa male, ma è così.

  • VOTO 4

    Iana Maria Bomc

    Quello che fa è così kitsch da risultare adorabile. Per questo ti diciamo, Iana, che non è colpa tua, ma nostra. Non sei sbagliata tu, ma il format e noi come critici e pubblico. Meriteresti di gareggiare nel genere Iana. E sappiamo che un giorno succederà, appena tornerà il Festivalbar.

  • VOTO 3

    Nicola Trois

    Un po’ bara, il ragazzo. Pure tanto. Perché abbassa i toni, gioca sul facile e sul sicuro, accende gli animi con poco. Però non sembra essere capace di fare altro, di andare altrove rispetto a quella paraculaggine da approccio in discoteca, da live al pub con le tue groupie del liceo. Forse la mia è solo invidia, quelle che mi piacevano andavano sempre con quelli come Trois quando andavo a scuola. Con quella cadenza e quella faccia da Vitellone ha fregato pure i giudici, ma non me.

  • VOTO 2

    Benedetta Stigi

    Non era entusiasmante già prima, ma qui sbaglia tutto: dall’intonazione all’intenzione. Una fatica ricordarla dopo 10 minuti. Ma a pensarci bene era già vero alle Audition.

  • VOTO 1

    La scaramanzia dei concorrenti

    Ragazzi, quando non cantate e siete ripresi non potete fare i complimenti a tutti, dire “passano” come i secchioni stronzi all’università te la tiravano agli esami facendoti domande impossibili o come i miei amici al Fantacalcio che mi scrivono in chat «questa la vinci facile». Su, un po’ di stile, che già mi irrita quando lo fa il mio presidente di Lega e poi mi batte 4-1, figuriamoci voi.