In Foreign Tongues, il disco che pubblicheranno il 10 luglio, i Rolling Stones hanno incluso una cover di You Know I’m No Good di Amy Winehouse, con Mick Jagger all’armonica. Non è inusuale che facciano cover soul e R&B, ma si tratta di solito di pezzi ultra-vintage, non di una canzone relativamente recente (per la storia della musica popolare) come quella tratta da Back to Black.
«Abbiamo deciso di fare una cover di un’artista donna», ha detto Jagger ad Uncut. «Abbiamo passato in rassegna molti pezzi soul anni ’60 e ’70 e poi ci siamo detti: stiamo registrando in Inghilterra, facciamo il pezzo di un’artista inglese. Back to Black è un gran disco e non credo qualcun altro abbia mai rifatto quella canzone. Fare una cover è una cosa ben diversa dal fare un pezzo tuo. Vuoi cambiare un po’ il pezzo, non rimanere troppo fedele all’originale. Mi è piaciuto suonare l’armonica che rifà la parte dei fiati» (per la cronaca, Richards dice da anni che «Jagger è un grande armonicista, ma lui fa spallucce. Ha un suo stile unico»).
A quanto pare la cantante, morta il 23 luglio di 15 anni fa, era particolarmente legata a Ronnie Wood, che lo ha spiegato in una intervista concessa al Sunday Times. «Mi diceva: “Oh, Ronnie, che devo fare?”. E io le rispondevo: “Senti, tutti sanno che nella bottiglietta dell’acqua hai della vodka. Rimettiti in sesto e sali sul palco”».
Secondo Wood i problemi personali della cantante non influivano sulle sue esibizioni (cosa non esattamente vera): «Se riuscivi a farla salire sul palco e ci restava, era straordinaria». E ancora: «Mi rattrista perché non ha potuto vivere tutta la sua vita. È stato come dire addio un’altra volta a Billie Holiday».
Gli Stones e Winehouse si sono esibiti assieme al festival dell’Isola di Wight nel 2007. Lei e Mick Jagger hanno duettato su Ain’t Too Proud To Beg, il classico dei Temptations che fa parte del repertorio degli Stones (era su It’s Only Rock ’n’ Roll) e inevitabilmente del background musicale della popstar.
«Pensavo sempre: “Prima o poi la incontrerò di nuovo lungo la strada”», ha detto Keith Richards. «Ti aspetti che certe cose accadano e, purtroppo, non è stato così. Ma a questo servono i dischi. Sono felice e onorato di aver suonato con lei almeno una volta».
Nel 2007, dopo quello show, Mick Jagger aveva confessato al Sun i suoi timori. «Amy è un’artista brillante e fa musica fantastica, ha classe, ma temo possa morire se continua su quella strada», diceva Jagger lodando Winehouse e paragonandola alle grandi cantanti soul del passato. «Se solo riuscisse a rimettersi in sesto… ma è difficile perché bisogna fare un bel cambiamento mentale». Lui lo ha fatto anni fa: «Ho sempre sentito una voce nella testa che mi diceva di smettere. Non volevo morire giovane».















