Prosegue fino al 26 luglio la programmazione estiva di Centrale Fies, il centro di ricerca sulle pratiche performative contemporanee a Dro, in Trentino, che dal 16 luglio apre al pubblico per dieci giorni gli esiti dei progetti sviluppati durante l’anno: mostre, performance, lecture, dispositivi di ricerca e attivazioni diffuse, in larga parte nati dal programma di residenze di Passo Nord, Centro Regionale di Residenza Artistica Trentino Alto Adige – Südtirol.
Negli appuntamenti precedenti ci sono stati l’inaugurazione della personale di Monia Ben Hamouda, curata da Simone Frangi e Barbara Boninsegna, e MoonJar di Kat Válastur e Aho Ssan, con il live set del compositore a chiudere la serata. Dal 17 al 19 luglio il Live Works Summit ha presentato gli esiti degli otto artisti selezionati nel 2025 tramite call internazionale, tra cui The Third Bodies di Pina Danila Gambettola, Druzhba sent from my iPhone di Kristina Kusmina Dreit, Picking on the Waves di Juan Yung-Han, Born to Lose di Publik Universal Frxnd, Remains di Tim Bartel e Strike di Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk. Nello stesso weekend Re-Veil di Luc Ndikubwimana ha segnato la quinta edizione della Agitu Ideo Gudeta Fellowship, borsa di ricerca dedicata ad artiste e artisti razzializzati con cittadinanza italiana, realizzata con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Grassi. Tra i guest, Tiziano Cruz con Wayqeycuna, Katerina Andreou e Mélissa Guex con SHOUT TWICE e Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), mentre le free school hanno ospitato Angeliki Tzortzakaki, Hannah Proctor e Costanza Spina.
Restano cinque giornate. Il 22 luglio è dedicato a The Sparks Return, progetto di Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato curato da Stefania Santoni, Pierangelo Giacomuzzi e P. Parenti, vincitore del bando Laboratorio di Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura: una rete di giovani attivisti culturali delle vallate trentine sperimenta forme di curatela condivisa tra assemblee, tavoli di lavoro, talk e una cena collettiva, con Bagnomaria, Chiara Tagliaferri e Gianluca D’Incà Levis.
Dal 23 al 26 luglio arriva Love is Political, che dopo Enduring Love, Evolving Love e Radical Love mette al centro la dimensione politica delle relazioni. Curato da Barbara Boninsegna con Liminal, Industria Indipendente e Michele Bertolino, Rifugio Amore e Sofia Baldi Pighi, riunisce fra gli altri Anagoor, Annamaria Ajmone, Chiara Bersani con Lemmo, Dewey Dell, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Motus, Mali Weil, Laura Tripaldi, Violetta Cottini, Wissal Houbabi e Open Group. Il gruppo di ricerca Liminal dell’Università di Bologna, guidato da Lorenzo Pezzani, presenta Overhead, installazione audiovisiva e ciclo di incontri sulla sorveglianza dall’alto nel Mediterraneo, tra confini aerei e genealogie coloniali dell’aviazione italiana. Sofia Baldi Pighi porta invece Arte come resistenza civile, sguardo sulla scena culturale ucraina e sul patrimonio come terreno politico, con Repeat after me II di Open Group, già visto al padiglione polacco della 60esima Biennale di Venezia. Rifugio Amore firma Club Altrove, serata con KUNTHUG, Kobramulata e Mantis.
Negli stessi giorni apre un secondo progetto espositivo, Blue Blue Blue Limbo – un-archive di Industria Indipendente a cura di Michele Bertolino, che inaugura uno spazio finora chiuso di Centrale Fies: mostra, performance, screening, conversazione e un profumo prodotto per l’occasione. La personale di Monia Ben Hamouda, con sculture in acciaio, sabbia e spezie che rileggono l’eredità della calligrafia islamica, resta visitabile fino al 26 dalle 18 alle 24.
Confermata anche la politica di accesso adottata da quattro anni: accanto alle proposte gratuite, quattro fasce pay what you want da 5 a 20 euro, il campeggio Camping Fies per studenti e studentesse, iniziative di car sharing sui canali social e uno store pop up della libreria DuePunti.










