Ai tempi di Yours Eternally, la canzone degli U2 sull’Ucraina che chiudeva l’EP Days of Ash, Ed Sheeran ha detto a Bono che non voleva «entrare in questioni politiche» anche se il pezzo era evidentemente un inno alla libertà e alla forza di volontà di un popolo invaso dalle forze militare russe. Dopo l’esclusione di Macklemore dal tour di Sheeran, Yours Eternally è spesso citata come prova della doppia morale del cantautore che si è esposto per la causa ucraina, ma non per quella palestinese barricandosi dietro alla professata apoliticità.
Il cantante degli U2 lo racconta all’edizione inglese di Rolling Stone (a questo link invece l’intervista al gruppo per l’uscita di Carnaval De Luz a cui ha risposto Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale di Israele). Sulla faccenda di Sheeran e Macklemore, dice Bono, «non dovremmo metterla sul personale. Brian Eno ha detto che le pop star sono come pesci piccoli che nuotano un grande mare di forze possenti, religiose e politiche. E quindi non voglio soffermarmi su Ed e Macklemore e su quell’episodio».
Detto questo, Bono ha anche raccontato che, contrariamente a quanto si pensa, Sheeran era riluttante ad affrontare temi politici ai tempi di Yours Eternally. «Mi diceva: “Non mi coinvolgerai nella politica, vero?”. E io: “Il soldato che ha ispirato la canzone ti ama, Ed, e tu hai lavorato al pezzo”». Sheeran ha risposto dicendo: «Ok, ma voglio mantenere la mia arte libera». La conclusione di Bono: «Non puoi dire alla gente cosa deve fare».
Secondo Larry Mullen Jr., che cita a sua volta Eno, «gli artisti possono scegliere se vogliono essere coinvolti o meno, e hanno tutto il diritto di decidere se farlo oppure no. E non sta a noi criticarli, anche se la pensiamo diversamente. Eno dice che ci vuole tempo perché queste cose si evolvano, perché le persone arrivino a certe consapevolezze e, senza volerla mettere sul personale, Bob Geldof ha detto qualcosa di simile. Mi ha fatto davvero piacere sentirlo, perché la situazione è complicata».
Altro discorso è la libertà di parola, messa in pericolo nel caso di Macklemore cacciato dal tour su volontà del proprietario dei New England Patriots Robert Kraft. «Siamo assolutamente categorici sul fatto che promoter o proprietari miliardari non debbano avere un’influenza su quel che dici o fai sul palco. Ne abbiamo parlato e del resto se applicassimo questa logica agli U2, avremmo dovuto chiudere bottega ai tempi di Sunday Bloody Sunday», dice il batterista.
Bono ricorda quando Evan Mecham, governatore dell’Arizona, disse che gli U2 che cantavano Pride e si battevano per l’istituzione del Martin Luther King Day non erano i benvenuti nello Stato. «Ci siamo cacciati nei guai per questo genere di cose. Lo facciamo e siamo felici di farlo, ma siamo altrettanto felici di riconoscere che ci sono altre persone che non vogliono affrontare battaglie del genere. Penso che quello che voleva dire Eno è che bisogna convincere le persone con la ragione, non si può cercare di costringerle ad assumere una certa posizione».














