Lilly Wachowski: «Nessuno vuole finanziare un film con cast trans» | Rolling Stone Italia
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Lilly Wachowski: «Nessuno studio vuole finanziare il mio film con un cast interamente trans»

La regista ha raccontato di avere un nuovo progetto per il cinema già scritto, 'The Hunted', ma di aver incontrato incredibile resistenze da parte dell'industria a causa del clima "anti-trans" negli Stati Uniti

Un autoscatto di Lilly Wachowski

Un autoscatto di Lilly Wachowski

Ospite del podcast The Business lo scorso venerdì 7 agosto, la regista Lilly Wachowski ha raccontato le difficoltà che sta incontrando nel trovare finanziamenti per il suo nuovo progetto, The Hunted: secondo Wachowski, il clima anti-trans negli Stati Uniti sta rendendo impossibile portare in produzione un film con un cast interamente composto da attori transgender.

«Alla gente piace, ma non lo vogliono davvero realizzare perché ha un cast interamente trans», ha detto, come riportato da Variety. «Devo essere creativa e trovare modi diversi per portarlo davanti al pubblico».

Per Wachowski, però, la sceneggiatura resta un progetto a cui non intende rinunciare, nato da un’urgenza personale più che da un calcolo produttivo. «Questa è una sceneggiatura che per me era estremamente importante scrivere», ha spiegato. «È stata una risposta a quello che sta succedendo nel mondo per le persone trans, e mi ha dato un contenitore enormemente catartico in cui riversare tutta la mia rabbia, la mia ira e la mia frustrazione».

In attesa di un finanziamento, la regista ha scelto una strada alternativa per far conoscere il progetto al pubblico: lo scorso weekend (7-8 agosto) ha organizzato una lettura dal vivo del copione al Dynasty Typewriter Theatre di Los Angeles. «Uscirò e mi prenderò quella gioia trans insieme a tutti i miei amici», ha detto a proposito dell’iniziativa. «Non è la cosa che avevo immaginato sarebbe stata, ma il risultato finale è lo stesso».

Wachowski è conosciuta soprattutto per la trilogia di Matrix, diretta insieme alla sorella Lana, oltre che per Speed Racer, Cloud Atlas e la serie tv Sense8. Come noto, entrambe le sorelle sono donne transgender — Lana ha fatto la propria transizione negli anni 2000, Lilly nel 2016 — e la stessa Lilly ha definito retrospettivamente Matrix una «metafora trans», leggendo nei temi di identità e trasformazione del film un riflesso del percorso personale di entrambe.

Non è la prima volta che le due registe legano il proprio lavoro alla causa trans: nel 2022 avevano messo all’asta cimeli del franchise di Matrix per raccogliere fondi a favore di organizzazioni benefiche per giovani transgender. Lo scorso anno, invece, Lilly Wachowski era tornata sul film per commentare le letture «folli, mutanti» che alcuni gruppi di destra ne avevano dato, dicendosi in fondo non infastidita da queste interpretazioni volutamente distorte.