Ieri sera a Philadelphia Ed Sheeran ha aperto il concerto parlando per qualche minuto, prima di suonare, della settimana appena passata. Era il suo primo show dopo l’esclusione di Macklemore dal tour, decisa quando alcuni gestori di stadi, in testa il proprietario dei New England Patriots Robert Kraft, avevano minacciato di non ospitare i concerti dopo la presa di posizione del rapper a favore della Palestina. Nei giorni successivi, per solidarietà con lui, hanno lasciato la tournée anche gli altri artisti di apertura, Finneas, Lukas Graham e Aaron Rowe, insieme ai Beoga, la band che accompagnava Sheeran dal vivo.
«Di solito non apro così i miei concerti, ma stasera, prima di suonare, spero vada bene se dico due parole su questa settimana», ha esordito. Alle critiche sulla sua musica è abituato, ha spiegato, ma stavolta si trattava di qualcosa di più importante, che lo ha costretto a scelte difficili. «Ho preso decisioni complicate, sto facendo degli errori e mi dispiace tantissimo». Non ha mai voluto essere un musicista attivista, ha aggiunto, e si è ritrovato in mezzo a una discussione sulla libertà di parola e sul tema politico più complicato del pianeta.
«Ho sempre cercato di non fare il commentatore politico, perché voglio che la mia musica e i miei concerti parlino di unità e non di divisione. Ma questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere quello che provo», ha continuato Sheeran. Ha definito «orribile» quanto successo al festival Nova in Israele il 7 ottobre, ricordando i secoli di sofferenza del popolo ebraico, e su Gaza è stato netto. «Quel che sta succedendo è catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato. Ho il cuore spezzato per la devastazione e per le vite di civili e bambini che sono state perse».
Si è detto molto preoccupato dall’idea che siano le venue a dover approvare in anticipo i contenuti di uno spettacolo. «Succede in tanti posti in cui suono nel mondo, ma non dovrebbe accadere nel mondo libero». Ha poi ricordato di essersi già mosso sul fronte degli aiuti, con una donazione di due milioni di dollari a cui se ne aggiungono altrettanti messi da Kraft, per il sostegno umanitario alla regione.
🎥| Ed introducing his new band tonight to the crowd in Philadelphia and telling them how they only had 3 days to rehearse pic.twitter.com/G12uSCE6Bv
— Ed Sheeran Access (@AccessEdSheeran) September 20, 2026
Un altro passaggio della serata riguarda la tensione di questi giorni. Sheeran ha ammesso di aver cambiato l’impianto dello show per paura. «Sarò sincero, non sapevo come sarebbe stato il pubblico stasera, non sapevo se mi avrebbero tirato qualcosa. Ho tolto il palco secondario perché avevo paura di quello che poteva succedere stando in mezzo alla gente, lo ammetto». Il palco B, di solito piazzato al centro della folla, ieri sera non c’era.
Restava da risolvere la questione della band. Rimasto senza musicisti dopo l’addio dei Beoga, Sheeran ha chiamato la sua storica collaboratrice Alicia Enstrom, che in poco tempo ha radunato un gruppo disposto a salire sul palco con lui. «Hanno avuto tre giorni per imparare queste canzoni. Tre giorni», ha raccontato. E li ha ringraziati davanti a tutti, perché hanno detto sì «sapendo che il mondo pensava che io fossi un certo tipo di persona, e sapendo che il mondo avrebbe potuto odiare anche loro per essere saliti quassù con me».
Ha chiuso parlando di cosa sono per lui i concerti, uno spazio in cui anche chi la pensa in modo opposto può stare fianco a fianco e ritrovarsi almeno nel cantare le stesse canzoni, «che parlano di amore, speranza e unità».















