È morta Bonnie Tyler. La cantante di Total Eclipse of the Heart e It’s a Heartache aveva 75 anni. A maggio era stata ricoverata in un ospedale in Portogallo dove era stata posta in coma farmacologico. Le ultime notizie risalivano a poche settimane fa, quando era uscita dal coma, ma restava in condizioni critiche.
«La famiglia e il team di Bonnie annunciano con profondo dolore che Bonnie è morta inaspettatamente la scorsa notte in un ospedale del Portogallo, a causa della malattia per la quale era in cura», si legge in un messaggio pubblicato sul sito ufficiale.
«Nelle prossime ore diffonderemo un altro comunicato. Per il momento chiediamo che venga rispettata la privacy della famiglia e delle persone a lei vicine, affinché possano affrontare questa tragedia».
Tyler era stata ricoverata a Faro il 6 maggio per un intervento d’urgenza all’intestino. Le prime notizie circa le sue condizioni e la riuscita dell’intervento sono state rassicuranti. Due giorni dopo, però, i famigliari hanno diffuso un aggiornamento spiegando che Tyler era stata posta in stato di coma farmacologico per favorire la guarigione. Dopo una settimana i medici si erano detti «fiduciosi che possa riprendersi completamente» nonostante la gravità della situazione.
Quest’anno cadeva l’anniversario dei 50 anni di carriera discografica di Tyler, il cui singolo di debutto My! My! Honeycomb è uscito nel 1976. Gallese, nata Gaynor Hopkins a Skewen, vicino a Swansea nel 1951, si considerava una figlia orgogliosa della working class. Dopo un inizio non particolarmente promettente è stata messa sotto contratto dalla RCA e ha iniziato a incidere col nome di Bonnie Tyler. Se con My! My! Honeycomb non ha avuto grande successo, è andata meglio coi due 45 giri successivi Lost in France e More Than a Lover. Il primo album è The World Starts Tonight del 1977.
Il 1977 è anche l’anno dell’intervento alle corde vocali per un nodulo che ha reso la sua voce ancora più roca e caratteristica, quasi una versione femminile e molto potente di quella di Rod Stewart. Ha avuto il picco di popolarità negli anni ’80 dopo aver firmato con la CBS/Columbia e aver trovato la sua strada con un pop-rock epico, non a caso scritto e prodotto da Jim Steinman, il braccio destro di Meat Loaf. C’è lui dietro all’esplosione di Total Eclipse of the Heart, uno dei 45 giri più venduti dell’epoca. Il pezzo è contenuto in Faster Than the Speed of Night, che si apriva con una cover di Have You Ever Seen the Rain? dei Creedence Clearwater Revival di John Fogerty.
Apprezzata dal grande pubblico proprio perché enfatica, eccessiva, teatrale, Tyler in quel periodo centra hit come Holding Out for a Hero ancora di Steinman, dalla colonna sonora di Footloose, e Here She Comes nata dalla collaborazione con Giorgio Moroder. Viene riscoperto anche It’ a Heartache, uno dei pezzi di Natural Force, l’album,del 1978 che negli Stati Uniti è stato stampato non a caso col titolo del singolo.
Tyler ha continuato a esbirsi e incidere, anche una versione bilingue di Total Eclipse of the Heart con Kareen Antonn, numero uno in Francia. Nel 2013 ha partecipato all’Eurovision Song Contest in rappresentanza del Regno Unito. Il suo ultimo album è The Best Is Yet to Come del 2021. L’anno scorso è uscita Together con David Guetta e Hypaton, rivisitazione di Total Eclipse of the Heart. «Non mi sono mai stancata di farla», diceva, «perché è la canzone che tutti vogliono cantare».










