«Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così».
George Clooney riceverà il Leone d’Oro alla carriera all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2-12 settembre 2026). Debuttò al Lido nel 1998 con Out of Sight, e da allora ci è tornato innumerevoli volte, al punto da essere diventato un vero e proprio habitué, fino alla presentazione di Jay Kelly lo scorso anno.
Il direttore Alberto Barbera lo definisce «un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine»: dai b-movie e telefilm al successo di E.R. – Medici in prima linea, fino a modulare ogni genere senza mai tradire se stesso. Guerra con Three Kings, thriller con Michael Clayton, commedia con Ocean’s Eleven, fantascienza con Gravity, dramedy con Paradiso amaro. E dietro la macchina da presa: Good Night and Good Luck, Le idi di marzo, Suburbicon. Nove regie in tutto, tutte fuori dalle convenzioni di Hollywood: «Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo», afferma ancora Barbera.











