Gino Paoli e Ornella Vanoni, uscirà il 23 settembre il duetto mancato ‘Quando ti rivedrò’ | Rolling Stone Italia
L’ultimo inedito

Gino Paoli e Ornella Vanoni, uscirà il 23 settembre il duetto mancato ‘Quando ti rivedrò’

È la storia di due persone che si rincontrano. Vanoni è morta tre giorni prima di incidere la voce ed è ora cantata dal solo Paoli. Visto che «nessuno poteva prendere il suo posto», ha fatto aggiungere la tromba di Paolo Fresu

Gino Paoli e Ornella Vanoni, uscirà il 23 settembre il duetto mancato ‘Quando ti rivedrò’

Gino Paoli e Ornella Vanoni

Foto: Nicolò Paoli

Il 22 settembre Ornella Vanoni avrebbe compiuto 92 anni, Gino Paoli ne avrebbe fatti altrettanti il giorno dopo. Nella notte tra il 22 e il 23 uscirà un inedito con testo di Paoli e musica di Adriano Pennino, che lo ha anche prodotto. Si intitola Quando ti rivedrò ed è la storia di due persone che si rincontrano dopo un periodo di lontananza. Il cantautore avrebbe voluto trasformarla in un duetto con Vanoni, che però è morta tre giorni prima prima di incidere la sua parte. Paoli ha allora deciso di inserire la tromba dell’amico e collaboratore della cantante Paolo Fresu. La canzone sarà inclusa nella riedizione della raccolta del 2019 Appunti di un lungo viaggio che l’etichetta Sugar pubblicherà due giorni dopo, il 25 settembre.

«Come nasce una canzone?», si chiede Paoli in un testo incluso nell’antologia a commento di Quando ti rivedrò. «Credo che la domanda che mi è stata rivolta più spesso in quasi 70 anni di carriera sia questa. Così come credo di non aver dato mai la stessa risposta, perché la verità è che una regola non esiste. Almeno per me. Però di una cosa ero certo sin dal principio: volevo che a cantarla con me fosse Ornella. Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla: l’aspettavo a casa mia, a Nervi, di lunedì e invece… Tipico suo, in fondo».

«Nessuno poteva prendere il suo posto. Però riempire quel vuoto con la tromba di Paolo Fresu, che oltre a essere uno straordinario musicista era un grande amico di Ornella, mi è sembrata la soluzione migliore. Secondo me, per una volta, non avrebbe brontolato nemmeno lei».

L’artwork del singolo, vedi qui sotto, è tratto da un’opera di Gino Paoli. La stampa integrale è inserita all’interno della versione fisica della ristampa di Appunti di un lungo viaggio che ora include anche i testi di tutte le canzoni.

La musica è di Adriano Pennino, che racconta come è nata la canzone: «Come diceva Gino, le canzoni sono degli attaccapanni: ognuno ci appende il proprio cappello. Questo brano potrebbe essere stato scritto per un padre e un figlio, per due amici, per due amanti: è la storia di due persone che si rincontrano dopo un periodo di lontananza. Ho vissuto 25 anni in tour con Gino: ricordo ancora le notti trascorse in viaggio parlando dell’intenzione e del carattere che chi scrive un brano o lo interpreta deve dare ad una canzone affinché questa riesca a toccare l’anima di chi la ascolta. Durante una di queste notti gli feci ascoltare una musica che avevo composto. Mi disse che avrebbe iniziato a lavorare a un testo… e per me che lo conoscevo bene significava che aveva già qualcosa in mente».

«Un pomeriggio di pioggia», continua Pennino, «si trovava a Roma per un concerto e passò a casa mia. Ancora con il cappotto addosso e l’immancabile sigaretta accesa mi disse: “Sai, ho lavorato a quel testo; registriamola, così ti faccio sentire come va metricata sulla melodia”; preso un microfono che avevo nello studio, iniziò a cantare il brano e, come ogni volta che Gino Paoli cantava, l’atmosfera diventò magica. Ancora una volta mi mostrò la sua grandezza come artista: a fare la differenza era stata l’intenzione. Il pezzo è stato cantato una sola volta e consegnato al tempo. Così è nata Quando ti rivedrò, tra un concerto e l’altro… “tra un bicchier di vino ed un caffè”, per citare il poeta».

«Come nasce una canzone?», si chiede anche Paolo Fresu. «Nasce dalla vita che questa racconta. Dagli incontri e dalle passioni. Dalla ilarità, dalla tristezza e dai vuoti che riempiono le vite. Così è stato con Ornella che ha fatto suo tutto questo con lucidità e visione. Dovevo necessariamente suonare L’appuntamento al suo funerale. Me lo aveva chiesto e glielo avevo promesso. Avevo paura di non poterci essere ma, anche in quello, Ornella si è mostrata essere una regista perfetta».

«Gino la attende per registrare la sua voce su Quando ti rivedrò, ma lei decide di andarsene tre giorni prima. Caterina Caselli mi chiama una settimana dopo e mi chiede di andare in studio per mettere la mia tromba sul brano. La voce di Gino è profonda ed emozionata. Il testo è magnifico e il brano scritto da Adriano Pennino è la quintessenza di ciò che Ornella è stata e di ciò che Gino vorrà essere. Il 10 dicembre in Fonoprint a Bologna la mia tromba diviene la voce di Ornella e tutto si ricompone. Anche Gino decide di andarsene senza avvisare nessuno. Tipico loro, in fondo.  Del resto lo ha scritto lui su Ornella. Come dargli torto…».