Le star più “pagate” di Hollywood? A volte non recitano nemmeno. Una valigetta di cui ignoriamo il contenuto, un robot di latta, un paio di scarpette rosse: sono gli oggetti di scena battuti all’asta per cifre da capogiro. Spesso più del cachet degli attori al loro fianco.
In testa le scarpette di Dorothy del ‘Mago di Oz’ con 32,5 milioni di dollari:, il prop più costoso di sempre. Poi l’Aston Martin di 007, il pianoforte di Casablanca, la slitta Rosebud di Quarto potere e la 24 ore di Pulp Fiction, venduta a una cifra mai svelata. Ecco 10 oggetti di scena diventati iconici, anche nel prezzo.
Le scarpette rosse di Dorothy
Il mago di Oz (1939) 32,5 milioni di dollariIl prop più costoso della storia del cinema. Quando sono finite all’asta da Heritage nel dicembre 2024, la stima di partenza era di 3 milioni: polverizzata in pochi minuti, triplicata prima ancora che il pubblico realizzasse cosa stesse succedendo. Nessun cimelio di celluloide aveva mai raggiunto una cifra simile. Ma il vero film è la loro storia. Ne esistono pochissime paia originali, e questo è quello dal passato più rocambolesco: nel 2005 fu rubato dallo Judy Garland Museum del Minnesota da un ex uomo di malavita, sparì nel nulla e riemerse solo nel 2018, recuperato dall’FBI dopo tredici anni di indagini. Un paio di scarpe che vale più di una villa sulle Hill, e con una trama degna di Ocean’s Eleven.
La slitta "Rosebud"
Quarto potere (1941) 14,75 milioni di dollariIl MacGuffin per eccellenza: l’oggetto su cui ruota il film più studiato di sempre, l’ultima parola sussurrata da un uomo morente. Ne furono costruite diverse (alcune in balsa, bruciate nella scena finale) e se ne conoscono oggi solo tre superstiti. Una la comprò Steven Spielberg nel 1982; un’altra passò di mano nel 1996 per 233 mila dollari.
Ma la storia più bella è quella dell’esemplare ritrovato dal regista Joe Dante, che lo “recuperò” per caso mentre girava nei vecchi studi RKO negli anni ’80 e lo tenne con sé per decenni. Nel luglio 2025 è finito all’asta da Heritage: 14,75 milioni di dollari, secondo prop più costoso della storia del cinema. Una slitta di legno che vale una fortuna perché racchiude tutto Orson Welles in una sola parola.Aston Martin DB5 di James Bond
Agente 007 – Thunderball (1965) 6,4 milioni di dollariMitragliatrici nei parafanghi, sedile eiettabile, targa girevole, lame tagliagomme e schermo antiproiettile a scomparsa: un catalogo di gadget che nel 1965 sembrava fantascienza e che ha definito per sempre l’idea stessa di “macchina da spia”. Questo esemplare non è una replica: è una delle DB5 realmente attrezzate dalla produzione, usata per la promozione di Thunderball. Quando è passata sotto il martello da RM Sotheby’s a Monterey, nel 2019, ha fatto segnare 6,4 milioni di dollari, record assoluto per il modello. La prova che a volte l’auto più desiderata sullo schermo lo diventa anche fuori. Bond, però, non avrebbe mai avuto la pazienza di tenerla in garage.
Robby il robot
Il pianeta proibito (1956) 5,3 milioni di dollariUn robot di latta anni ’50 che, da solo, ha incassato all’asta più del cachet di molti attori in carne e ossa. Costruito per la MGM a una cifra folle per l’epoca — si parla di una cifra tra i 100.00 e i 125.000 dollari, quasi il budget di un piccolo film — Robby non era una comparsa qualsiasi: era una star, tanto che lo studio lo riciclò per anni in decine di altre produzioni, da The Invisible Boy a Ai confini della realtà fino a Perduti nello spazio . Quando è stato battuto da Bonhams nel 2017, ha toccato i 5,3 milioni, all’epoca il prop cinematografico più costoso mai venduto (prima che le scarpette di Dorothy gli soffiassero il record). La fantascienza paga. Anche in metallo.
Il vestito bianco di Marilyn
Quando la moglie è in vacanza (1955) 4,6 milioni di dollariLa gonna che si solleva sulla grata della metropolitana mentre passa il treno: forse il fotogramma più imitato, citato e desiderato di tutta la storia di Hollywood. L’abito n avorio plissettato, disegnato da William Travilla, fu protagonista di una scena che Billy Wilder dovette rifare in studio — la folla accorsa quella notte a New York era troppo rumorosa — e che, si dice, contribuì alla fine del matrimonio tra Marilyn e Joe DiMaggio. Per decenni è rimasto nella collezione di Debbie Reynolds, che nel 2011 lo mise all’asta: stimato 2 milioni, volò a 4,6 (quasi 5,6 con le commissioni), tra gli applausi e le lacrime. Il metro di tessuto più cinematografico di sempre.
Il falcone maltese
Il mistero del falco (1941) 4,1 milioni di dollariPoco più di venti chili di piombo nero, alto una trentina di centimetri: l’oggetto attorno a cui ruota uno dei noir fondativi del cinema. Bogart (il detective Sam Spade) gli dà la caccia per tutto il film, fino alla battuta immortale: “La materia di cui sono fatti i sogni”. Peccato che il falcone, alla fine, si riveli un falso: l’unico vero tesoro era il mito. Ne furono fuse due copie in piombo, ma solo questa è confermata dagli archivi Warner come quella andata davvero in scena, riconoscibile da un dettaglio da cinefili: la coda piegata, conseguenza di una caduta sul set, quando l’attrice Lee Patrick lo lasciò scivolare mentre lo porgeva a Bogart. Battuto da Bonhams nel 2013 per oltre 4 milioni: la materia di cui sono fatte, evidentemente, anche le aste.
Il pianoforte di Casablanca
Casablanca (1942) 3,4 milioni di dollari“Play it, Sam.” È il pianoforte su cui Dooley Wilson intona As Time Goes By quando Ilsa (Ingrid Bergman) entra al Rick’s Café: uno dei momenti più struggenti mai girati. E anche uno snodo di trama, visto che è proprio dentro lo strumento che Rick nasconde i lasciapassare, l’unica via di fuga da Casablanca. Curiosità da veri feticisti: è un pianoforte in miniatura, giallo-oro con decori floreali, e ha appena 58 tasti, cioètrenta in meno di un modello classico. Dooley Wilson, per la cronaca, nella vita non sapeva nemmeno suonare. Quando è stato battuto da Bonhams nel 2014, ha superato i 3,4 milioni, chewing gum pietrificata incastrata sotto la tastiera compresa. Play it again, ma stavolta al martello.
R2-D2
Star Wars (1977) circa 2,76 milioni di dollariNon pronuncia una sola parola in tutta la saga (solo fischi e bip)eppure è uno dei personaggi più amati della storia del cinema. Questa unità è speciale: assemblata pezzo per pezzo con componenti originali usati nella trilogia classica e poi anche nei prequel (La minaccia fantasma e L’attacco dei cloni), è considerata l’unico R2-D2 completo in mani private. Alto poco più di un metro, fatto di alluminio, acciaio e fibra di vetro, era stimato fino a 2 milioni: ne ha incassati 2,76 da Profiles in History nel 2017. Non male per un droide che, ufficialmente, è solo un attrezzo di scena. These are the droids you’re looking for, evidentemente.
Una delle DeLorean originali
Ritorno al futuro (1985) circa 540 mila dollariE qui arriva il colpo di scena della classifica: l’auto che viaggia nel tempo, l’oggetto di scena più desiderato di intere generazioni, vale meno di un sesto delle scarpette di Dorothy. Per la trilogia ne furono costruite sette, ricavate da vere DMC-12 e riempite di flux capacitor, luci e cavi: oggi ne sopravvivono soltanto tre. La “hero car” più preziosa è custodita al Petersen Automotive Museum di Los Angeles, e da lì non si muove. Questo esemplare, invece, è finito all’asta da Profiles in History nel 2011, aggiudicato per circa 540 mila dollari. Una cifra da capogiro per chiunque, ma spiccioli accanto a un paio di ciabattine rosse. Il mercato dei cimeli, evidentemente, ha gerarchie tutte sue. Where we’re going, we don’t need… logic.
La valigetta di Pulp Fiction
Pulp Fiction (1994) valore mai reso notoL’unico oggetto di questa lista che non ha un prezzo, e forse proprio per questo il più prezioso. È una 24 ore Franzen in pelle, con la combinazione bloccata su 666 e una luce dorata che illumina il volto di chiunque la apra, senza che nessuno veda mai cosa contiene. Nella sceneggiatura originale erano diamanti; Tarantino, sullo schermo, non lo rivela. Da qui trent’anni di teorie: c’è chi giura sia l’anima di Marsellus Wallace, rubata dal diavolo (e per questo il cerotto sulla sua nuca). La valigetta vera è stata venduta all’asta da Heritage nel 2022, ma la casa non ha mai reso pubblica la cifra di aggiudicazione. Perfetto, in fondo: l’oggetto più misterioso del cinema resta senza prezzo. Vale di più proprio perché non sapremo mai cosa c’è dentro.










