Non poteva che partire dall’Irlanda, dove la causa palestinese è molto sentita, il Free Palestine Tour di Macklemore. Anzi, di Macklemore and Friends. L’Irlanda, tra l’altro, è il Paese da quale provengono alcuni degli artisti che avrebbero dovuto aprire il Loop Tour di Ed Sheeran e che si sono chiamati fuori in segno di solidarietà col rapper. E dall’Irlanda venivano i nonni paterni di Sheeran.
Per ora non si sa chi sono i Friends che affiancheranno Macklemore visto che il cast delle varie date è in via di definizione. Per ora sono tre i concerti previsti: il 26 ottobre alla 3Arena di Dublino, il 29 all’Accor Arena di Parigi e il 30 alla OVO Arena Wembley di Londra. I proventi saranno devoluti a organizzazioni che sostengono il popolo e la causa palestinese.
«Se queste ultime due settimane ci hanno insegnato qualcosa, è che negli ultimi tre anni qualcosa è cambiato», scrive Macklemore. «C’è stato un risveglio collettivo intorno alla causa della liberazione della Palestina, al potere di censura dei miliardari e a ciò che oggi ci aspettiamo dagli artisti. È il 2026, essere apolitici di fronte a un genocidio non funziona più. Le persone chiedono agli artisti di esporsi, di informarsi, di fare comunità. Di usare il palco per qualcosa che vada oltre l’intrattenimento. Di reagire quando l’appello per una Palestina libera viene accolto con tentativi di metterlo a tacere. Quello che è successo a me va oltre un singolo artista o un singolo palco. Quando i miliardari possono decidere chi può salire su un palco e quali voci sono troppo pericolose per essere ascoltate, dovremmo prestare tutti attenzione».
E ancora, con una certa ironia circa la sua esclusione dal Loop Tour: «Come sapete, il mio calendario si è liberato un po’. Nell’ultima settimana ho contattato artisti che si sono esposti e hanno usato i loro palchi per mostrare solidarietà al popolo palestinese, indipendentemente dalle conseguenze. Artisti che capiscono che le nostre piattaforme valgono ben poco se siamo disposti a usarle solo quando farlo è sicuro. Dato che tutto questo è stato organizzato rapidamente, molte delle conversazioni, dei programmi e dei dettagli sono ancora in via di definizione. Ma c’è uno slancio che va colto e c’è del lavoro da fare. Quindi andiamo in tour».
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