Il reality delle Katseye non è mai terminato. E forse il problema è proprio questo | Rolling Stone Italia
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Il reality delle Katseye non è mai terminato. E forse il problema è proprio questo

Nel momento in cui ha raggiunto l’apice del successo, la girlband che doveva essere l’esperimento perfetto perde i pezzi. E sorge una domanda: è possibile mischiare il metodo k-pop con l’individualità del pop occidentale?

Il reality delle Katseye non è mai terminato. E forse il problema è proprio questo

Le Katseye al 2026 Governors Ball Music Festival

Foto: Siegfried Anthony/Billboard via Getty Images

Non attaccatele sul fatto che siano state create a tavolino perché nel pop potremmo farvi duecento esempi del genere. E neanche sul fatto che qualcuno abbia lasciato il gruppo, perché anche qui sarebbe tutto nella norma, soprattutto se si parla di gruppi di sole ragazze. La storia delle Katseye rimane comunque peculiare, perché possiamo serenamente dire che ci sia una concentrazione di drama piuttosto alta, soprattutto considerando da quanto poco sono in attività.

Riassunto delle puntate precedenti: il gruppo di sei ragazze è stato formato da un reality sulla scia dei vecchi Popstar e modellato in un’operazione mista tra Corea del Sud e Stati Uniti (HYBE, il colosso sudcoreano dell’intrattenimento dietro gruppi come i BTS, e Geffen Records). L’obiettivo era uno: diventare il primo gruppo dalle sonorità k-pop che comprendesse ragazze da tutto il mondo. La sintesi perfetta, un po’ best of both worlds, come direbbe Miley.

KATSEYE (캣츠아이) "Gnarly" Official MV

Ce l’hanno fatta. Canzoni tipo Gnarly e Pinky Up, che avrete sentito un po’ ovunque, hanno accumulato milioni di stream. Brani martellanti e coreografie millimetriche: il loro ultimo EP, Wild, uscito ad agosto, ha debuttato alla numero uno della classifica americana. Ma se si parla di Katseye non si può non parlare anche della loro storia, passata e presente. Del percepito e delle conversazioni che si sono create intorno a loro. Del fatto che associato al loro nome ci sia sempre di più la parola mess.

Per farlo bisogna partire dalla differenza fondamentale rispetto alla maggior parte dei gruppi k-pop: le Katseye sono state pensate come un gruppo globale. Diciamolo bene: global pop. Solo una, Yoonchae, è coreana; le altre arrivano da parti diverse del mondo, e proprio le loro differenze dovevano essere il punto di forza, anche comunicativo, del progetto. If you ask me, già qui forse si poteva annusare qualche difficoltà. Ma ci arriviamo.

Formate secondo la disciplina del sistema idol ma pensate per avere l’individualità delle popstar occidentali. E quindi meno tabù, vite private che possono diventare pubbliche, personalità differenti e molto sviluppate all’interno della band. Sembrava funzionare tutto. Ma, ed è un grosso ma, proprio mentre le Katseye stanno toccando il punto più alto della loro carriera, il gruppo sta anche affrontando il momento più difficile. La prima a mollare è stata Manon, che ha annunciato di volersi prendersi una pausa dal gruppo lo scorso febbraio. Da allora non abbiamo più avuto notizie, anzi una sì: ha tolto il nome della band dalla sua bio Instagram.

Un’altra componente, Sophia, ha mollato a inizio agosto, anche qui per una pausa che servirebbe a prendersi cura della sua salute e benessere mentale. Non sappiamo quando e se ritornerà, sappiamo solo – tramite sua madre – che «va a Disneyland ogni giorno, cucina e dipinge». Il brucomela come analista? Assolutamente sì.

Rimaste (temporaneamente?) in quattro su sei in pochi mesi, le Katseye sono già entrate nella storia perché sembra tutto sempre così difficile da portare avanti. E mentre macinano milioni di ascolti sulle piattaforme con brani come Hootie Frutti, il loro futuro sembra essere un po’ incerto. Ma per capire il fenomeno tocca fare ancora qualche precisazione, perché, appunto, le Katseye non sono come le altre girlband.

Tra i fan che intasano X di conversazioni le teorie sono molte: c’è chi pensa che le sei abbiano da subito sostenuto ritmi incredibili, troppo stancanti, tra video, promozioni in giro per il mondo e collaborazioni con i brand. C’è chi accusa il management di averle spremute troppo, chi dà la colpa ai fan tossici e decisamente troppo presenti.

La prima cosa che viene in mente leggendo questa storia è che forse essere un idol non è poi così divertente come sembra. Le storie sull’industria raccontano da anni di pressioni enormi, ritmi massacranti e uno spazio molto ridotto per la vita privata. Le Katseye però sono un caso diverso, proprio per la natura del progetto: hanno parlato della loro vita fuori dal palco, delle problematiche di questo lavoro, hanno promosso detox digitali. E viene da chiedersi se per loro sia più semplice dire basta quando le cose diventano insostenibili. Sentiamo già i cori provenire da lontano: «dev’essere davvero stressante fare due balletti su canzonette ripetitive». Non siamo qui per parlare con voi.

Altra cosa importantissima: le Katseye poi sono nate e cresciute sotto continuo scrutinio dei fan. A partire dal reality a cui hanno partecipato, dove venivano messe l’una contro l’altra e in cui anche il pubblico sceglieva chi andava avanti. Un coinvolgimento della fanbase che parte dalle origini, con le persone che si sono affezionate alle loro storie individuali, votando e contribuendo al processo che avrebbe portato alla formazione che conosciamo. Un ulteriore step che ha portato alcuni fan quasi a percepire di avere un ruolo, una sorta di diritto di prelazione emotiva sul gruppo. Parliamo chiaramente di relazioni parasociali, tema che meriterebbe un tema a parte. Capitava anche nei primi anni 2000 che le mie compagne di classe pensassero di essere amiche o fidanzate di Nick Carter, ma al massimo attaccavano sul diario un ritaglio del Cioè.

Delle Katseye invece il pubblico ha visto tutto. Competizione, fragilità, tensioni, giudizi, rapporti tra le ragazze. E ha riversato tutto online. E se la band è stata creata a tavolino, a quel tavolino si sono seduti tutti. In così tanti che forse le gambe alla fine hanno fatto crack.

Il paradosso è che un gruppo nato anche grazie a un’enorme esposizione debba ora proteggersi proprio da quell’esposizione. Ma come si possono mettere dei limiti a un sistema che ti ha creato? Come si stabiliscono dei confini se è anche il loro abbattimento a renderti chi sei?

KATSEYE (캣츠아이) 'Hootie Frutti' Official MV

A leggere i commenti sotto le loro esibizioni, sono tutti esperti: «dovrebbero ritirarsi», «dovrebbero andare avanti», «quegli outfit non funzionano», «le coreografie sono cheap», eccetera eccetera. È il mondo dei social, ma è come se con loro si fosse arrivati a uno step successivo.

È proprio qui che forse la discussione diventa interessante, perché le Katseye ci mettono davanti a una grande domanda: i due mondi che rappresentano possono coesistere?

Da una parte, alle Katseye viene chiesto tutto quello che viene chiesto a un idol. Presenza, qualità altissima delle performance e un livello di esposizione gigante. Ma dall’altra le sei ragazze sono state scelte anche per le loro personalità e differenze. E l’individualità comprende anche la possibilità di dire no, di cambiare o fermarsi. E a quel punto le due anime non si incastrano più.

Forse allora la domanda non è se le Katseye siano abbastanza forti per reggere il sistema idol, ma quanto di quel sistema abbia senso esportare. Perché se l’obiettivo era prendere il meglio di due mondi, citando di nuovo la nostra, sarebbe curioso ritrovarsi poi con i problemi di entrambi. Non sappiamo ovviamente se sia questo ad aver provocato le pause delle ragazze, e forse sarebbe semplicistico sostenerlo. Ma è una contraddizione difficile da non vedere.

Intanto la macchina continua. Ieri è iniziato il tour a formazione ridotta, e sui social è apparso un nuovo (anche qui sarebbe da aprire una parentesi) spot che le vede protagoniste.

KATSEYE x HERSHEY’S | “PINKY UP” MV

Intanto, a godersi il momento senza pensieri sembra essere rimasta solo Adéla, che aggiunge alla storia un pizzico di karma da reality. Anche lei aveva partecipato a Dream Academy ma era stata eliminata prima di riuscire a entrare nelle Katseye. Forse la sua benedizione: da allora ha iniziato una carriera solista e per molti è lei la next big thing del pop. Qui per vedere il video del suo ultimo singolo:

ADÉLA - Ain't In LA

E se il programma è finito tre anni fa, il reality sembra essere ancora tutto qui e davanti ai nostri occhi. Fino al prossimo drama.