CITTÀ DEL VATICANO MARITTIMA – È atteso per domani mattina, nella splendida cornice della Cappella Dagostina, l’ingresso in Conclave dei porporati chiamati a eleggere il Tormentone dell’Estate 2026.
Come sempre, il Collegio sarà composto da bagnini provenienti dai principali stabilimenti balneari italiani. L’appellativo di “porporati”, precisano gli addetti stampa, non è riferito solo alle vesti indossate dagli elettori ma descrive anche il loro colorito, raggiunto dopo almeno venticinque stagioni consecutive trascorse sotto il sole. La processione inaugurale delle Congregazioni Generali attraverserà il Corridoio delle Sdraio secondo il tradizionale ordine di precedenza: Rimini, Viareggio, Riccione, Ostia, Jesolo, Gallipoli, San Vito Lo Capo, Villasimius.
La corrente adriatica, secondo quanto ci riferiscono le nostre fonti, continua a sostenere una liturgia fondata sulla ripetizione del ritornello e sulla partecipazione collettiva. Il blocco tirrenico privilegia invece candidati capaci di attraversare indenni il mese di agosto senza logorare i fedeli. La componente ionica rimane storicamente più aperta alle contaminazioni mediterranee, mentre il gruppo degli algoritmisti, cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, ritiene che il discernimento del Collegio debba limitarsi a riconoscere ciò che le piattaforme hanno già manifestato. Quest’anno, se Dio vuole, l’eresia dei reggaetonisti sembra sotto controllo.
Quanto ai papabili, nessuno si sbilancia ufficialmente. Le indiscrezioni raccolte fra i porporati lasciano tuttavia intendere una crescita del consenso intorno a Sorry Scusa Lo Siento dei Pinguini Tattici Nucleari, considerato il candidato più solido dell’area di sensibilità radiofonica. Continua a raccogliere sostegni anche Partenope di Merk & Kremont con Serena Brancale e The Kolors, forte soprattutto presso il blocco ionico. Cabana di Irama conserva estimatori nella componente più tradizionalista del Collegio, la cosiddetta nobiltà paonazza; mentre Al mio paese di Serena Brancale viene giudicato dotato di grande profondità spirituale ma forse poco incline alla liturgia quotidiana degli stabilimenti. Fra gli outsider, nelle ultime ore, è tornata a circolare anche La testa gira di Fred De Palma, Anitta ed Emis Killa, il cui nome potrebbe rafforzarsi qualora gli scrutini iniziali non producessero una convergenza.
Il rito del Conclave dei Tormentoni affonda le proprie radici nel secondo dopoguerra. Prima della grande riforma balneare, ogni stabilimento eleggeva infatti il proprio tormentone, provocando frequenti episodi di sovrapposizione liturgica. Non era raro che due lidi confinanti celebrassero contemporaneamente repertori diversi, costringendo i bagnanti a una vita di fatto impossibile. La questione fu risolta dal Concilio di Milano Marittima del 1964, che introdusse il principio dell’universalità estiva (chiarito poi nell’Enciclica De Unitate Tormentoni di Papa Cuore Matto): una sola canzone, un solo ritornello, un solo popolo vacanziero.
Gli studiosi individuano tuttavia il primo vero spartiacque nel conclave del 1985, quello che portò all’elezione di Vamos a la Playa. Ancora oggi la storiografia rimane divisa. Per la scuola romagnola fu il primo tormentone pienamente moderno; secondo la tradizione salentina rappresentò invece il naturale compimento della riforma conciliare iniziata vent’anni prima.
Più doloroso fu lo Scisma della Macarena del 1996. Per quasi due estati il Collegio si spaccò fra tradizionalisti, convinti che il fedele dovesse limitarsi al canto, e riformisti, che attribuivano valore dottrinale anche alla coreografia. La riconciliazione arrivò soltanto con il Sinodo di Fregene del 1998, quando venne stabilito che il gesto poteva concorrere alla determinazione del vincitore senza mai oscurare il primato del ritornello.
L’ultima grande svolta è generalmente fatta coincidere con il pontificato di Despacito. La sua elezione modificò profondamente gli equilibri interni del Collegio dei Bagnini, rafforzando la componente internazionale e, in particolare, sudamericana. Fu inoltre il primo conclave nel quale comparve con chiarezza la questione algoritmica, destinata negli anni successivi a occupare una parte crescente delle Congregazioni Generali.
Secondo fonti vicine al Cerimoniale, anche quest’anno i porporati consegneranno all’ingresso telefoni cellulari, fischietti, salvagenti, smartwatch e qualsiasi dispositivo in grado di mostrare classifiche in tempo reale. La norma fu introdotta dopo il controverso conclave del 2023, quando alcuni elettori furono sospettati di aver orientato il voto consultando gli streaming durante una pausa.
La votazione avverrà come sempre nel più stretto riserbo. Ogni elettore scriverà il titolo del candidato su una fattura inutilizzata, quindi la deporrà nell’urna ricavata dalla cassa automatica di una doccia a gettoni dismessa. Al termine di ogni scrutinio le schede saranno bruciate accanto alla torretta del bagnino. Se la fumata sarà grigia, il Conclave proseguirà. Se sarà bianca, il Principe del Conclave, Edoardo Vianello, si affaccerà dalla rotonda dello stabilimento e pronuncerà la formula che da oltre mezzo secolo inaugura ufficialmente il clou l’estate italiana: “Annuntio vobis calorem magnum: habemus Tormentonem. Vamos ad playam. Aserejé. Tacatà. Waka Waka. Amen”.
Da quel momento il nuovo eletto inizierà un pontificato tanto breve quanto assoluto. Governerà spiagge, autoradio, matrimoni, piazze e feste patronali. Il sacramento del Tormentone sarà impartito mediante casse Bluetooth. Non perché offrano la qualità sonora migliore ma affinché nessuno possa sottrarsi alla Comunione dell’ascolto, nemmeno a dieci, venti ombrelloni di distanza dall’officiante. Verrà amato, canticchiato, fischiettato, imitato, consumato.
Poi, come tutti i suoi predecessori, cederà il passo. Ci saranno le prime contestazioni, inevitabili. Poi la saturazione. Il lento declino di settembre, con le prime playlist nostalgiche, gli ascolti occasionali. Infine il silenzio. Fino al giorno in cui, molti anni dopo, qualcuno farà partire quella canzone per sbaglio, per un throwback involontario. Per tre minuti non ascolterà un tormentone. Ascolterà l’estate in cui aveva vent’anni.
È questo il vero miracolo che il Collegio dei Porporati continua ostinatamente a cercare a ogni conclave. Non eleggere la musica di un’estate, ma quella che riuscirà a farla risorgere.















