La vicenda della RCF Arena di Reggio Emilia — già teatro del naufragio dell’Hellwatt Festival, poi ribattezzato Pulse of Gaia e infine cancellato ufficialmente a inizio giugno, con i concerti di Kanye West e Travis Scott vietati dal prefetto a fine maggio — si arricchisce di un nuovo capitolo fatto di accuse pubbliche, minacce legali e smentite incrociate. Il 27 giugno C.Volo S.p.A., la società che gestisce la venue, ha diffuso in rapida successione due comunicati stampa separati, uno contro il fondatore ed ex direttore artistico del festival Victor Yari Milani e uno contro Claudio Trotta, storico impresario musicale e fondatore di Barley Arts.
Per capire il contesto bisogna tornare all’inizio di maggio, quando Campo Volo aveva comunicato la cessazione della collaborazione con Victor Yari Milani, a partire dal 5 maggio 2026. Milani era la figura centrale del progetto fin dalla sua presentazione, e la questione della proprietà del marchio Hellwatt — di sua titolarità — aveva rappresentato fin da subito una potenziale complicazione per gli organizzatori. Il festival aveva poi cambiato nome in Pulse of Gaia (legandosi al corrispondente festival), confermando Kanye West per il 18 luglio. Ma il 29 maggio il prefetto Salvatore Angieri aveva adottato un provvedimento ai sensi dell’articolo 2 del TULPS disponendo il divieto di entrambi i concerti, quello di West e quello di Travis Scott, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica.
Dopo l’allontanamento, Milani non era rimasto in silenzio. E proprio ieri, dalle pagine del Resto del Carlino è arrivata una nuova stoccata agli “avversari” dell’amministrazione comunale di Reggio Emilia. Milano ha infatti tirato in ballo una presunta opacità nei rapporti tra Coopservice, C.Volo e il Partito Democratico reggiano, chiedendo se le due società avessero mai sostenuto economicamente o sponsorizzato iniziative del PD al Campovolo. Ha inoltre rinnovato pubblicamente la richiesta di essere audito in Commissione, promettendo di mettere a disposizione contratti, documentazioni ed email per sostenere quella che lui sostiene essere la “realtà dei fatti” – che, in altre parole, lo riposizionerebbe in una luce più favorevole in tutta la vicenda.
Nel comunicato diramato oggi, 27 giugno, C.Volo respinge queste affermazioni definendole «gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento», attacca Milani per aver insinuato «sospetti generici e interpretazioni complottistiche» sul provvedimento prefettizio, e lo accusa di parlare «di cose che non sa», essendo stato un collaboratore esterno il cui rapporto è stato «risolto a tutela della Società agli inizi di maggio». La società annuncia azioni legali per proteggere «la propria reputazione e in definitiva l’integrità e consistenza del proprio patrimonio aziendale».
Più articolata la vicenda con Trotta. Il fondatore di Barley Arts ha rivelato sempre al Resto del Carlino, in un articolo pubblicato oggi, di aver presentato a Coopservice (a ora azionista di maggioranza di C.Volo) le basi per una proposta di gestione futura della RCF Arena. La risposta ricevuta: «Allo stato non ci pare vi siano le condizioni per un incontro». Nel commentare la situazione, Trotta ha definito quanto sta accadendo a Reggio Emilia «una delle pagine più raccapriccianti e imbarazzanti della storia della musica live in Italia». Nel secondo comunicato diramato il 27 giugno, dunque, C.Volo replica che Trotta avrebbe proposto di «impossessarsi letteralmente di RCF Arena in sostanziale esclusiva a costo zero», chiedendo «l’estromissione totale di C.Volo» — il che sarebbe tecnicamente impossibile, in quanto C.Volo è la concessionaria dell’area pubblica e una sua uscita completa rischierebbe la revoca della concessione stessa. La società contesta inoltre a Trotta di aver indicato come proprio interlocutore Coopservice anziché C.Volo, e annuncia mandato ai propri legali per valutare le dichiarazioni.
Nel frattempo, la compagine societaria di C.Volo risulta ridisegnata (a partire dal 23 giugno) con l’uscita di Claudio Maioli, storico manager di Ligabue, e di Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners. Il che ha portato Coopservice al 93% delle quote.









