È uscita ‘Quando ti rivedrò’, la canzone che Gino Paoli avrebbe voluto cantare con Ornella Vanoni | Rolling Stone Italia
Il duetto mancato

È uscita ‘Quando ti rivedrò’, la canzone che Gino Paoli avrebbe voluto cantare con Ornella Vanoni

È contenuta nella riedizione di ‘Appunti di un lungo viaggio’. La storia dell’album più originale e anticonvenzionale del cantautore

È uscita ‘Quando ti rivedrò’, la canzone che Gino Paoli avrebbe voluto cantare con Ornella Vanoni

Gino Paoli

Foto: Nicolò Paoli

È uscita Quando ti rivedrò, la canzone che Gino Paoli avrebbe voluto cantare con Ornella Vanoni. «Volevo che a cantarla con me fosse Ornella», ha detto Paoli, che proprio oggi avrebbe compiuto 92 anni. «Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla: l’aspettavo a casa mia, a Nervi, di lunedì e invece… Tipico suo, in fondo».

«Nessuno poteva prendere il suo posto. Però riempire quel vuoto con la tromba di Paolo Fresu, che oltre a essere uno straordinario musicista era un grande amico di Ornella, mi è sembrata la soluzione migliore. Secondo me, per una volta, non avrebbe brontolato nemmeno lei».

«Gino la attende per registrare la sua voce su Quando ti rivedrò, ma Ornella decide di andarsene tre giorni prima», ha detto Fresu. «Caterina Caselli mi chiama una settimana dopo e mi chiede di andare in studio per mettere la mia tromba sul brano. La voce di Gino è profonda ed emozionata. Il testo è magnifico e il brano scritto da Adriano Pennino è la quintessenza di ciò che Ornella è stata e di ciò che Gino vorrà essere. Il 10 dicembre in Fonoprint a Bologna la mia tromba diviene la voce di Ornella e tutto si ricompone. Anche Gino decide di andarsene senza avvisare nessuno. Tipico loro, in fondo.  Del resto lo ha scritto lui su Ornella. Come dargli torto…».

Gino Paoli, Paolo Fresu - Quando ti rivedrò (Lyric Video)

La canzone è inserita all’interno della versione fisica della ristampa di Appunti di un lungo viaggio, l’album più originale e anticonvenzionale mai pubblicato da Paoli, un doppio uscito nel 2019. Sul secondo disco, intitolato I ricordi, oltre all’inedito omonimo e a una versione di Ritornerai di Bruno Lauzi, c’erano i rifacimenti di una dozzina di classici di Paoli con la Roma Jazz String Orchestra e il trio formato dalla pianista Rita Marcotulli, il contrabbassista Ares Tavolazzi e il batterista Alfredo Golino.

Il disco più interessante era però il primo intitolato Canzoni interrotte e composto da soli quattro lunghi pezzi che prendevano il titolo dalle stagioni, «perché la vita è fatta di stagioni», diceva Paoli alla presentazione del disco, e ogni fine ha dentro un inizio.

Forse influenzato anche dalla musica senza forma convenzionale suonata dai jazzisti con cui si esibiva, al posto di comporre canzoni strutturate in modo tradizionale Paoli aveva scritto canzoni brevi composte spesso solo da strofe o solo da ritornelli. Aveva deciso che non le avrebbe sviluppate, che dovevano rimanere tali: aveva detto quello che voleva dire, non c’era bisogno di aggiungere altro. Il produttore Aldo Mercurio, il pianista Danilo Rea e l’arrangiatore Marcello Sirignano le avevano poi montate in quattro suite.

Estate: L'avventura / Non dire che mi ami / E m'innamoro ancora / Aspettami / Il mio amore...

Inverno: Quando avevo vent'anni / Eravamo sempre insieme / Ho incontrato la tristezza / Voglio...

Primavera: Noi del mare / Amico mio / La mia donna è la libertà / Due cani in chiesa

Autunno: Un anno un'ora un minuto / Uno come me / Quando me ne andrò