Matteo Salvini è stato contestato ieri, 9 agosto, all’Agnata, la tenuta sarda di Fabrizio De André, durante il tradizionale omaggio al cantautore nell’ambito di Time in Jazz. Il vicepremier e leader della Lega era seduto in prima fila, accanto a Dori Ghezzi, mentre sul palco si esibiva Diodato.
Ma a pochi minuti dall’inizio del concerto, una ragazza si è alzata rivolgendosi all’artista: «Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui». Dal pubblico sono arrivati sia fischi sia applausi. A intervenire è stata allora Dori Ghezzi: «Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire».
Visualizza questo post su Instagram
Di tutt’altro avviso Alice De André, nipote di Fabrizio, che sui social ha commentato la vicenda in un reel Instagram: «Io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la la la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo». E Alice ha difeso soprattutto la contestatrice: «Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto e scoppia la polemica. Per la ragazza, non per Salvini in prima fila a un concerto di De André». Così si chiede se il nonno sia ormai diventato «una specie di santino nazionale. Quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti. Purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva realmente».
Poi conclude, in disaccordo con Dori Ghezzi: «Una ragazza che contesta un politico a un concerto di De André non è fuori luogo. È forse una delle cose più coerenti che sono successe durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni. Fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi, se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere». Infine l’affondo: «Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava. Quello che contestava. E soprattutto prendetevi il fatto che mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che cazzo ci faceva lì».















