“Crescere significa mandare di nuovo tutto a puttane”: bentornata, Beabadoobee | Rolling Stone Italia
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“Crescere significa mandare di nuovo tutto a puttane”: bentornata, Beabadoobee

In ‘Pylon’ l’ex promessa del bedroom pop canta la fine dei suoi vent’anni e schitarra come se fossimo in un centro commerciale californiano negli anni ’90. Contribuiscono tra gli altri Hayley Williams e Brendan Yates dei Turnstile

“Crescere significa mandare di nuovo tutto a puttane”: bentornata, Beabadoobee

Beabadoobee

Foto: Erika Kamano

Pylon è il quarto album di Beatrice Laus, in arte Beabadoobee, un tempo giovane promessa del bedroom pop adolescenziale, oggi rockstar a tutti gli effetti che mostra qui un nuovo sound chitarristico e un’aggressività perfetta per l’umore di canzoni incazzatelle. Ora che ha 26 anni fa i conti con le macerie emotive dei suoi vent’anni, come avviene ad esempio in Write Me a Letter: “Tu sei più grande e io sono bipolare”.

La Beabadoobee di Pylon sembra la versione adulta dell’outsider dei primi dischi, quella indie di Space Cadet. Quand’è esplosa grazie a Coffee aveva appena 17 anni. Col tempo ha dimostrato di non essere una meteora con gioiellini come She Plays Bass e la lettera d’amore ai Pavement I Wish I Was Stephen Malkmus. Ora è un’artista che cresce facendo rumore. Non aveva mai tirato fuori suoni di chitarra come quelli di Pylon. Il singolo Sun Has Set detta il tono: “Quando dico che non saremo mai amici intendo che non faremo mai finta, fanculo, ormai non puoi più tornare da me”.

Il precedente This Is How Tomorrow Moves del 2024 era un disco più rilassato e per certi versi stravagante, un tentativo di sembrare più matura anche grazie alla produzione di Rick Rubin. L’impressione però era che si fosse data una calmata troppo presto. Per fortuna su Pylon Beabadoobee torna a essere più cattivella. Si sente che ha ascoltato le band indie chitarristiche degli anni ’90, dai Sonic Youth agli Helium fino ai Dinosaur Jr. e i loro feedback. Anche la scrittura è più affilata che mai in canzoni da cui emerge una forte tensione emotiva come Write Me a Letter, Radio e Switchblade, quella in cui canta che “crescere significa solo mandare di nuovo tutto a puttane”.

Beabadoobee - Sun Has Set (Official Music Video)

Ha sempre avuto un debole per il rock anni ’90, l’epoca in cui alla radio dominavano chitarroni e cantanti donne sfacciate, una combinazione perfetta per lei. In Pylon porta questa ossessione a un altro livello, mescolando il fragore del grunge con melodie pop, la malinconia del Midwest emo col punk-rock da centro commerciale, aggiungendo un tocco di Lilith Fair in ballad come Satellite (la prima canzone che ha imparato a suonare con la chitarra è stata Kiss Me dei Sixpence None the Richer, il che, a pensarci, ha senso).

Laus può contare sul contributo di illustri ammiratori tra cui Hayley Williams, perfettamente a suo agio nel cantare l’addio senza rimpianti di Nothing to Prove. La cantante dei Paramore la aiuta a stuzzicare l’ex (“Tu lo vuoi, io ce l’ho, me ne vanto, tu ne hai bisogno”) con un coretto che fa “nyah-nyah”. Powerlines è un duetto con Brendan Yates dei Turnstile su un rapporto a distanza, con lei che canta: “Sto dicendo cose senza senso e sono le 4 di mattina, sei anche tu sveglio?”. Ci sono anche Chino Moreno dei Deftones, Evan Stephens Hall dei Pinegrove, Shane Moran dei Title Fight e Andrew Fisher dei Basement, oltre ai suoi mentori di lunga data Matty Healy e George Daniel dei 1975.

Beabadoobee passa da uno stato d’animo al suo opposto: amore, odio, insicurezza, solitudine on the road, altro odio, il tutto avvolto nel fruscio elettrico e nei feedback delle chitarre. È una che, dopo che l’hai ferita un’altra volta, non si prende nemmeno la briga di mandarti a quel paese e in Radio trasforma il dolore in musica, così “ascolterai questa canzone alla radio”. All’estremo opposto c’è It’s Alright, la sua canzone d’amore più sincera. “Prendi il volante”, canta sopra una chitarra alla J. Mascis, “portami dove non sono mai stata, baciami come baceresti una con cui non sei mai stato”.

Beabadoobee non trova alcuna soluzione ai suoi problemi, ma farlo non sarebbe granché da anni ’90, vero? Anche quando confessa di essere confusa, però, non si mostra mai insicura ed è proprio questo a dare all’album un tocco rock. Ha tutto il tempo per trovare le risposte. Per ora le basta scaricare dubbi e paure sulle chitarre. E a giudicare da Pylon, è l’inizio di qualcosa di promettente.

Da Rolling Stone US.