C’era una volta Sporty Spice, e in realtà c’è ancora e più in forma che mai. Perché Melanie C, arrivata in Italia dopo 8 anni di assenza, non sembra mai stata essere così ispirata. Dall’essere stata delle icone pop più importanti degli anni ‘90, ha cambiato mille facce. Ha fatto un disco dalle sonorità rock, ha collaborato con Lisa Left Eye Lopes e con Bryan Adams, è stata in scena a teatro e nel West End, e ora ha da poco pubblicato il suo nono album, Sweat, un disco dance.
Il suo album numero 9, che tra l’altro è quello che ha debuttato meglio di tutti i suoi precedenti nella classifica UK, alla 3. «È incredibile, ti dirò che mi fa un po’ emozionare», ci dice quando la incontriamo prima del suo DJ set al Padova Pride Village, posto che riesce a creare una programmazione piena di chicche mica da ridere. Tipo lei, appunto. Lo definirei il Mighty Hoopla italiano, if you know you know. E quindi ecco che arriva anche Mel, star di questa estate veneta, che ora pubblica dischi ma da anni fa anche la DJ. Ci racconta di aver iniziato 8 anni fa, non proprio da ragazzina, ma che è una passione che ha sempre avuto. «Ho iniziato forse un po’ tardi, i DJ iniziano da teenager. Ma mi sono applicata, e sono felice di aver iniziato. Ha portato molte cose belle nella mia vita».
Così, oltre ai piatti, ha messo insieme anche un disco dance che si chiama Sweat appunto, sudare, che è quello che ti fa fare se lo ascolti come dovresti. «È un disco un periodo della mia vita in cui ho affrontato diverse emozioni, c’è luce, ci sono le ombre. Ma la cosa che volevo fare più di tutte era portare un po’ di gioia alle persone. Penso ci sia bisogno di musica che faccia divertire. Viviamo in un momento storico non proprio rassicurante, c’è bisogno di ballare sopra ai problemi», racconta.
Un disco nato da un qualcosa che aveva messo nel cassetto tanti anni fa: «Prima di diventare una Spice Girl ho fatto una vacanza in Spagna», ci racconta. «Lì ho scoperto la musica House. Poi una volta tornata ho iniziato a frequentare la scena club londinese. Da lì a poco le Spice avrebbero preso il sopravvento e ho accantonato tutto. Adesso era il momento di tornare e di chiudere quel cerchio».
Ma la sua storia è anche la storia di una popstar che non si è limitata a essere, passatemi il termine, una icona degli anni ‘90 che vive di tempi che furono. Cosa che tra l’altro potrebbe tranquillamente fare. È anche la storia di un’artista che non ha mai smesso di fare musica, di reinventarsi, nonostante il mondo non sia proprio un posto clemente con chi prova a fare altro dopo aver fatto parte di un gruppo pop di tale portata. A differenza delle sue colleghe, infatti, Mel C è l’unica che non ha mai smesso di scrivere, pubblicare dischi e andare in tour. Facendo anche pace, con gli anni, con quella ragazza che indossava tute Adidas e tirava calci all’aria. «Dopo le Spice ho avuto dei periodi in cui ho cercato di allontanarmi da quella immagine. Dovevo capire chi fossi. Crescendo ho fatto pace con tutte le versioni di me stessa. Sono Melanie C e sono anche Sporty Spice. Ed è bellissimo così».
Lo racconta nella sua autobiografia, Who I Am, e l’abbiamo visto sul palco del tour delle Spice Girls nel 2019, quando a Wembley è tornata a vestire i panni che l’hanno resa famosissima. «È stato incredibile, vorrei rifarlo». ci dice. Sul fatto se succederà davvero non lo sappiamo, intanto questa settimana sono i 30 anni di Wannabe, il brano che le ha cambiato la vita. Le Spice conoscono benissimo il potere che hanno quando si riuniscono. Per ora tutto tace ma chissà, «magari a un certo punto qualcosa succederà», dice sibillina. «Se facciamo qualcosa è perché dobbiamo essere tutte d’accordo, altrimenti scegliamo un’altra strada». Democratiche.
Intanto lei non si ferma e si divide tra DJ set nei club di tutta Europa e un tour vero e proprio che partirà in autunno. Nessuna data in Italia, purtroppo, ma ci tiene a precisare che non è colpa sua. Intanto i fan di vecchia data hanno potuto vederla da vicino a Padova mentre mixava house, classici dance degli anni ’90 e 2000, garage UK, e un po’ di techno. Si parte con il singolo Sweat, che dà il titolo all’album e che campiona Work That Body di Diana Ross (1981), si chiude con 2 Become 1 delle Spice Girls, tutta intera, il finale perfetto per cantare abbracciati e sentirsi nel 1997.
Ma è proprio Sweat, disco intero, che vale la pena di essere ascoltato. Perché è una sorta di concept album, colonna sonora perfetta di quando si fa workout o per quando si è in discoteca. Senza dimenticare momenti molto melodici, tipo la nostra preferita What Could Possibly Go Wrong? o Drum Machine», altra fan favorite del progetto. «È pur sempre un disco pop», aggiunge lei. «Le melodie per me sono importanti».
E quindi, se siete fan della sua I Turn To You, e soprattutto di quel remix diventato uno dei suoi più grandi successi, troverete in questo disco un degno successore. A un certo punto finiamo sul solito discorso «c’è qualcosa che ti manca?». Lei è serenissima, sorridente, ci guarda e risponde «faccio già un sacco di cose che mi piacciono, giro il mondo e suono, conosco persone». Sporty Spice come esempio di equilibrio psicologico.
«Lo fate ancora il Festivalbar?», ci chiede a sorpresa prima di finire l’intervista. «No, Mel, non lo facciamo più». Ma forse un giorno tornerà anche quello, proprio come le Spice Girls.











