Secondo Tom Morello, questa è la canzone più sottovalutata di Springsteen | Rolling Stone Italia
Deep Cuts

Secondo Tom Morello, questa è la canzone più sottovalutata di Springsteen

«È forse la più spaventosa e inquietante che abbia mai ascoltato»

Tom Morello e Bruce Springsteen Minneapolis (US)

Tom Morello e Bruce Springsteen

Foto: Jesse Roberson per Rolling Stone US

Secondo Tom Morello c’è una canzone poco nota di Bruce Springsteen che dovreste assolutamente ascoltare. Anzi, la considera la più sottovalutata del repertorio del rocker del New Jersey. È Something in the Well, che Springsteen ha pubblicato all’interno delle Streets of Philadelphia Sessions, uno degli album “perduti” e recuperati l’anno scorso all’interno del box set Tracks II: The Lost Albums.

È la storia allegorica di un uomo tormentato da un pozzo dentro cui ha nascosto qualcosa. Non si sa precisamente cosa, è proprio il non detto a rendere inquietante il pezzo, ma quella presenza e il richiamo al passato che implica inquieta il protagonista e non lo fa sentire al sicuro. Anni prima l’uomo ha sigillato il pozzo, metafora di un segreto o un lato oscuro che non può essere rivelato ma che può uscire allo scoperto da un momento all’altro. È il passato che lo tormenta finché una notte…

«L’anno scorso Springsteen ha pubblicato tipo sette album e questo è uno dei pezzi rari di quelli», ha detto Morello a Stereogum. «L’ho sentita nel 2014, eravamo in aereo e mi ha lasciato curiosare sul suo portatile e ho sentito questa che è forse la canzone più spaventosa e inquietante che abbia mai ascoltato».

Colpito dal pezzo, Morello ha chiesto a Springsteen: «Ehi, se non hai intenzione di pubblicarlo, potrei farlo io?». La risposta: «Lo pubblicherò prima o poi». Ci ha messo 11 anni, ma lo ha fatto. Inciso negli anni ’90, il pezzo è suonato da Springsteen (voce, chitarra, tastiere) col batterista Zachary Alford e l’accompagnamento di viola (David Campbell) e violoncello (Larry Corbett).

In quanto a Morello, pubblicherà domani il nuovo album Everyone Gets Everything They Want che ha descritto a NME come «simile al primo album dei Rage Against the Machine e al primo degli Audioslave». Lo ha inciso con l’idea che «oggi la ribellione è un atto di cura di sé e il rock è un atto di autodifesa».

Tra le varie collaborazioni, ce n’è una con l’amico Serj Tankian (Adjourn It, anche col figlio Roman Morello) e in un pezzo intitolato Unconquered una con i Kneecap, che tempo fa il chitarrista ha descritto come la versione contemporanea dei Rage Against the Machine. «La canzone parla dello spirito che non si piega, dai campus universitari ai campi profughi fino ai palchi dei concerti, da Dublino a Detroit, e questo nonostante la repressione, la violenza di Stato e il terrore diretti contro le persone o gli artisti. Finché ci sarà respiro nei nostri polmoni ed elettricità nei nostri ampli Marshall, quello spirito non sarà sconfitto».

Bruce Springsteen - Something In The Well (Official Audio)