Olivia Rodrigo, ecco com’è andato il primo Daisy Chain Fields | Rolling Stone Italia
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Olivia Rodrigo, ecco com’è andato il primo Daisy Chain Fields

Al festival tutto al femminile si sono incrociate Bikini Kill e Chappell Roan, Doechii e Alanis Morissette. Musica, femminismo e attivismo, con 20 milioni di dollari raccolti per salute e diritti delle donne

Olivia Rodrigo, ecco com’è andato il primo Daisy Chain Fields

Olivia Rodrigo

Foto: Giuseppe Craca

C’erano le Bikini Kill e Chappell Roan, Doechii e Mitski, le Breeders e Santigold. E poi Alanis Morissette, Stevie Nicks, Sarah McLachlan e Karen O. Più che un semplice festival, il primo Daisy Chain Fields è sembrato la dichiarazione d’intenti di Olivia Rodrigo: a 23 anni la popstar sta provando a diventare il punto di raccordo tra generazioni diverse di donne nella musica.

Sabato al Great Park di Irvine, in California, Rodrigo ha messo in pratica un’idea dichiaratamente ispirata al Lilith Fair di Sarah McLachlan. Un festival tutto al femminile, senza sovrapposizioni tra set e con le artiste che hanno rinunciato ai cachet per sostenere organizzazioni dedicate alle donne. Accanto ai palchi c’era Daisy Chain Reaction, uno spazio dove il pubblico poteva incontrare le dieci non profit coinvolte e informarsi su diritti riproduttivi, salute materna, violenza domestica e parità di genere.

 

 
 
 
 
 
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Il risultato musicale ha raccontato bene lo spirito dell’operazione: Rodrigo ha portato sul palco Stevie Nicks per Crystal e ha eseguito per la prima volta dal vivo Serena Joy, la nuova canzone ispirata al personaggio di The Handmaid’s Tale. È il punto in cui il festival e la direzione che Rodrigo sta dando alla propria carriera finiscono per coincidere: il pop come spazio di aggregazione, ma anche come strumento politico.

 

 
 
 
 
 
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E poi ci sono i soldi. Alla vigilia del festival Rodrigo aveva annunciato 10 milioni di dollari destinati alle dieci organizzazioni partner, tra cui Planned Parenthood, National Women’s Law Center e Black Mamas Matter Alliance. Sabato Melinda French Gates è salita a sorpresa sul palco e, attraverso Pivotal, ne ha aggiunti altri 10, portando il totale a 20 milioni. Rodrigo aveva spiegato il senso del nome Daisy Chain con un’immagine semplice: singoli elementi che, uniti, possono diventare «qualcosa di forte e indistruttibile». Dopo la prima edizione, sembra anche una buona definizione del ruolo che sta provando a costruirsi nel pop.

 

 
 
 
 
 
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