Mentre accompagnava la figlia a scuola, prima di partire per un tour coi Gaslight Anthem, Brian Fallon pensava a quale cover avrebbe potuto fare col gruppo. Lo ha capito quando la figlia ha messo su un pezzo. «Le ho chiesto che cosa fosse. Era Ocean Eyes di Billie Eilish», racconta Fallon nel backstage del Basement East di East Nashville. L’ha trovata irresistibile e stranamente simile a certe cose anni ’80. «L’ho ascoltata per tutto il viaggio di ritorno. Dentro ci sentivo un po’ degli Skid Row». Quando lui e Butch Walker si sono ritrovati a registrare un EP acustico dei Gaslight da pubblicare prima del tour, Fallon ha deciso di interpretare proprio quel pezzo di Eilish. «Solo ora mi rendo conto che Ocean Eyes potrebbe essere stato il seme da cui è germogliato questo album».
Il disco in questione è Not Bad for New Jersey, il nuovo lavoro solista di Fallon nato dalla passione comune, sua e di Walker, per il vecchio rock dal suono brillante e levigato, quello che va da Tom Petty al Bryan Adams di Reckless. «Erano canzoni con un sacco di carattere, come quelle dei primi tempi di Melissa Etheridge o Missing You di John Waite». Quando ha guardato i crediti si è reso conto che molte di quelle canzoni erano state scritte da vari autori. Ha quindi deciso di non mettersi al lavorare sui pezzi da solo come in passato e ha coinvolto amici come Donovan Woods (a Toronto), Brandon Flowers dei Killers (in Utah), Lori McKenna e Nick Long. «Ora lascio che anche gli altri partecipino al processo creativo. Prima ero rigidissimo su questo punto, pensavo che le canzoni sarebbero state meno importanti se non le avessi scritte tutte io».
I due hanno registrato l’album nell’arco di tre settimane a Nashville, a dicembre. A differenza del precedente Local Honey del 2020, che era introspettivo e musicalmente scarno (oggi dice che era nella sua «fase da papà»), Not Bad for New Jersey è decisamente più rock come dimostrano la title track che richiama il mondo dei Gaslight, Nobody Likes You in NYC o The Big Sleep, con Woods ai cori. Better Before, invece, è puro Bryan Adams anni ’80. Delle 12 canzoni incise con Walker e il batterista Eric Slick, 10 sono finite sul disco. Secondo Fallon, il 90% di quello che si sente è stato registrato dal vivo. «Questo dà la misura di quanto siano bravi Eric e Butch». Il sentimento è reciproco, dice Slick. «Le sue canzoni raccontano bene com’è la sua vita e penso che dentro ci sia un legame profondo col New Jersey. È logico che Bruce Springsteen e Brandon Flowers apprezzino i suoi dischi: ha una comprensione innata della classe lavoratrice e scrive testi che la raccontano bene».
Tra gli ospiti, oltre a McKenna e Flowers, che ha da poco pubblicato a sua volta un album solista («Veniamo da esperienze piuttosto simili ed è uno dei migliori autori che abbia ascoltato in vita mia», dice Fallon), ci sono Marc Ribot e Phil Collen dei Def Leppard. Fallon è da sempre fan della band e Collen, dice, «è uno che non ha perso un briciolo della gioia che prova nel fare musica».
In quanto al futuro, Fallon ha davanti a sé un fitto calendario di concerti, con date negli Stati Uniti e in Europa (ma non in Italia, ndr) che lo terranno impegnato fino alla fine dell’anno. Conta di tornare a lavorare con i Gaslight Anthem nel 2027 e ha già iniziato a mettere insieme idee per nuove canzoni della band. Dopo l’esperienza di Not Bad for New Jersey, non esclude di coinvolgere un autore esterno anche coi Gaslight.
«Mi chiedo che cosa accadrebbe se scrivessi insieme ai miei amici punk o a qualcuno che viene da quel mondo. A questo punto della mia carriera conosco abbastanza persone che conoscono qualcuno che conosce qualcun altro e quindi posso arrivare a un sacco di gente. Curioso di capire cosa verrebbe fuori».















