È uscita la prima canzone postuma di Dolly Parton | Rolling Stone Italia
“On my way again”

È uscita la prima canzone postuma di Dolly Parton

È la cover di ‘Bound to Ride’. È la storia di un ferroviere ed è inclusa in un tributo agli Stanley Brothers, duo bluegrass attivo a partire dal secondo dopoguerra. Un ritorno alle radici

È uscita la prima canzone postuma di Dolly Parton

Dolly Parton a Dollywood

Foto: Ron Davis/Getty Images

È uscita la prima canzone postuma di Dolly Parton. Non è una registrazione rimaneggiata dopo la morte, ma una cover che ha inciso suppergiù quattro anni fa per Where the Soul Never Dies: Celebrating 80 Years of the Stanley Brothers. È un disco tributo al duo bluegrass formato dai fratelli Carter e Ralph Stanley e attivo a partire dal secondo dopoguerra. Accompagnati dai musicisti dei Clinch Mountain Boys e ispirato da Bill Monroe, gli Stanley mescolavano musica delle montagne e inni sacri.

Il pezzo interpretato da Parton si intitola Bound to Ride. Per via del Covid, la cantante ha inciso la sua parte vocale da sola nel suo studio sulla base suonata dalle First Ladies of Bluegrass, vale a dire Alison Brown, Becky Biller, Sierra Hull, Missy Raines e Molly Tuttle (nel pezzo si sente Parton chiamare per nome un paio di loro). L’interpretazione non suona solo come un tributo ai fratelli Stanley, ma anche alla musica delle radici con cui si è formata in gioventù.

Bound to Ride, nota anche come I’m Bound to Ride, è la storia di un railroad man che pensa con nostalgia alla sua fidanzata e canta “se dovessi morire da ferroviere (railroad man nell’originale, railroad girl nella versione di Parton, ndr), seppellitemi sotto le traversine, così potrò vedere sfrecciare la vecchia numero 9”.

L’album tributo Where the Soul Never Dies è prodotto da Alison Brown e Garry West, musicisti (rispettivamente banjo e basso) nonché marito e moglie e gestori dell’etichetta Compass. È stato ideato da J. Tayloe Emery e da Ralph Stanley II, il figlio di Ralph Stanley che appare in un pezzo. Il disco contiene reinterpretazioni tra gli altri di Willie Nelson & Sierra Ferrell (I’ll Fly Away), Jamey Johnson & Shawn Camp (Rank Strangers to Me), la Nitty Gritty Dirt Band (Think of What You’ve Done), Rhiannon Giddens & Dirk Powell (Little Birdie). C’è anche Steve Martin.

L’obiettivo del disco è far capire l’influenza esercitata dagli Stanley Brothers sulla musica tradizionale americana e che «viene data per scontata», dice Garry West. «Alcuni di questi pezzi sono veri e propri classici e scommetterei che molti musicisti che li suonano non sanno nemmeno che hanno origine dai brani degli Stanley Brothers, o almeno dalle loro registrazioni».

L’album uscirà il 16 ottobre. Il 28 ci sarà un concerto legato al tributo al CMA Theater di Nashville.