A un anno dalla morte di Ozzy Osbourne, la sua famiglia continua a raccontare il vuoto lasciato dal frontman dei Black Sabbath. Nel giorno in cui Birmingham celebra il primo Ozzy Day, Sharon Osbourne ha ricordato il marito in un’intervista alla BBC, mentre la figlia Kelly ha affidato ai suoi canali social una riflessione sul lutto.
«Vorrei che la gente ricordasse quanto fosse divertente: divertente, carismatico e autentico», ha detto Sharon alla BBC Radio WM, trattenendo a fatica l’emozione. Poi ha ricordato quello che, racconta, sarebbe stato il desiderio dello stesso artista: «Come direbbe Ozzy: “Quando volete ricordarmi, alzate la mia musica a tutto volume, il più forte possibile, e fate headbanging”».
Sharon ha anche descritto il marito come «autentico», una persona che «non ha mai cercato di essere qualcosa di diverso da ciò che era» e che «diceva la verità su qualsiasi cosa». «Era davvero sincero. E faceva ridere. Potevamo avere i litigi peggiori del mondo, ma finivamo sempre per ridere perché diceva qualcosa di talmente assurdo che scoppiavamo a ridere», ha sottolineato.
Il ricordo è poi inevitabilmente legato a Birmingham, la città dove Ozzy è nato e che poche settimane prima della sua scomparsa aveva ospitato il concerto d’addio Back to the Beginning: «Questa è la casa dell’heavy metal. È la casa di Ozzy, il luogo dove è nato, ciò che amava. L’Ozzy Day non potrebbe funzionare da nessun’altra parte. Amava questa città, amava la sua gente. Era orgoglioso di essere di Birmingham. Punto».
Nelle stesse ore anche Kelly Osbourne ha ricordato il padre con un lungo messaggio pubblicato su Instagram. Più che un omaggio, una riflessione su come il dolore cambi chi resta: «Non piango soltanto il padre che ho perso. Piango la persona che ero prima che la morte insegnasse al mio cuore il proprio nome». E aggiunge: «Si pensa che il lutto significhi sentire la mancanza di chi non c’è più, ma il dolore più profondo è svegliarsi ogni giorno desiderando la versione di te stessa che è morta insieme a quella persona».
Tra i passaggi più toccanti del testo c’è anche quello in cui Kelly descrive il vuoto lasciato dalla scomparsa del genitore: «Mi manca la persona che ero prima della morte di mio padre. Prima che il mio cuore diventasse una casa per l’assenza. Prima che ogni ricordo diventasse insieme una benedizione e una ferita». E conclude: «Forse questa è la verità più crudele del lutto. Non che la morte ci porti via le persone che amiamo, ma che lasci noi a vivere come fantasmi delle persone che eravamo».
Ozzy Osbourne è morto il 22 luglio 2025, meno di tre settimane dopo l’ultimo concerto con la formazione originale dei Black Sabbath a Villa Park. E a dodici mesi dalla sua scomparsa, Birmingham dedica una giornata celebrativa al Prince of Darkness.
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