Una nuova luna piena significa un nuovo brano di Peter Gabriel. E puntuale, l’artista ha pubblicato Face the Wall, un’altra canzone che anticipa l’album o\i. La versione condivisa è la dark-side mix di Tchad Blake, mentre la bright-side è stata annunciata per la prossima luna piena.
Una canzone che «guarda la morte in faccia», come sottolinea Gabriel sul suo sito, dove ha deciso di condividere alcuni pensieri sul brano. «Il testo parla di quando si invecchia, si affrontano le malattie, si guarda la morte in faccia. Penso che sia qualcosa che non facciamo abbastanza. So di averne parlato in precedenza, ma le culture che integrano la morte come una parte normale e quotidiana della vita sembrano molto più a loro agio nell’affrontarla e, di conseguenza, nel vivere al massimo. Diciamo che questo è un punto di partenza».
«So che questa canzone parlerà a qualcuno», continua Gabriel. «La musica è un processo catartico per molti di noi. Quando, alla fine della canzone, canto la frase “ti vedo arrivare”, quello è un momento catartico. È un passaggio importante: le condizioni peggiorano e diventano più intense man mano che la canzone procede, ma quella frase suggerisce che c’è un motivo per avere speranza».
Il brano vede la presenza di Tom Cawley al piano («un vero virtuoso»), Tony Levin al basso («davvero bravo e sensibile») e della New Blood Orchestra, arrangiata da John Metcalfe («un arrangiatore brillante»).
La copertina, invece, ritrae un’opera dell’artista Tadashi Kawamata realizzata al museo Amos Rex di Helsinki: «Quando ho visto The Nest, me ne sono innamorato. Per me, il muro è lì, grande, solido, insomma, un po’ come la morte. Queste sedie disordinate a forma di persona stanno cadendo dal muro e, in qualche modo, si riversano oltre la sommità. È divertente, ma è anche pieno di speranza e sfida ogni probabilità».













