Siamo sicuri che Abe Laboriel Jr sia a tutti gli effetti il nuovo batterista dei Pearl Jam? | Rolling Stone Italia
Drummer drama

Siamo sicuri che Abe Laboriel Jr sia a tutti gli effetti il nuovo batterista dei Pearl Jam?

C’è chi pensa che il musicista sia entrato a far parte ufficialmente della band e chi crede sia solo un “prestito” da McCartney. La comunicazione ambigua, le cose dette in concerto, il post di Eddie Vedder di ieri, le ipotesi

Siamo sicuri che Abe Laboriel Jr sia a tutti gli effetti il nuovo batterista dei Pearl Jam?

Eddie Vedder e Abe Laboriel Jr. dal vivo coi Pearl Jam all’Ohana Fest il 25 settembre 2026

Foto: Jim Bennett/WireImage

Abe Laboriel Jr. è il nuovo batterista dei Pearl Jam. Ma no, lo avrebbero detto esplicitamente, è un sostituto almeno per ora temporaneo, poi si vedrà. È uno dei cinque. Non è vero, la band è ora formata da quattro membri più uno preso in prestito dal gruppo di Paul McCartney, lo ha scritto Eddie Vedder. È l’inizio di una nuova era. L’inizio è rimandato.

Grande è la confusione sotto il cielo (plumbeo) di Seattle. Dopo un anno e passa di incertezza seguito alla separazione amichevole da Matt Cameron, all’Ohana Fest i Pearl Jam hanno fatto non uno, come era previsto, ma due concerti con Abe Laboriel Jr. alla batteria. Sulla grancassa era disegnato giustamente un grande punto interrogativo. È il segno di interpunzione che seguiva la domanda che tutti si facevano: chi avrebbe suonato la batteria col gruppo? Ma è anche il punto interrogativo che chiude una domanda finora senza risposta certa e definitiva: il batterista è ora un membro ufficiale dei Pearl Jam? E se lo è, perché non lo dicono esplicitamente?

L’incertezza è dovuta alla comunicazione non chiarissima della band. Quando prima dell’Ohana Jeff Ament ha parlato con Rolling Stone (l’intervista è stata pubblicata dopo la prima serata) è stato piuttosto cauto. Ha detto che sì, la band ha fatto la sua scelta, che Laboriel era il primo della loro lista e che il problema è stato semmai informare i batteristi amici di una vita che non erano loro i prescelti. È parso però restio a considerarla con sicurezza una scelta definitiva. Un eccesso di cautela? «Spero che sia il nostro batterista fisso, ma non so se lo sarà. Non abbiamo ancora fatto un concerto insieme, quindi è presto per dirlo».

Poi di concerti ne hanno fatti due. Venerdì 25 Laboriel è salito sul palco col gruppo nella serata dell’Ohana in cui avrebbe dovuto esibirsi Eddie Vedder accompagnato da non meglio specificati Friends. Si è capito dopo poche canzoni che gli amici erano Mike McCready, Stone Gossard e Jeff Ament e che quella sera si sarebbe visto un vero concerto dei Pearl Jam, attesi stando al cartellone solo domenica. È stata una sorpresa anche vedere Laboriel alla batteria, anche se il suo nome era circolato tra i possibili, se non probabili sostituti di Cameron. Un doppio colpo di scena.

La setlist del concerto dei Pearl Jam, annunciato come Eddie Vedder and Friends, all’Ohana Fest

Al concerto di venerdì non è seguito alcun annuncio ufficiale, dal palco Vedder e amici non hanno detto granché, il post sul profilo Instagram del gruppo dopo lo show contiene semplicemente la foto della scaletta e un riferimento all’esibizione diciamo così sotto falso nome dei Pearl Jam. Quando domenica sera Laboriel è apparso nuovamente sul palco, Vedder ha finalmente parlato, facendo commuovere il batterista dedicandogli Better Man e in particolare il ritornello. In sostanza: i Pearl Jam non potevano trovare un uomo migliore.

«Siamo molto onorati» ha detto Vedder domenica «che nientemeno che un Beatle, Paul McCartney, ci abbia permesso di prenderlo in prestito per darci una mano. Beh, il fatto è questo. C’è un vecchio adagio nella musica in cui credo fermamente e che dice che non si può essere… e noi abbiamo avuto il migliore… ma non si può essere una grande band senza un grande batterista. Quindi, ringraziamo Abe per averci tenuti in gioco».

Quel «prenderlo in prestito per darci una mano» non è esattamente un modo per dire «abbiamo un nuovo batterista con cui divideremo palchi e session nei prossimi anni», ma è comunque compatibile con l’ipotesi di Laboriel come scelta definitiva. E quindi a quel punto molti hanno pensato che il batterista fosse entrato a tutti gli effetti nel gruppo, come prima di lui Matt Cameron, Jack Irons o Dave Abbruzzese. Poi è arrivato il post di fine festival firmato dal cantante che non ha sciolto definitivamente i dubbi, ma li ha alimentati.

Dopo alcune righe dedicate al festival, Vedder esprime gratitudine nei confronti di Abe Laboriel Jr. «che si è seduto alla batteria per i PJ. È stato un piacere suonare con lui, ed è ovviamente straordinario in quel che fa. Quell’uomo lavora e SUONA duramente. Non c’è da stupirsi che sia da decenni col più grande dei maestri, Paul McCartney, e con la sua incredibile band. Grazie di cuore per questo weekend, Abe. E grazie a TE, Paul. Ti dobbiamo tanto».

Nel parlare della collaborazione del batterista con McCartney, Vedder usa l’espressione «he’s been with», non «he had been with» o «he was with», utilizza cioè un tempo verbale che implica che la collaborazione sia ancora in corso. Certo, McCartney va in tour saltuariamente, ma se Laboriel è ancora il suo batterista, può essere considerato un membro dei Pearl Jam al 100% e andare in tour con loro per mesi? Il post non lo esclude, ma lascia un margine di ambiguità e, volendo, può essere letto come il semplice ringraziamento per il servizio reso durante il weekend.

Il post dei Pearl Jam firmato da Vedder su Laboriel. Foto: @pearljam

I Pearl Jam non sono un gruppo da grandi dichiarazioni e a volte hanno tempi da band anni ’90 e non da comunicatori anni ’20, ma se la situazione fosse più chiara forse lo avremmo letto – o magari lo leggeremo presto, chi lo sa. Le parole con cui il 7 luglio 2025 Cameron ha annunciato la separazione dal gruppo «after 27 fantastic years» sono state pubblicate simultaneamente dall’account del gruppo, unitamente ai ringraziamenti dei quattro al loro «forever friend in art and music». Nulla di simile si è ancora visto per l’ingresso di Laboriel.

La scelta è stata fatta, lo ha confermato Ament, ma ancora non si sa se nel 2027, quando il bassista spera che Pearl Jam tornino on the road con un nuovo album, Laboriel sarà libero da quello che potrebbe essere ancora il suo incarico principale, quello di batterista della band di Paul McCartney. È questo l’ostacolo? Né va dimenticato che esistono casi di musicisti entrati in pianta stabile in una formazione senza diventarne membri effettivi. È il caso di Darryl Jones, che suona coi Rolling Stones dal vivo e in studio ininterrottamente dal 1994, da quando cioè ha rimpiazzato Bill Wyman, senza essere considerato parte integrante del gruppo e quindi senza apparire nelle foto ufficiali o nelle interviste. Ogni band gestisce in modo diverso la line-up e le relazioni creative ed economiche. Lo spirito da five against one dei Pearl Jam spinge ad escludere lo scenario alla Darryl Jones, ma i tempi, le persone, le band cambiano e tutto è possibile. Qualunque sia il destino di Laboriel nei Pearl Jam, il «mistero avvolto in un enigma» (cit. Stone Gossard via Winston Churchill) continua.