Nuova edizione, nuovi boicottaggi. È l’Irlanda il primo Paese a sfilarsi dal prossimo Eurovision Song Contest, previsto nel 2027 in Bulgaria. La notizia arriva attraverso un comunicato della tv nazionale, la RTÉ.
È il secondo anno consecutivo che l’Irlanda, nazione con più vittorie nel contest insieme alla Svezia, boicotta Eurovision. Nella scorsa edizione, a Vienna, a farle compagnia furono Spagna, Olanda, Islanda e Slovenia. Nel comunicato della RTÉ si parla, come per la passata edizione, della preoccupazione del broadcaster riguardo alla partecipazione di Israele alla luce del conflitto in Palestina.
Stando a quanto si legge dal comunicato, gli organizzatori di Eurovision sono in procinto di vagliare alcuni cambiamenti chiave nel regolamento. Dopo che Israele, grazie al pubblico votante, è riuscita a posizionarsi per due anni di fila al secondo posto, i cambiamenti pensati includerebbero il ritorno delle giurie nelle semifinali e un tetto per il voto da casa, che passerebbe da un massimo di 20 a un massimo di 10 voti per singolo votante. Verranno anche posti dei limiti sull’influenza e sulla promozione del voto da parte di enti terzi, come fu per Israele con Netanyahu. Nonostante i cambiamenti proposti, l’Irlanda ha confermato la sua assenza citando le morti e la crisi umanitaria a Gaza.
Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, si è detto dispiaciuto, parlando di «pieno rispetto per la loro decisione». «Tutte le emittenti decidono ogni anno se partecipare al Concorso dell’anno successivo. Continueremo a dialogare con la RTÉ e speriamo di poterla accogliere nuovamente al Concorso in futuro».
C’è da aspettarsi che l’Irlanda non sarà la solo nazione a boicottare l’edizione 2027. Anche l’emittente olandese AVROTROS, infatti, ha dichiarato che non parteciperà all’Eurovision 2027; la responsabilità di un’eventuale partecipazione olandese torna ora alla NPO, l’organizzazione ombrello che sovrintende al servizio pubblico radiotelevisivo nei Paesi Bassi.










