È iniziata l’era della musica prodotta dall’intelligenza artificiale in collaborazione con le major | Rolling Stone Italia
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È iniziata l’era della musica prodotta dall’intelligenza artificiale in collaborazione con le major

Da fuorilegge a partner, dal banco degli imputati alle scrivanie dirigenziali. Suno ha lanciato un nuovo modello addestrato con registrazioni concesse da Warner Music Group. È il primo accordo del genere: è questo il futuro?

È iniziata l’era della musica prodotta dall’intelligenza artificiale in collaborazione con le major

Suno ha stretto un accordo con Warner: potrà usare la sua musica legalmente

Foto: Omer Taha Cetin/Anadolu/Getty Images

Nel 2024 Suno, il principale generatore di musica basato sull’intelligenza artificiale, è stato citato in giudizio dalle major per violazione del diritto d’autore. Ora, due anni dopo, ha lanciato un nuovo modello addestrato con registrazioni concesse in licenza da Warner Music Group, la prima major a raggiungere un accordo con la società. La versione v6 è stata «addestrata partendo da zero con dati concessi in licenza e forniti dai nostri partner», spiega a Rolling Stone Jack Brody, chief product officer di Suno. «È il primo modello sviluppato direttamente in collaborazione con l’industria».

In un post pubblicato in occasione del lancio Mikey Shulman, ceo di Suno, ha parlato dell’«inizio di una nuova era per la musica». Sarebbe inoltre la dimostrazione del fatto che «l’intelligenza artificiale e l’industria musicale possano rafforzarsi a vicenda e creare esperienze nuove per gli artisti, i fan e la comunità musicale». La società non ha rivelato il numero di canzoni fornite dalla Warner, né se agli artisti sia stata concessa la facoltà di scegliere se prendere parte al processo. Un portavoce di WMG non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento. «Non siamo stati coinvolti nella decisione su quale musica ci avrebbero dato», dice Brody.

La prossima fase della collaborazione con WMG permetterà agli utenti di Suno di lavorare su canzoni già esistenti remixandole e reinventandole (anche Spotify sta sviluppando un progetto simile). In questo caso, aggiunge Brody, si tratterà di canzoni di artisti che hanno scelto volontariamente di partecipare. Secondo il cpo non bisogna pensare alla collaborazione con Warner come «frutto del desiderio di ottenere una licenza per l’utilizzo dei dati nei nostri modelli. La partnership ha a che fare anzitutto con la costruzione di nuovi prodotti».

Il nuovo modello, che secondo Suno è più veloce, capace e creativo, nonché dotato di una modalità “wild” dal comportamento imprevedibile, è il risultato di un accordo raggiunto a novembre, quando Warner Music Group ha ritirato la causa per violazione del copyright contro Suno in cambio di una partnership per la concessione di licenze, i cui termini economici non sono stati resi noti. Universal Music Group e Sony Music stanno ancora portando avanti le loro cause contro Suno e hanno tentato di costringere la società a rendere pubblici i dettagli del contratto con WMG. Brody dice che al momento «non c’è alcunché da comunicare» quando gli si chiede di eventuali trattative per un accordo con le altre major, anche se definisce l’annuncio di oggi «l’inizio di un lungo percorso e di una lunga collaborazione, e speriamo di molte partnership future».

In tribunale la società ha ammesso che i modelli precedenti sono stati addestrati con qualsiasi musica fosse disponibile sul web, difendendo il metodo come un caso di fair use, che negli Stati Uniti inica l’uso legale di materiale coperto da diritto d’autore per alcuni scopi, ad esempio didattici o legati all’informazione. Ora quei modelli saranno disattivati, anche se gli utenti continueranno ad avere accesso alle canzoni che hanno già creato e potranno utilizzare il nuovo modello per rielaborarle.

Presto Suno addestrerà il modello con altri brani autorizzati. BMG, che non ha fatto causa a Suno, ha siglato ad agosto un accordo di licenza che riguarda sia il catalogo di registrazioni, sia quello editoriale. Believe, proprietaria della piattaforma di distribuzione TuneCore, ha stretto una partnership con Suno alcuni mesi dopo aver iniziato a bloccare la distribuzione delle canzoni create con Suno sui servizi di streaming. Secondo un comunicato stampa, l’accordo apre la porta alla partecipazione degli artisti e delle etichette indipendenti di TuneCore che aderiranno all’iniziativa.

A inizio settembre Suno ha introdotto un watermark audio che permette di identificare le sue canzoni anche al di fuori della piattaforma. Ha anche fissato un limite mensile al numero di download, con l’obiettivo di non fare inondare i servizi di streaming con brani generati dall’AI. A giugno la società ha raccolto 400 milioni di dollari con una valutazione di 5,4 miliardi di dollari, più del doppio rispetto alla valutazione risalente al precedente round di finanziamento, quando secondo la società 100 milioni di persone avevano già creato musica usando la piattaforma.

Secondo Brody il modello v6 dimostra la fondatezza di una tesi cara alla società: l’intelligenza artificiale non danneggia il mercato della musica, ma può farlo crescere. «Le persone che non hanno mai fatto musica iniziano a pagare per Suno, ma non smettono di spendere per Spotify. Semplicemente, ora pagano per due servizi musicali invece di uno. Iniziamo a vedere concretizzarsi un nostro obiettivo: far diventare più grande la torta, in modo che tutti possano beneficiarne».

Da Rolling Stone US.