«Grazie Miley per questo tributo alla mia canzone The Sphinx, sono lusingata». Con queste parole – a cui fa seguito l’hashtag “copiona” – Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di plagio. Nei post a seguire, Lear ha pubblicato il suo brano, uscito nel 1978 (il suo preferito del suo album preferito, sottolinea), paragonandolo a Redlights, canzone inclusa nell’ultimo album dell’americana Bass Persuades (qui la nostra recensione).
In una dichiarazione rilasciata a Le Parisien, Lear attacca: «Ho contattato il mio produttore, la mia etichetta discografica, e tutti affermano che si tratta di plagio. Hanno analizzato ogni singola riga di entrambi i brani con ChatGPT, ed è incredibile cosa si possa fare oggi con la tecnologia. E in effetti, la melodia e il ritmo sono gli stessi. Ha cambiato il testo, ovviamente, ma è innegabile che sia frutto di una forte ispirazione».
La musa di Dalí ha raccontato che sono stati i suoi fan a farle notare la somiglianza tra i due brani: «Mi hanno contattata. Mi hanno detto: “Amanda, devi assolutamente ascoltare questa canzone, è una vergogna”». Aggiungendo, con una certa ironia: «Certo, i fan esagerano sempre un po’. La parola “fan” contiene la parola “fanatico”».
«La mia etichetta discografica, la Universal, che detiene i diritti della canzone, contatterà l’etichetta di Miley Cyrus per chiedere cosa intendono fare», continua Lear. «O raggiungiamo un accordo, oppure ci sarà una causa legale che potrebbe trascinarsi a lungo, come succede negli Stati Uniti. Potremmo anche semplicemente chiederle di inserire il mio credito, di dire che questa canzone è stata ispirata da Amanda Lear».
«È una canzone che mi rappresenta molto, quindi mi dà un po’ fastidio che sia stata rubata. Preferirei che la gente dicesse che le piace molto la mia canzone. Ma che venga rubata senza scrupoli, questo non mi piace affatto». Prima di concludere, inoltre, spunta un’ultima nota: «Sappiamo che è una mia fan. Ha aggiunto la mia canzone alla sua playlist di Spotify».
Per ora né Miley Cyrus né il suo team hanno risposto all’accusa.
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