Tra lo zombie movie di Romero e la tensione di classe di Snowpiercer di Bong Joon-ho: a 10 anni dall’uscita originale, Train to Busan di Yeon Sang-ho arriva per la prima volta nelle sale italiane dal 2 settembre in versione 4K (grazie a BIM Distribuzione e Tucker Film). E per l’occasione qui sopra trovate una clip in anteprima.
Presentato a Cannes nel 2016, sezione Midnight Screenings, il lungometraggio ha fatto il giro del mondo collezionando premi in oltre cinquanta festival. Un fenomeno globale e una pietra angolare dell’elevated horror, il film che ha anticipato di anni il boom internazionale del cinema coreano poi consacrato da Parasite e Squid Game.
Al centro Seok-woo (Gong Yoo, prima che il mondo intero imparasse il suo nome col gioco del ddakji in Squid Game appunto), manager anaffettivo che accompagna la figlia Su-an dalla madre a Busan. Bastano pochi minuti e una ragazza ferita salita all’ultimo secondo perché il treno si trasformi in una trappola su rotaia: l’epidemia zombie si diffonde vagone dopo vagone, mentre i passeggeri (tra cui Don Lee, colosso del cinema coreano diventato Gilgamesh nell’Eternals della Marvel) devono affrontare non solo gli infetti, ma anche la paura e l’egoismo degli altri.
Yeon Sang-ho prende un espediente vecchio come il cinema (di genere) e lo trasforma in un trattato spietato su capitalismo e sopravvivenza, senza mai togliere il piede dall’acceleratore. Nel 2016 il film incassò 98,5 milioni di dollari nel mondo, diventando il maggior incasso dell’anno al box office sudcoreano: numeri che gli valsero un prequel animato (Seoul Station) e un sequel, Peninsula, uscito nel 2020. A dieci anni di distanza, resta uno degli horror più influenti del decennio. Dal 2 settembre è anche nelle sale italiane.









